12 febbraio, buon compleanno Bill Russell

Compie gli anni Bill Russell, storica leggenda della pallacanestro. Andiamo a conoscere i suoi primi passi nel mondo del basket

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Monroe, Louisiana, 1934. 77 miglia ad ovest dal Mississippi, a qualche calcio d’angolo di distanza dall’Arkansas e qualcosa di più da New Orleans, che sta ancora più a sud. Quando sei un nero di uno Stato del sud degli States negli anni ’30, non sei capitato nel miglior posto del mondo. Questo è certo. Anche se ti chiami William ‘Bill’ Russell.

La schiavitù non c’è più da quella benedetta firma di Abramo Lincoln, ma poi i successori si perdono e lasciano passare la segregazione. Un’altra brutta pagina di storia americana. La famiglia Russell lascia Monroe per andare ad Oakland, California. Grazie ad un lavoretto in cantiere, William (che poi sarebbe stato conosciuto ai quattro angoli del globo come Bill) si guadagna il necessario per frequentare la scuola serale per neri ed è alla McClymonds High School che scopre la passione per lo sport. Nell’atletica è fenomenale: salto in alto e 400 metri piani, le principali discipline. Ma pallacanestro poco e niente. Per ora.

La svolta la si ha in una sfida contro Oakland. Lo osserva il coach di quella squadra che gli offre una borsa di studio: farà il college alla University of San Francisco. Nel quintetto iniziale ci sono 3 neri: pazzesco. Siamo intorno al periodo di Little Rock, quando Eisenhower dà l’opportunità ad alcuni studenti di colore di seguire le lezioni universitarie. Ora Russell ed altri due sono i padroni della squadra. No, coach Phil Wolpert non ha paura di sfidare le convenzioni del tempo. E San Francisco, col senno del poi, può essere uno dei luoghi adatti per sfidare le idee precostituite. Con quella fervente attività culturale che ha intrinsecamente la città…

Oh, nel frattempo la squadra va come poche: due titolo NCAA consecutivi ed un record di 60 vittorie. E Bill Russell è fondamentale. E’ il primo grande stoppatore della storia: da molti è ritenuto il centro difensivo più importante dal professor Naismith ad oggi. Dopo i due titoli, vola come di consuetudine per i ragazzi del college alle Olimpiadi (Melbourne 1956) e vince la sua prima ed unica medaglia d’oro. Al ritorno diventa un giocatore dei Boston Celtics. Quando si toglierà la maglia verde per l’ultima volta sarà ormai una vera e propria leggenda della franchigia e dello sport.

Daniele Errera

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Daniele Errera
Classe 1989, è dottore in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e laureando in Economia presso l'ateneo di Roma Tre. Giornalista pubblicista da luglio 2016, ha pubblicato il libro "Le 50+1 partite che hanno cambiato la storia" (ed. Kimerik). Dal 2014 è radio speaker prima per LAvori in COrso (Radio Luiss), poi per Radar (Roma Tre Radio). E' direttore de La Giornata Sportiva ed è davvero felice di esserlo anche perché collabora fianco a fianco coi suoi Amici.

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