13 novembre, Ron Artest, tra genio e sregolatezza

Ron Artest, la storia di un giocatore tanto forte quanto imprevedibile

0
393

Il 13 Novembre 1979, nella contea di Queens a New York, nasceva un ragazzo di nome Ron Artest. L’infanzia di Ron non fu proprio semplice: all’età di 6 anni, infatti, il padre, ex pugile e Marines, decise di divorziare dalla madre, scatenando in un suo figlio un forte senso di rabbia. Questa rabbia venne tramutata in numerose risse, già dalla più tenera età. Ma fu proprio questo che portò una vera e propria svolta nella vita del giovane ragazzo. A 8 anni, infatti, Ron conobbe un assistente sociale che consigliò ai genitori di iscriverlo ad una squadra di pallacanestro, in modo tale che potesse sfogarsi ed imparare ad approcciarsi con i suoi coetanei.

Frequentò il liceo presso la Salle Academy High School, trovando la sua consacrazione nell’anno da Senior nel quale venne eletto giocatore della città di New York. Nel 1997, nonostante le numerose offerte ricevute, decise di iscriversi alla St. John’s University e, nel suo primo anno di college, viaggiò con una media di 11,6 punti a partita, oltre a 6,3 rimbalzi, 1,9 assist e 1,1 stoppate. Queste cifre gli consentirono di entrare nell’All-Rookie Team. Il secondo anno, sotto la guida di Mike Jarvis, venne inserito nel quintetto ideale della Big East e nel terzo quintetto All-American.

Nel 1999 Ron decise di tentare l’approccio nella NBA e, nel draft dello stesso anno, venne scelto dai Chicago Bulls alla sedicesima scelta. Trascorse 3 anni con la franchigia dell’Illinois, collezionando 175 presenze e 12,5 punti di media a partita. Nel 2002 approdò agli Indiana Pacers, dove rimase fino al 2006. In maglia giallo-blu ottenne la sua migliore stagione nel 2003-2004, dove, con una media di 18,3 punti 5,7 rimbalzi e 3,7 assist a partita, venne scelto con riserva dell’All Star Game 2004 e nominato miglior difensore della stagione. Il 19 Novembre 2004, a seguito di una rissa al Palace of Auburn Hills di Detroit con alcuni giocatori dei Pistons e alcuni tifosi locali, venne squalificato per 73 partite, terminando così la sua stagione.

Al suo ritorno in campo, Ron iniziò la stagione 2005-2006 con gli Indiana Pacers, prima di essere scambiato, nel febbraio 2006, per Predrag Stojakovic, approdando così a Sacramento. Giocò con i Kings per due anni e mezzo, fino al 2008, raggiungendo il primo turno dei playoff nel quale furono eliminati da San Antonio. Nel 2008 venne scambiato a Houston, andando a rinforzare una squadra già forte con giocatori del calibro di Yao Ming, Tracy McGrady e Luis Scola. Nonostante l’assenza di T-Mac per tutta la seconda parte di stagione, i Rockets riuscirono ad arrivare al secondo turno dei play off, nel quale vennero eliminati dai Lakers.

Nell’estate 2009 Artest, dopo essere diventato un free agency, approdò proprio ai Lakers, con i quali ottenne il maggior successo. Ron divenne fin da subito indispensabile nel quintetto di coach Phil Jackson, vincendo il suo primo, e unico, anello alla prima stagione stagione in quel di Los Angeles.

Poi il genio: il 26 Agosto 2011 Artest ottenne l’autorizzazione da parte delle autorità americane di cambiare il suo nome in Metta World Peace, spiegando che “È un nome che parla di amore, di pace nel mondo. I bambini devono capire il concetto di pace nel mondo“. Nonostante questo cambio di nome, però, il suo atteggiamento non mutò affatto e, il 23 Aprile 2012, in una partita contro Oklahoma, rifilò una gomitata a James Harden, venendo espulso e squalificato per 7 giornate. Il 9 Luglio 2013 i Lakers presero la decisione di tagliare Artest per liberare spazio salariale.

Una settimana esatta dopo, nella quale si era vociferata di una possibile esperienza in Cina o addirittura nel mondo del football, Metta World Peace decise di far ritorno a casa, firmando per New York. In maglia Knicks, però, disputò solamente 29 partite con la misera media di 5,5 punti a gara. L’estate successiva approdò nella Chinese Basketball Association e più precisamente ai Sichuan Blue Whales. Nella sua avventura cinese Artest cambiò nuovamente nome in The Panda’s Friend, ritornando successivamente a Metta World Peace. Terminò la sua stagione anzitempo a causa di un problema al ginocchio, tenendo comunque una media di 19 punti e 6 rimbalzi in 13 partite giocate.

Dopo un periodo di stop, il 24 Marzo 2015, firma un contratto fino al termine della stagione con la Pallacanestro Cantù, in quel momento decima in classifica e fuori dalla zona play off. Esordì in Italia il 30 Marzo 2015 nella sconfitta a Pistoia 88-87, nella quale mette a referto 16 punti, con 1/6 da 2, 2/8 da 3 e 8/8 ai liberi, oltre a 8 rimbalzi e 5 assist. Il 4 Aprile gioca la sua prima partita davanti al suo nuovo pubblico, nella larga vittoria contro l’Orlandina, segnando 19 punti. Al termine della stagione Cantù arriverà settima, venendo eliminata da Venezia al primo turno.

Sul finire di Settembre 2015 Artest firma un contratto non garantito con i Lakers, che decidono di confermarlo al termine del training camp. In quella stagione, l’ultima del suo amico (nonché leggenda) Kobe Bryant, Ron colleziona 35 presenze, di cui solamente 5 da titolare. L’anno successivo gioca sempre con la franchigia di Los Angeles, che, al termine della stagione decide di non confermarlo ulteriormente. Nonostante la volontà di giocare fino al 2019-2020, Artest, ritrovatosi senza squadra, annuncia il suo ritiro dal basket giocato il 24 Ottobre 2017.

Dal 2017, successivamente al suo ritiro, ha firmato un contratto come assistente allenatore dei South Bay Lakers, formazione satellite dei Los Angeles Lakers, nella D-League.

 

Giorgio Mastrogiacomo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here