15 maggio, quando sull’Autostrada dei Laghi si veniva e andava col sorriso

Il 15 maggio del 1988 il Milan vinceva il suo undicesimo scudetto e dava il via ad una delle storie più belle dello sport

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A9. Una sigla molto conosciuta agli abitanti della Lombardia. E’ la strada che porta da Milano a Como, l’Autostrada dei Laghi. O viceversa. Un tratto di nemmeno 30 chilometri, che il 15 maggio 1988 fu completamente intasato da una processione di automobili bardate e colorate di rosso e nero. Il Milan si apprestava a vincere il suo undicesimo scudetto.

Vincere e convincere. Questo il mantra del ‘profeta’ che guidava il Milan. C’era riuscito, nel Paese più conservatore dell’Europa ‘avanzata’ e occidentale. Dall’inferno della cadetteria al titolo di campioni d’Italia. Il Milan ottenne il punteggio necessario per vincere lo Scudetto grazie ad un tiro angolato di Pietro Paolo Virdis, che in quanto a conservatorismo ne aveva da vendere. Lo stadio di Como esplose di gioia. Difficile trovare tifosi autoctoni. Erano tutti venuti da Milano. E c’era chi era ancora incolonnato. Traffico tremendo. Google Maps, che al tempo non c’era, avrebbe dato traffico nero più nero dei completi neri de Il Padrino. Alla fine esultarono anche i padroni di casa, che sembravano ospiti, quanti pochi erano. Con la rete di Salvatore Giunta (uscito fra l’altro dalle giovanili del Milan) ottennero la sospirata salvezza. Tarciso Burgnich, uno che se non lo avete mai visto giocare già dal cognome si può capire quanto fosse duro, e in campo era spaventosamente tosto, era riuscito nell’impresa di far salvare il suo piccolo club.

Vittoria e salvezza. Cosa si poteva volere di più? Burgnich l’anno dopo sloggiò e si accasò al Catanzaro. L’allenatore del Milan, il profeta di Fusignano, fece la storia del club e del calcio, influenzando i posteri come due, tre tecnici nella storia del pallone. Altro che 1-1 con il Como. L’anno dopo – stesso periodo – avrebbe massacrato il Real Madrid 5-0, sventrato la Steaua Bucarest 4-0, asfaltato Bologna, Ascoli e Roma per tanto a poco. Ma quel 15 maggio 1988 andò alla perfezione così: Milan campione e Como ancora un anno fra i grandi. Cosa si poteva volere di più?

Daniele Errera

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