15 settembre, buon compleanno al Genio Savicevic

Compie 52 anni Dejan Savicevic, il Genio. Scostante e discontinuo, ma straordinariamente forte. Era capace davvero di tutto nel rettangolo di gioco.

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Geniale, pigro e mancino. Come si poteva non amare Dejan Savicevic in campo? Buon compleanno, Genio. Auguri per i tuoi 52 anni.

Non ho mai apprezzato la comicità di Gene Gnocchi, ma in un’intervista sul Milan di Capello diceva una cosa sacrosanta. Fra la satira e la serietà: “tu lo vedevi girovagare in campo per tante, tante partite. Sembrava fosse lì per sbaglio”. Anni dopo lo chiamarono “Il Genio”. Non stava sul rettangolo di gioco per caso, anzi.

Savicevic, montenegrino classe 1966, nasce nella Jugoslavia di Tito. Tutti insieme, poco appassionatamente. La squadra d’esordio è il Buducnost. Nel 1988 passa alla Stella Rossa di Belgrado. Epiche le sue prestazioni, specialmente la cosiddetta, secondo Giancarlo Dotto, partita delle streghe. Quella contro il Milan a Belgrado: il Maracanà jugoslavo è una santabarbara. In coppia con Stojkovic ne fanno di tutti i colori alla leggendaria difesa rossonera. Poi la prima impresa da milanista in pectore: sbaglia il rigore e il Milan passa ai quarti di Coppa Campioni che poi stravincerà. Nel 1991 però riesce a vincere la coppa dalle grandi orecchie con gli slavi ed arriva secondo nella classifica del Pallone d’Oro. Adesso è la volta dell’Italia.

Savicevic arriva al Milan di Capello. Il burbero friulano non capisce inizialmente le potenzialità del campione. E’ discontinuo, scostante, spesso infortunato, indolente. Ma a volte ha dei colpi di genio favolosi. Certo che in una squadra che davanti ha Van Basten (intoccabile), Gullit (meno intoccabile), Papin, Simone e Massaro, Savicevic è costretto a molta panchina e tribuna. Boban da mezzapunta finisce il linea con Albertini per giocare. Ma piano piano Capello capisce l’importanza di Savicevic. In giornata di luna piena è un giocatore pazzesco. La stagione 1993/1994 è la sua. Non segna neanche un goal in Serie A, ma contribuisce alla vittoria del terzo scudetto consecutivo di Capello, il secondo dello slavo. E’ in Coppa Campioni che dà il meglio di sé. Il goal nella finale è quasi un peccato commentarlo. Un romanzesco pallonetto… Vedetelo, anzi.

Savicevic farà altre due grandi stagioni al Milan. L’anno dopo non è disponibile per la finale in quanto infortunato e quanto ne risente il Milan. La stagione successiva, assieme a Roberto Baggio e George Weah contribuisce alla vittoria dell’ennesimo titolo nazionale. Poi il suo modo di essere lo porta un po’ al declino. Dopo una brevissima parentesi alla Stella Rossa si accasa al Rapid Vienna. Meno musica nel Paese di Mozart, ma più magie calcistiche. Buon compleanno, Genio.

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Daniele Errera

 

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