21 gennaio, buon compleanno Hakeem ‘The Dream’ Olajuwon

Hakeem Olajuwon è stato uno dei migliori di sempre in NBA: buon compleanno a The Dream

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Hakeem Olajuwon non è mai stato un normale cestista. E’ stato un giocatore stre-pi-to-so. Senza mezzi termini, favoloso. Un vincente. E lo dimostrò a metà anni ’90.

Arrivò negli Stati Uniti nel 1981, dalla Nigeria. Direzione: University of Houston. L’altro college era a New York, dove in inverno fa un freddo cane. E lui voleva un clima più mite, meno scontroso. Lui, che di scontri ne fece a migliaia. 213 centimetri di altezza x 116 chili. Cosa poteva essere se non un centro? Sul podio dei migliori centri di sempre, secondo alcuni osservatori IL migliore.

Entra nella NBA col draft 1984. Un reclutamento storico. Tra quei campioni ci sono gente come John Stockton, Charles Barkley e niente di meno che Michael Jordan. Ma non ce n’è per nessuno: Hakeem Olajuwon è la prima scelta. Va ai Rockets, per il proseguo naturale della sua vita a Houston.

In NBA è dominante: tecnica e prestanza fisica come solo un iniziato del gioco può avere. Porta i Rockets alla vittoria nel 1994 e nel 1995, contestualmente alla temporanea uscita di scena di MJ23 (che spesse volte marcherà più che efficacemente in partita, riuscendo in un match a fargliene 45). Riesce addirittura ad essere l’unico della storia a diventare MVP della Regular Season, delle Finals e miglior difensore. E’ uno dei 4 cestisti della storia ad avere una quadrupla doppia: 18 punti, 16 rimbalzi, 10 assist e 11 stoppate (e va vicina ad una seconda). Hakeem Olajuwon è l’undicesimo marcatore di sempre dell’NBA, fra l’altro. Ma anche il numero 1 per stoppate (3830). Insomma, la lista è ancora lunga. Ma forse, ciò che può far capire di quale giocatore si stia parlando davvero è il titolo di miglior giocatore NBA del mese di febbraio nel 1995. Hakeem Olajuwon è musulmano e il mese del Ramadan coincideva con quel febbraio: riuscì a vincere quel piccolo titolo, che più volte avrebbe fatto suo, senza mangiare e bere. Un vero fuoriclasse. Buon compleanno, The Dream.

Daniele Errera

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