23 luglio, buon compleanno al ‘guanto’, Gary Payton

Tanti auguri al 'Guanto', 'The Glove', Gary Payton, che oggi compie 49 anni. Grandissimo playmaker dei Seattle SuperSonics.

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The Glove & The Reign Man, che coppia. Belle storie. Il secondo, Shawn Kemp è durato poco, ma in quegli anni “col tritolo ha fatto saltare le aree avversarie”. Il primo, Gary Payton, è stato invece molto, molto costante, sempre ad alti livelli. Oggi compie gli anni, Payton: tanti, tanti auguri.

La franchigia è una di quelle che fa già scendere la lacrimuccia solo a sentirla nominare: Seattle SuperSonics. La squadra, chiamata così per via del progetto Boing di costruire un aereo supersonico, che quindi superasse la velocità del suono, visse due grandi momenti nella propria storia: a fine anni ’70, quando vinsero il titolo, e a metà anni ’90, grazie a Payton e Kemp.

Payton non era il classico playmaker. Aveva una capacità nella difesa tutt’altro che comune. Un muro. Era davvero un vincente, un grande giocatore da certe skills non indifferenti. I Sonics arrivarono a giocarsi il titolo NBA nella stagione 1995/1996, ma incontrarono quella che è stata definita da molti la squadra più forte di sempre: i Chicago Bulls 1996. Vinsero 72 partite su 82 di Regular Season, i tori di Chicago. La finale fu vinta per 4-2 da Jordan e co. Payton non riuscì a strappare il titolo dalle mani di Air Jordan, ma i match vengono ricordati come dei classici.

Payton, hall of famer classe 2013, giocò dal 1990 al 2003 ai Sonics. Kemp era già scoppiato, nel frattempo. Poi girò in altre franchigie, alla ricerca dell’anello, alla ricerca della vittoria del titolo NBA. Arrivò nuovamente in finale nel 2004. Stavolta giocava coi Lakers dello specialista Phil Jackson (il coach che aveva vinto sei titoli con i Bulls e già si era imposto in California). La squadra di Los Angeles era un vero e proprio dream team con Kobe Bryant, Shaq e Karl Malone. Anche quest’ultimo aveva dato quasi tutta la carriera ad una squadra, gli Utah Jazz, senza vincere niente. Era l’ultimo tentativo. I Detroit Pistons però si imposero in finale per 4-1. Payton e Malone restarono nuovamente a bocca asciutta. Il play non si diede per vinto e dopo un’annata a Boston, si spostò a Miami. Con gli Heat fu finalmente vittoria: l’anello arrivò nel 2006. A 38 anni aveva giocato 81 partite di R.S. Grande, grande carriera quella di Gary Payton. Costante, fino alla fine. Forte, fino alla fine. Peccato per quelle splendide annate a Seattle, quando non riuscì a portare il titolo nello stato di Washington. Ma la grandezza di un giocatore non viene fatta necessariamente dagli anelli che indossa.

Daniele Errera

 

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Daniele Errera
Classe 1989, è dottore in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e laureando in Economia presso l'ateneo di Roma Tre. Giornalista pubblicista da luglio 2016, ha pubblicato il libro "Le 50+1 partite che hanno cambiato la storia" (ed. Kimerik). Dal 2014 è radio speaker prima per LAvori in COrso (Radio Luiss), poi per Radar (Roma Tre Radio). E' direttore de La Giornata Sportiva ed è davvero felice di esserlo anche perché collabora fianco a fianco coi suoi Amici.

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