25 aprile, Trap e (soprattutto) Strunz

Compie 49 anni Thomas Strunz, celebre centrocampista del Bayern Monaco, saltato agli onori delle cronache grazie alla leggendaria conferenza stampa di Giovanni Trapattoni.

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“Ma che emozioni? Ma quali emozioni?”, furioso Spalletti in Russia. “Ma cosa vi ridete? Con voi bisogna fare i ruffiani. Cosa è diventato il calcio? Una giungla”, sbraitava Malesani ad Atene. Conte, Ranieri , Mourinho e chi più ne ha più ne metta. Tutti tecnici arrabbiati, che si sfogano con la stampa circa la posizione in classifica, la gestione della squadra, il rapporto coi giornalisti. Ma il primo posto delle sfuriate, per distacco, va al buon vecchio Giovanni Trapattoni. Centro del discorso, il povero Thomas Strunz.

Thomas Strunz, il giocatore

Strunz, auguri per i suoi 49 anni, è stato un centrocampista duttile: buon realizzatore, specialmente con la sua prima squadra, il Duisburg (30 reti in 94 partite di Bundesliga). Poi il passaggio al grande Bayern Monaco, nel 1989. A parte una breve parentesi di tre anni a Stoccarda (1992-1995), lega la sua carriera proprio al club bavarese grazie a 23 goal in 156 partite. Vincerà anche la Champions all’ultimo anno di attività, nel 2001. Anche un Europeo con la Germania va in bacheca: era il 1996. Tuttavia, 9 anni in Baviera e sole 156 presenze? Già, perché Strunz era fatto di cristallo, non fortissimo fisicamente. Se ne accorse il Trap e lo esternò al mondo intero.

Un doveroso prologo

“Siete pronti? Mi faccia la domanda, quando solo male le mie parole può capire, per favore. Ci sono in questo momento in questo squadra, oh, alcuni giocatori dimenticano il loro professionista cosa sono. Non leggo molti giornali, ma molte situazioni ho sentito. Un allenatore non è nessun idiota! Un allenatore è … vedere cosa succedere in campo. In questo partita esistevano due, tre o quattro giocatori, loro erano deboli come una vuoto bottiglia. Avete mercoledì visto, quale squadra giocato ha mercoledì? Mehmet ha giocato, o giocuato Basler, o giocato Trapattoni? Questi giocatori lagnano più che gioco! Sapete, perché le squadra Italia comprano non questi giocatori? Perché noi visto abbiamo molta volte tali partita. Hanno detto, giocatori non sono per italianen, eh…, campionis.

 

“Strunz, Strunz”

Strunz! Strunz è qui da due anni, dieci partita ha giocato, è sempre ferito. Cosa permetten Strunz?! Anni scorsi diventato campione con Hamann, eh…, Nerlinger. Questi giocatori erano giocatori ed erano diventati campioni. È sempre ferito! Ha giocuato 25 partite in questo squadra, in questa club. Respectare deve gli altri collegen! Io sono ora stanco aspettare di queste giocatore, eh.., difendo sempre questi giocatoren. Io ho sempre i debiti su questi giocatori. Uno è Mario, uno, un altro è Mehmet. Strunz invece non è, ha solo giocato il 25 per cento questi partita!”

E terminò con un grande “io sono terminato”, confondendolo con “ho terminato”. Sarebbe andata così, infatti a fine stagione prese armi e bagagli, direzione Firenze. Sul siparietto Strunz, avrebbe raccontato poi che la rabbia cresceva di più quando vedeva i giornalisti ridere. Solo dopo capì che erano italiani e a quello “Strunz” non potevano che ricollegare la più celebre parolaccia italiana, sbellicandosi così dal ridere. Questioni di nomi.

Daniele Errera

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