5 Coppe Campioni / Champions League, 7 Scudetti, 3 Coppe Intercontinentali /Coppe del Mondo per Club, 5 Supercoppe UEFA e 5 di quelle italiane, una Coppa Italia, un paio di secondi posti al Pallone d’Oro. Dobbiamo aggiungere altro? La fama lo precede, da giovane e da maturo. Parliamo di Paolo Maldini, ovviamente.

La fama lo precedeva a Paolino Maldini, sin dalle giovanili. E’ il figlio del grande Cesare, il capitano del Milan per la prima volta sul tetto d’Europa. Cesarone fu un libero favoloso, classe e professionalità. Paolo il raccomandato, veniva considerato. Non sarebbe stato così, anzi. Sceso in campo nessuno lo ritenne più tale, ma il mondo fu ammirato da quel piccolo campione che esordì a 16 anni in Serie A (in quella Serie A), vinse il primo scudetto a 19 e la prima Coppa Campioni a 20. Si ricordi che in quel momento Maldini è titolare inamovibile come terzino sinistro. Con Baresi, Tassotti e Costacurta (alternativamente Filippo Galli) forma la leggendaria linea di difesa dell’immortale Milan di Arrigo Sacchi prima e dell’invincibile Milan di Fabio Capello poi.

Ripercorrere la carriera in rossonero (record di 902 presenze) o in Nazionale (126 partite giocate) sarebbe quasi superfluo. Non sono i numeri o i trofei che fanno un giocatore, non fosse per uno come Maldini che ha davvero vinto sempre, tanto e con classe. Fra l’altro, in qualità di titolare. Per tutti gli anni, praticamente: l’ultima stagione, 40enne, gioca 30 partite in Serie A. Poi c’è quello spiacevole addio con una minuscola parte della curva milanista che lo contesta. Ma i restanti 80mila e passa tifosi sono in lacrime per aver perso (alternativamente, per essersi goduto) uno dei più grandi difensori della storia del gioco. Secondo Mario Sconcerti, così forte da andare fuori quota nella classifica dei difensori nostrani di sempre. Quantità, qualità, senso della posizione, colpo di testa, tackle, carisma. Aveva tutto. Purtroppo anche un’età, che ce lo tolse – nonostante il ritiro a quasi 40 anni e 11 mesi – troppo presto. Pagheremmo tutti per rivederlo giocare ancora una volta sul verde prato di San Siro. Tanti auguri, capitan Paolo Maldini.

Ps: auguri anche a O’ Fenomeno Luca Fantoni, non secondo a Maldini per qualità e tecnica…

 

Daniele Errera

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