28 novembre: buon compleanno Roche. Riviviamo insieme il 1987, il suo anno d’oro

Uno dei più grandi campioni irlandesi nel ciclismo. Nel 1987 ha ottenuto i suoi più grandi risultati

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Stephen Roche è uno di quei corridori che ha contribuito a rendere grande il ciclismo. Vogliamo ricordare il 1987, anno in cui trionfò al Giro, al Tour e al mondiale di Villaco.

L’irlandese nacque il 28 novembre 1959 a Dublino. Nel 1980 si trasferì in Francia per seguire il suo sogno di diventare un ciclista. Passato professionista nel 1981, Roche conquistò subito la Parigi-Nizza, e fu etichettato come uno dei giovani più talentuosi della sua generazione. Nel corso della sua carriera vinse molte corse di una settimana e diverse edizioni di quella tappa.                                                                            Fu nel 1987, che Roche fece vedere al mondo intero le sue eccelse caratteristiche.

La carriera del ciclista fu caratterizzata da molti infortuni. Fin dal dilettantismo ebbe diversi problemi alle ginocchia a causa di un difetto alle suole. Nel 1985, alla sei giorni di Parigi, Roche cadde e si infortunò gravemente al ginocchio sinistro. Il conto di questi infortuni e di alcuni problemi alla schiena si presenterà spesso nel corso della sua carriera.

L’anno d’oro della sua carriera iniziò con una vittoria alla “Volta a la Comunitat Valenciana” e diversi piazzamenti nelle classiche di primavera.

Il 21 maggio iniziò il Giro d’Italia, e i favoriti principali erano Visentini, campione uscente e Roche, neovincitore del Tour de Romandie appena conclusosi. Nella cronometro di San Marino, Visentini stravinse e staccò l’irlandese a più di due minuti in classifica. Il Giro adesso aveva un padrone.

Il ds della carrera Boifava a quel punto decise di nominare capitano Visentini promettendogli l’aiuto e la lealtà dei gregari. Il 6 giugno, Roche, stanco di fare la controfigura di Visentini, spinto dall’onore e dal gusto che si prova indossando la maglia Rosa, nella tappa che si concludeva a Sappada attaccò. Tutta la Carrera tranne Eddy Schepers era all’inseguimento del “compagno” di squadra. L’inseguimento si concluse ma Visentini andò in crisi perdendo quasi 6 minuti.  La maglia Rosa passò sulle spalle dell’irlandese, che regalò a tutti gli amanti del ciclismo una delle vicende più appassionanti nota come “Il tradimento di Sappada”.

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 Visentini tentò nelle tappe successive di riconquistare la maglia, ma nella frazione di Pila cadde e dovette ritirarsi. Roche, grazie alla collaborazione della Panasonic riuscì a difendere la maglia e portarla fino alla tappa finale di Saint-Vincent, dove trionfò. Egli vinse il Giro e diventò il secondo straniero a vincere la Corsa Rosa.

Il 1° luglio Roche si presentò ai nastri di partenza del Tour de France, senza ambizioni di vittoria, seppur quell’anno il tour non aveva un favorito principale.

Vinse la decima frazione, una cronometro di 87,5 km, e grazie al secondo posto nella 19° frazione riuscì a vestire la maglia gialla. Il sogno giallo iniziò a perdere colore l’indomani, quando sull’Alpe d Huez perse la maglia in favore di Delgado. Quel sogno invece sembrava finito al termine della frazione che si concluse a La Plagne, caratterizzata da infiniti sali e scendi. L’irlandese resistette agli attacchi di Delgado e perse solo 4 secondi, ma dopo aver tagliato la linea dell’arrivo, svenne. Fu in quel momento che tutti i suoi sogni finirono e per tutto il mondo Roche aveva perso il Tour.

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L’irlandese di ferro riuscì a rialzarsi e il giorno dopo riuscì a ripartire. Nella cronometro di Digione, di 38 km, riuscì a recuperare il distacco e a conquistare la maglia di gialla, trionfando sui Campi Elisi, diventando il primo Irlandese della storia a vincere la Grand Boucle.

La favola di Roche però non finì con la doppietta Giro-Tour, ma proseguì anche al mondiale, quello era il suo anno.                                                                                  Il 6 settembre il classe ’59, prese il via al mondiale su strada di Villaco, in Austria, come spalla di Sean Kelly. L’ irlandese nel corso di tutta la gara chiuse diversi attacchi, e nel penultimo giro scattò, cercando di favorire il compagno. A 500 metri dalla fine, il gruppo stava per chiudere, ma l’irlandese, a quel punto scattò e riuscì a trionfare anche nella corsa irridita.

Il 1987, fu per Roche l’anno della consacrazione, divenendo uno dei più grandi ciclisti, riuscendo a condividere con Mercks  il primato del tris Giro-Tour-Mondiale.

Senza ombra di dubbio l’irlandese ci ha lasciato un tris spettacolare, e delle vicende mediatiche clamorose. Il tradimento di Sappada, è una delle vicende più discusse del ciclismo sia sul profilo tecnico che morale. Visentini perse 6 minuti, confessò di aver avuto una crisi psicologica e non volle mai più rivedere Stephen e nessuno della Carrera. Nessuno poteva immaginare che quell’edizione del Giro d’Italia sarebbe stata decisa da un tradimento, che lanciò Roche verso la Tripla Corona e Visentini verso l’addio alla bici.

Egli concluse la carriera nel 1993, non riportano grandi vittorie dopo quel magnifico anno. Nel 2014 entrò nella Hall of Fame del giro d’Italia, in occasione della partenza dell’Irlanda.

Alessandro Caruso

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