7 febbraio: ricordiamo la morte di Learco Guerra

7 febbraio, ricordiamo la morte di un grande del ciclismo italiano, Learco Guerra

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Learco Guerra, nasce il 14 ottobre 1902 a San Nicolò Po, piccolo paesino del mantovano. Fin da giovane mostra grande interesse per le corse in bicicletta, si dedicò subito alla partecipazione di gare locali, dove però non ottenne grandi risultati. Nonostante le continue sconfitte, la sua voglia di migliorare non svanì e, ogni momento libero della giornata, Guerra lo passava in sella alla sua Maino.

AVVIO AL PROFESSIONISMO

La sua attività da professionista cominciò all’età di 26 anni. A lui fu subito interessato il grande Costante Girardengo, proprio quest’ultimo era alla ricerca di un’atleta in grado di poter competere con Alfredo Binda. Guerra fu immediatamente affidato al signor Cavanna, massaggiatore e manager di Costante Girardengo. Nel 1928 Learco Guerra fu chiamato a partecipare ai Campionati italiani di ciclismo su strada, dove riuscì a imporsi nelle Coppa Appennino, Coppa Diamante e in una tappa del Giro di Campania.

I SUCCESSI CHE RESERO GRANDE GUERRA

I suoi anni d’oro sono quelli che vanno dal 1930 al 1934. In quel periodo riuscì a vincere cinque volte i Campionati italiani, e il Campionato del mondo 1931, dove trionfò davanti al francese Ferdinand Le Drogo e all’elvetico Albert Buchi. Guerra vinse anche il Giro d’Italia 1934, piazzandosi davanti al piemontese Francesco Camusso e al cremonese Giovanni Cazzulani.

MAGLIA ROSA

Forse non tutti sanno che la prima maglia rosa fu indossata proprio da Learco Guerra nel 1931. Tale nome deriva dal fatto che venne presentata dal quotidiano sportivo “La Gazzetta Dello Sport”.

LA MALATTIA E LA MORTE

Nel dopo guerra, Learco scoprì di essere malato di una grave patologia neurodegenerativa, il Morbo di Parkinson. La malattia pian piano se lo portò via. Guerra perì il 7 febbraio 1963 nel capoluogo lombardo.

Alessandro Bergamaschi

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