8 maggio, buon compleanno Franchino Baresi

Oggi compie 59 anni Franco Baresi, storico capitano e grande bandiera del Milan.

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Il più forte di sempre. Chiedetemi chi sia stato il più grande difensore di sempre e non avrò dubbi: Franco Baresi. Giocatore totale, carisma silenzioso, piede raffinato. Venivano i brividi a vederlo giocare.

ALL’EPILOGO E NON IN PRINCIPIO FU LA CLASSIFICA DI SCONCERTI

A novembre 2016, una parte del mondo dei nostalgici della Serie A ha avuto un piccolo, flebile quanto pressante colpo al cuore: il cuore nostalgico, ovviamente. Ma non solo a loro, anche a chi ha visto il calcio negli ultimi 30 anni. A produrre quel fastidio è stato Mario Sconcerti, con una classifica perlomeno discutibile. Si intenda: Sconcerti è un grandissimo giornalista, adoro i suoi libri dai quali trovo spunti e riflessioni talmente interessanti che le faccio mie. Ma quella classifica…

DOV’E’ BARESI (FRANCO) ?

Maldini fuori quota per via dei 25 anni al top, trofei, qualità e tutto quel che si può dire del miglior terzino sinistro italiano di sempre. E può starci. Poi però comincia la classifica. Al primo posto Burgnich, che fu un grande. “Ah, non è Baresi”, pensai. Va bene, sarà un dignitosissimo argento, sebbene meritasse l’oro. Scirea. Altro gigante, per carità. “Ma dov’è Baresi”, cominciavo a chiedermi insistentemente. Un altro libero al terzo posto: Picchi. Adesso basta, com’è possibile? Picchi fu un maestro tattico e artefice degli irripetibili risultati della Grande Inter di Helenio Herrera. Ma Baresi non merita un trattamento simile. Dove lo ritroviamo lo storico capitano del Milan? In posizione 5, dato che al quarto posto Sconcerti inserisce scelleratamente Leonardo Bonucci.

BONUCCI NO, PER FAVORE

Bonucci “ha meno qualità di Scirea e Baresi, ma più spirito, più senso della partita”, firmato Mario Sconcerti. Allora fanno bene a farti gli scherzi telefonici in televisione, Sconcè. Prova a metterci una toppa, così: “è doloroso mettere Baresi solo al quinto posto, probabilmente anche sbagliato. Non è inferiore a nessuno dei quattro che lo precedono. Ma qui si parla di difensori, di continuità, quasi di perfezione. Baresi aveva cattiveria in campo ma meno personalità degli altri”.

 

 

ALCUNI RECORD DI BARESI (ESCLUDENDO 6 SCUDETTI IN TRE DIVERSI DECENNI)

Vorrei che ai quattro angoli del globo terracqueo arrivasse un unico concetto: la personalità di Baresi era superiore a quella degli altri giocatori sopracitati. Non serve farsi i selfie con facce imbronciate o addirittura arrabbiate. Non servono le haka tipiche degli All Blacks neozelandesi. Serve che parli il campo. Baresi ha guidato la stessa difesa per una decina di anni con risultati eclatanti, irripetibili. Cinque finali di Champions League in sette edizioni. Porta perforata praticamente quasi mai: da una parte il portiere Giovanni Galli che su 30 partite riceve 12 senza voto (stagione 1987/88), dall’altra un record ancora imbattuto (e quando lo superano!) di 58 gare senza sconfitte nel campionato al tempo più complicato al mondo, quello italiano, tra 1991 e 1993.

 

 

TUTTO PASSAVA PER BARESI

Il segreto di quel Milan, quello prima di Sacchi e poi di Capello, passava proprio per Baresi. Il pressing, la zona, le ripartenze, la squadra corta, la regia in difesa. Era tutto lì. Passava tutto per Franco Baresi, il primo regista della squadra. Era l’ultimo giocatore del Milan, a soli trenta metri da Van Basten, che era il più avanzato. Undici giocatori in trenta metri, su un campo di cento. Una bellezza per gli spettatori, sia di casa che di trasferta. Aveva uno stacco imperioso, un senso dello spazio incredibile, una rapidità non indifferente. E poi quel piede: era capace di trovare un compagno di squadra ad ottanta metri di distanza. Cose che nemmeno i tre quarti dei registi che giocavano in Serie A al tempo. Pur non essendo regista, in quanto lì c’erano Ancelotti prima ed Albertini poi.

 

 

LO STRAZIANTE ADDIO DEL 1997

Oggi Baresi compie 59 anni. Si è ritirato 22 anni fa, ma quanti tifosi milanisti – e non solo – vorrebbero pagare il doppio, il triplo o ancora di più il biglietto per vedere il numero 6 giocare ancora una volta. E insieme a lui, magari il numero 3: Maldini. Per Baresi hanno organizzato quella che secondo me è stata la più bella partita d’addio di sempre: Milan 1987-1997 vs Resto del Mondo. Stravinta dai rossoneri che sono stati i più forti del mondo per tanti, tanti anni. Quando alla fine è stato chiamato l’uscita (non il cambio) per Baresi, è riecheggiata Grande, Grande, Grande di Mina. Uno stadio pieno in lacrime, San Siro rossonero in un unico, grande pianto collettivo. Baresi sotto la sud distrutto. E’ stata la sua vita e l’ha vissuta al meglio. Divertendosi e facendo divertire. Il re di quel Milan per l’ultimo, grande saluto. Poi sarebbe stata leggenda: Kaiser Franz, il miglior difensore di sempre.

Daniele Errera

 

 

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