Atalanta, Gasperini: “In finale non c’è mai una favorita”

Le parole del tecnico degli orobici prima della finalissima di Coppa Italia contro la Lazio

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Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, ha parlato in conferenza stampa, prima della finalissima di Coppa Italia all’Olimpico contro la Lazio. Ecco la sua intervista, riportata da TuttomercatoWeb:

Sul sentirsi responsabile.
Sono molto contento di questo, lo sarò ancora di più se dovessimo vincere la Coppa. Questo non credo sia un merito di una o due persone, lo abbiamo ottenuto tutti quanti insieme. Bergamo, i suoi tifosi, la società, tutti i componenti hanno spinto per arrivare sin qui. È un successo fantastico portare così tanta gente da Roma, in tutte le situazioni e in tutte le condizioni, ora ci sarà la partita”.

Sull’alzare la Coppa.
“Tutti quanti possono capire l’importanza di questa finale per una società come l’Atalanta. Interpretiamo la gara per quella che è, contro una squadra forte, con un seguito notevole. In questo momento vedo la squadra molto concentrata sulla partita, su quello che dobbiamo fare. La nostra forza è stata quella di isolarci dal contesto esterno. Abbiamo le nostre chance, in campionato abbiamo vinto contro squadre importante, compresa la Lazio”.

Sull’emozione.
“Indubbiamente c’è, è tanta, soprattutto oggi con il Presidente Mattarella, è stata una grossa emozione. Si sente l’interesse intorno a noi. Mano a mano che si avvicina l’impegno sparisce un po’ tutto. Oramai ne abbiamo giocate, anche all’estero, di molto importanti. Sono state esperienze che ci hanno dato personalità. La squadra fa risultati da mesi, le emozioni sono forti ma c’è anche l’obiettivo”.

Sui cambiamenti dall’agosto scorso.
Lo spostamento di posizione di Gomez ha dato equilibri diversi, nelle prime giornate faticavamo a fare gol. Avevamo cambiato parecchio rispetto all’anno prima, dovevamo inserire qualche nuovo arrivo come Zapata, determinante. I numeri sono straordinari, soprattutto per la capacità realizzativa. Ci si poteva aspettare molte cose, non che fosse il miglior attacco della A. Oltre ai punti”.

Sull’abitudine a giocare le finali.
Non temo questo, perché abbiamo rimontato tantissime partite, molto spesso in svantaggio, compresa l’ultima gara contro la Lazio. Ha sempre avuto le risorse per ripartire e giocare, spesso ribaltare i risultati. La gara ha difficoltà per la forza della Lazio, ma noi lavoriamo sul giocare il meglio possibile”.

Sull’essere favoriti.
“In una finale non c’è mai una favorita, specie contro una squadra come la Lazio. Giochiamo a Roma, ma con grande seguito. È una finale imprevedibile, ci stanno i tre risultati. Aver vinto 10 giorni fa qui ci dà la consapevolezza di poter vincere. E la Lazio sa di poter perdere contro di noi”. 

Sulla partita di campionato.
“A parte Toloi ci siamo tutti, possiamo utilizzare le varianti possibili. Le vedremo domani”. 

Sulla finale atipica.
“La Lazio c’è sempre stata, finora, nelle finali di Coppa Italia. Fatturato? La Juventus negli ultimi anni ha dominato su tutto, Coppa Italia e Serie A. C’è movimento nel calcio italiano, ma c’è molta distanza rispetto al primo posto. Tutte devono, soprattutto le big, cercare di avvicinarsi alla Juventus. Noi… Siamo arrivati quarti due anni fa, la stagione scorsa in Europa, quest’anno combattiamo. I club come l’Atalanta non vengono premiati”.

Sulla Lazio.
“Se l’Atalanta si conferma da tanto tempo e con questa continuità, bisogna vedere anche i giocatori dell’Atalanta. Si parla di Ilicic, Zapata, Freuler, altri giocatori nerazzurri. Vorrei capire se in altre squadre possono reggere il confronto oppure no. Io credo di sì, è merito del mio lavoro ma anche dei ragazzi. Il fatto di avere risultati in una società con meno introiti… o siamo dei geni noi oppure da altri sbagliano un pochino. Non è possibile nel lungo periodo. Nei tre anni è eccezionale. Le società virtuose vanno messe in condizione di restare ad alti livelli, è chiaro che a Bergamo c’è una tale maturità e nessuno pensa di poter essere sempre a questi livelli. Nel calcio si può sempre ripartire”.

Su un fioretto.
“Io biondo sto malissimo, potremmo ballare la Papu dance”. 

Sullo scegliere cosa raggiungere.
“Ora che ho visto la Coppa… è molto bella. Non si può avere una scelta, per ora è tutta sulla Coppa di domani. Da giovedì penseremo al resto, le cose sono talmente vicine che in qualunque modo non avremo di pensare alla partita di domenica sera”.

Sulle voci sul futuro in una big.
“Penso sia normale in questo periodo, credo che oggi Inter, Atalanta, Roma, Milan e poi a scendere… ci sono talmente pochi punti che in due partite può succedere di tutto. Si può vincere tutto, qualcosa, niente, per squadre che si stanno giocando l’accesso in Champions, in Europa League. Un po’ tutte quante stanno pensando a un piano A, B e C, come allenatore. Sono tutte impegnate a vedere cosa succede nelle ultime partite, vale per tutte. Per noi il futuro è la Coppa, poi la Juventus, poi l’ultima partita. È veramente così per tutte. Alla fine si possono fare programmi diversi, la prima persona con cui affronterò l’argomento, anche in base a cosa succederà, sarà con Percassi. Io ho un contratto”.

Prende la parola Gasperini.
“Volevo spendere l’ultima parola per i nostri tifosi che verranno a Roma. Mi auguro proprio che non ci sia nessun episodio che rovini la festa, così importante e così bella. Dobbiamo fare in modo che questa sia una finale solo di sport e di calcio”. 

La Redazione

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