Bari, De Laurentiis: “Dobbiamo cercare di tornare in Serie A”

Il nuovo presidente dei pugliesi si presenta evidenziando il progetto a medio-lungo termine e minimizzando sulla contestazione ricevuta dai sostenitori del Napoli

0
224

E’ notizia di poche ore fa l’acquisto del Bari da parte di Aurelio De Laurentiis, già presidente del Napoli. Il titolare della Filmauro, intervenuto ai microfoni, ha rivelato i suoi progetti per il club pugliese presentando parte dello staff che lo accompagnerà in questa avventura. Come riporta La Gazzetta dello Sport.

“Mio figlio Luigi si occuperà del Bari, l’ho convinto dopo giorni di chiamate e discussioni perché non si era mai interessato al calcio finora. Una cosa è certa: il Bari non sarà un’appendice del Napoli, ma procederà per conto proprio e con le proprie forze. A testimonianza del mio impegno ho già scelto chi si occuperà del vivaio, un nome, una garanzia: l’ex rossonero Filippo Galli”.

Per De Laurentiis si tratta di un secondo club storico del meridione, dopo il Napoli, acquistato a seguito di un fallimento. Il Bari, infatti, ripartirà dalla Serie D: “Questa società ha una storia molto lunga, di ben 110 anni: dobbiamo fare una cavalcata rapidissima per cercare di tornare in Serie A. Dobbiamo cercare di modificare le regole che non permettono di avere due squadre in Serie A, cambiamenti che ora sembrano impossibili, ma in futuro dovranno essere la normalità. Una nostra risalita mette in crisi una possibile discesa di alcuni e cercheremo di lottare per questi cambiamenti perché io sono un guerriero. Ma una cosa è certa: non possiamo fare una commistione tra Napoli e Bari: due città diverse, ognuna con la propria storia e con una propria tifoseria che va rispettata”.

Infine, De Laurentiis minimizza le contestazioni da parte dei tifosi partenopei, acuitesi dopo l’annuncio dell’acquisto del Bari. Da ieri i sostenitori del Napoli stanno lanciando messaggi al presidente azzurro per questa scelta, tra social e striscioni. De Laurentiis, però, ha tenuto a precisare: “Ho pagato parecchi soldi per fare un’indagine sulla tifoseria del Napoli, ed è risultato che oltre 40 milioni di persone tifano Napoli come prima squadra, mentre sono oltre 120 milioni quelli che lo tifano come seconda squadra. E allora non mi posso preoccupare solo dei pochi dissidenti che vengono allo stadio e che hanno un concetto antico di possesso del club”.

La Redazione

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here