Bayern Monaco – Borussia Dortmund e come perdere la Trebisonda

Il Bayern Monaco perde 3-2 ed esce dalla DFB Pokal.

0
492

Con l’arrivo di Ancelotti, il Bayern si presentava a inizio stagione con un quid in più per poter lottare su tutti i fronti. Soprattutto per conquistare una Champions che manca da 4 anni, quando Heynches, all’ultima annata su una panchina di calcio, fece tripletta. Insieme a Re Carlo sono poi arrivati due acquisti importanti, come il figliol prodigo Hummels e il Golden boy Renato Sanches, quest’ultimo poco più di una comparsa in questa stagione.

Oggi, ai bavaresi, è rimasta la sola Bundesliga, diventata quasi una formalità negli ultimi anni. E proprio per questo, non sufficiente per salvare la stagione. Ieri infatti, all’Allianz Arena, la squadra di Ancelotti è stata battuta per 3-2 dal Borussia Dortmund, nella semifinale di Coppa di Germania. Una partita, per certi versi, simile ai due quarti di finale del Real Madrid e che inquadra alla perfezione l’infausto periodo dei bavaresi.

LA PARTITA

Entrambe le squadre vogliono timbrare un biglietto per la finale. In campo, vanno i rispettivi migliori undici. Dopo tre giri di orologio, la squadra di Tüchel produce il primo pericolo: Castro lancia perfettamente Guerrero, il portoghese crossa in mezzo per un liberissimo Aubameyang, che in spaccata però colpisce in maniera sporca e manda a lato. La risposta del Bayern si fa attendere quasi 10 minuti: Ribéry sterza in area sul piede debole e manda a vuoto Durm, scarica il mancino ma Bürki si fa trovare pronto. Su una conclusione di Thiago, nello stesso frangente, il pallone colpisce il braccio, largo, di Weigl: per l’arbitro non è penalty. Al 19′ arriva il vantaggio giallonero: Javi Martinez sbaglia completamente un retropassaggio a Ulreich regalando palla ad Aubameyang, che conclude e colpisce il palo, ma sulla ribattuta Reus insacca a porta vuota. Lo stesso spagnolo si fa perdonare però 10 minuti dopo, trovando il pareggio di testa su calcio d’angolo. A questo punto i padroni di casa prendono in mano le redini del gioco, arrivando nei pressi dell’area piccola a ripetizione e colpendo un palo, al 38′, ancora con Javi Martinez. Il gol arriva tre minuti dopo il legno colpito: Ribéry si libera di un paio di avversari e serve in area il grande ex Hummels, che si improvvisa centravanti e insacca con una precisa conclusione mancina. Allo scadere della prima frazione il Bayern ha anche la chance per il terzo gol con Lewandowski, che a tu per tu con Burki però fallisce il match point.

La squadra di Ancelotti comanda, almeno inizialmente, anche la seconda frazione, sfiorando il gol in due occasioni con Robben: l’olandese prima sbatte contro Burki, poi vede salvata sulla linea da Bender una sua conclusione in area a portiere battuto. E come insegna la più vecchia legge del calcio, ecco che il Dortmund, al 68′, trova il pareggio con Aubameyang, imbeccato perfettamente da un cross di Dembelé, grande protagonista di serata. Proprio il francese trova il gol del 3-2 appena 4 minuti dopo: servito da Reus, sterza sul suo sinistro e piazza una conclusione a giro che spiazza completamente Neuer. Bayern che in pochi minuti, dall’essere in vantaggio e in controllo della gara, dopo aver sprecato numerose occasioni, si trova costretto a una disperata rimonta. Al 78′ i bavaresi recriminano per un contatto in area tra Dembelé e Xabi Alonso: per l’arbitro è simulazione dello spagnolo. Il tocco del francese sull’ex Real sembra però esserci, seppur leggero. Il Bayern schiaccia i gialloneri nella propria metà campo, guidato dalle accelerazioni di Robben. L’olandese va nuovamente a un passo dal gol prima con un tiro a giro dei suoi, poi costringendo Burki a un altro intervento a tu per tu. Il triplice fischio è liberatorio per gli uomini di Tuchel, che in un’annata altalenante avranno comunque l’opportunità di alzare un trofeo. Tanti rimpianti e rabbia per il Bayern, che tra occasioni sprecate e dubbie decisioni arbitrali, alla fine, può prendersela solo con sé stesso.

APRILE NERO

2 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte: questa è la fotografia del mese di aprile del Bayern Monaco. Champions e DFB Pokal in fumo e una Bundesliga che solamente per un Lipsia ancora troppo acerbo non si è riaperta. I risultati negativi dei bavaresi hanno tutti un denominatore comune: la mancanza di freddezza sotto porta, di quel killer instinct che ti permette di chiudere le partite, insieme alla fragilità mentale che ha portato la squadra di Ancelotti a sfaldarsi contro Real e Dortmund. Le due sconfitte all’Allianz Arena contro gli spagnoli e i gialloneri, in particolare, sono quasi una fotocopia l’una dell’altra. Contro l’armata di Zidane i bavaresi si portarono in vantaggio per 1-0, sciuparono il raddoppio con un rigore sbagliato da Vidal e poi crollarono in seguito all’espulsione di Javi Martinez. Ieri sera sono state sprecate numerose occasioni sul punteggio di 2-1, con il risultato di frasi rimontare nell’arco di 4 minuti. Fatti sorprendenti soprattutto considerando il carico offensivo di cui può disporre Ancelotti.

IL VECCHIO E IL BAMBINO

Ci permettiamo di citare il maestro Guccini per mettere sulla bilancia due giocatori che ieri hanno fatto la differenza per le rispettive squadre, ma in maniera opposta: Lahm e Dembelé. Il capitano del Bayern, che lascerà il calcio giocato al termine della stagione, si è reso protagonista in negativo con tanti scivoloni in fase difensiva, uno dei quali ha originato il terzo gol degli ospiti. Forse proprio l’emblema dei bavaresi è anche la perfetta rappresentazione di ciò che, al momento, non funziona nel Bayern: la mancanza di lucidità, che ha nei veterani della squadra forse la causa principale.

Sul versante opposto, Dembelé si sta confermando come uno dei prospetti più interessanti del panorama calcistico mondiale. Pur discontinuo nell’arco della partita, ieri sono bastate due sue giocate per ribaltare il risultato. In stagione fanno 9 gol e 20 assist in 44 partite. Un esterno offensivo che, nonostante la carta d’identità, ha dimostrato di poter incidere già ad alti livelli e di esser completo nel bagaglio tecnico. Se il BVB vuole tornare a competere a più livelli, il francese non può che essere uno dei punti fermi del futuro.

Massimiliano Trevisan

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here