Buffon non cambia idea: “Ridirei le stesse cose. Un arbitro più esperto si sarebbe girato dall’altra parte”

Il portiere della Juventus, Buffon, non ritratta nell'intervista concessa alle Iene

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Non tende a diminuire la polemica sollevata dall’arbitraggio della partita tra Juventus e Real Madrid. Il fischietto inglese Oliver ha concesso un calcio di rigore all’ultimo secondo, che è costato l’eliminazione ai bianconeri. Altrettanto scalpore hanno fatto le parole di Gigi Buffon che ha definito il cuore dell’arbitro come un “bidone della spazzatura”, andando probabilmente un po’ oltre le righe. Il portiere della Nazionale azzurra è stato intervistato dalle Iene e, a qualche giorno dall’accaduto, non ha cambiato idea. Queste le sue parole:

Io non devo rimediare perché io sono un essere umano che mette passione, sentimenti, arrabbiature. Trovo modi di parlare, giusti o sbagliati che siano, alcune volte eccessivi, ma sono questo, sono Gigi Buffon. L’altra sera la partita era finita da un’ora e mezza, di conseguenza quello che uno esterna sono sentimenti, pensieri forti, per certi aspetti ineducati, ma sono i sentimenti di un uomo che non si trincera dietro a un velo di ipocrisia e butta fuori quello che le viscere gli dicono e punto, chiuso. Lì per lì tu non puoi chiedere a uno che vive lo sport con una pienezza come lo vivo io di accettare, essere equilibrato, perché alla fine, seppur esternando in maniera eccessiva determinati pensieri, questi erano pensieri che avevano una logica, che ridirei, magari con un altro tipo di linguaggio, più civile diciamo. Però rimane che il contenuto di ciò che ho detto lo riconfermo in pieno. Anche se esternando in maniera eccessiva, l’altra sera ho detto quello che pensavo, non doveva fischiare. Un arbitro con più esperienza non avrebbe fischiato, ergendosi a protagonista di una partita. Avrebbe lasciato correre, si sarebbe girato dall’altra parte, e lasciato che le squadre se la giocassero ai supplementari. Che fosse il campo a parlare. Quella non è una situazione in cui puoi dire ‘secondo me quello è rigore con certezza’. Non dico che non fosse rigore, dico che era una cosa dubbia. E una cosa dubbia in una partita simile, a 20 secondi dalla fine della partita, un arbitro di esperienza, che ha già solcato determinati campi, secondo me fa un altro tipo di valutazione. Datemi almeno la legittimità di difendere in quel modo esasperato e passionale i miei compagni, quei cinquemila venuti a sostenerci. Io devo difendere i miei compagni e loro, anche in modo scomposto, perché me lo sento. Era dovuto, a costo di macchiare la mia immagine“.

La Redazione

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