Champions League, guida pratica ai quarti di finale di ritorno

Torna la Champions e tutti i risultati sono in bilico

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CHAMPIONS LEAGUE. Cosa dobbiamo aspettarci dalla prima parte degli ottavi di finale - La Giornata Sportiva

Champions League, Coppa Campioni. Quarti di finale, gara di ritorno. Otto le squadre in competizione, nessuna nella situazione di sparring partner che non ha più nulla da chiedere. Teoricamente e praticamente potrebbero passare tutte. I risultati dell’andata non sono così sbilanciati che possano far parlare di una pura formalità.

Il Barcellona ha vinto 0-1 all’Old Trafford di Manchester contro uno United che a metà stagione sembrava indirizzato non solo ad uscire prima di subito dalle competizioni europee, ma non in grado di qualificarsi nemmeno per quelle dell’anno successivo. Poi la cacciata di José Mourinho e l’arrivo di Ole Gunnar Solskjaer. Adesso si torna a Barcellona, al Camp Nou. La sede della gara che ha riportato nell’albo dei grandi il Manchester United. Era la primavera inoltrata di 20 anni fa e i Red Devils di Alex Ferguson rimontavano il Bayern Monaco negli ultimi due minuti di partita. La rete dell’1-2 per gli inglesi fu siglata proprio da Solskjaer. Al 93esimo. Perché non bisogna dare mai per scontate le inglesi, tantomeno lo United. Per sicurezza, chiedere al PSG che aveva vinto 0-2 in terra britannica per essere poi battuta 1-3 in quella gallica. Bella impresa. Il Barcellona sembra però in una fase di grande solidità (chissà se da Champions League). Non celebra troppo il suo gioco e spesso si affida alle grandissime individualità come Leo Messi e Luis Suarez. Potrebbe essere la strada giusta, ancora.

Buono il risultato del Liverpool che aveva battuto per 2-0 il Porto, ma forse il margine è troppo poco. Tanto premesso, la filosofia dei Reds è sempre la stessa, campionato o Champions League che sia: si attacca a non finire. Come se si fosse sotto. Difendersi non è nelle corde. Catenaccio, una parola sconosciuta. Ecco che quindi per il Porto, nonostante una squadra complessivamente buona e un calore dei tifosi assolutamente di primo piano, non sarà una partita facile da rimontare. I ragazzi di Klopp hanno dimostrato di sapersi difendere alla grande essendo la compagine con meno reti subite in Premier League, un campionato dove si segna parecchio.

Il Tottenham ha vinto 1-0 ed ha dimostrato nuovamente di essere una squadra tosta, fisica ma anche tecnica. Solo che per il ritorno all’Emirates di Manchester non ci sarà Harry Kane. Brutta notizia per Pochettino che perde il giocatore più forte e rappresentativo che oltre ad essere il capitano è una spina nel fianco di ogni squadra avversaria. Ne gode Pep Guardiola che rischia di portare per la seconda volta nella storia il City alla semifinale di Champions League, con vista sul Wanda Metropolitano. Sarebbe il compimento di un grande percorso che ha portato il tecnico catalano a variare alcune delle sue filosofie principali: i Citizens palleggiano meno e lo fanno soprattutto in verticale, giocando favolosamente e creando occasioni su occasioni, tanto che in Premier League hanno bucato la rete avversaria 86 volte in 33 partite.

E infine, la Juventus. Cristiano Ronaldo vuole arrivare sempre in fondo, vuole vincere sempre, non ce n’è per nessuno: vuole la nona semifinale di Champions League consecutiva per tornare a Madrid da contendente della Coppa dalle grandi orecchie. Lui che ne è il Re, avendone vinte una a Manchester e ben quattro a Madrid, sponda blancos Real. Solo che l’Ajax non va sottovalutato. Un errore che ha fatto il Real Madrid ed è uscita in maniera indegna, sconfitta per 1-4 al Bernabeu contro una squadra sensibilmente meno forte. Ma collettivamente e mentalmente certamente più tosta. Mandžukić non ci sarà. Il terzo d’attacco sarà uno fra Cancelo, Dybala e Kean. Allegri deciderà nelle prossime ore. Anche per i lancieri c’è qualche problema di natura formazione, ma quel che è certo è che l’attenzione della Vecchia Signora non dovrà abbassarsi nemmeno un attimo. Ad Amsterdam si è visto come gli olandesi abbiano giocato bene ed abbiano mostrato di potersela giocare con tutti. E pensare che il Real Madrid aveva vinto 1-2 nella terra dei tulipani e dei mulini a vento. Sappiamo tutti com’è andata…

Daniele Errera

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