Le tedesche in Champions League: un (quasi) en plein che lascia il sorriso

Tre squadre su quattro della Bundesliga hanno superato la fase a gironi della Champions League

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La Bundesliga sarà ben rappresentata agli ottavi di finale di Champions League: tra le top 16 figureranno Bayern Monaco e Borussia Dortmund come prime classificate del proprio girone, e lo Schalke 04 tra le seconde forze. Fuori da ogni competizione invece l’Hoffenheim, che esce però consapevole di aver dato filo da torcere ad ogni avversario del suo gruppo.

La massima divisione tedesca si conferma come un campionato in evoluzione e in crescita continua.


Il Borussia Dortmund di Favre è probabilmente la nota più lieta di questa prima parte della campagna teutonica in Champions. I gialloneri sono una delle squadre più interessanti e spettacolari di questa stagione, meritevoli di non soffrire alcun timore reverenziale nel giocarsi il primo posto contro una corazzata già affermata come l’Atletico Madrid. E alla fine, a fare la differenza tra la prima e seconda piazza, è la differenza reti negli scontri diretti, in cui pesa il roboante 4-0 inflitto dai ragazzi di Favre nella gara di andata (2-0 per i colchoneros al ritorno). Ma il BVB non è solo una squadra che intrattiene e che è capace di andare a segno con molti uomini (10 gol segnati e 6 marcatori differenti), ma una formazione decisamente solida: appena 2 gol subiti nell’intero girone, che ne fanno attualmente la miglior difesa del torneo. Una nuova era di successi, dopo quella di Klopp, sembra essere stata ormai inaugurata.

Nel gruppo D avanza anche l’altra grande squadra della Ruhr, lo Schalke 04 di Domenico Tedesco. Nonostante le difficoltà in campo domestico, lo Schalke passa un girone sulla carta equilibrato come seconda classificata, con 11 punti e uno score molto “italiano”: 6 gol fatti e 4 subiti. Inevitabile la differenza nei confronti del Porto, squadra rodata da decenni nella massima competizione europea e in uno stato di forma stagionale diametralmente opposto. Tedesco ha portato a termine la missione principale: ora dovrà cercare di evitare che la squadra sia un semplice sparring partner delle grandi forze classificate come prime.

Anche il Bayern Monaco non tradisce e si piazza al primo posto del gruppo E con 14 punti e zero sconfitte. Un primato rimasto però in bilico fino all’ultima giornata, causa un Ajax decisamente più maturo di quello visto nelle precedenti edizioni: complici anche le incertezze della formazione di Kovac, i “lancieri” si guadagnano la chance di giocarsi il primo posto all’ultimo scontro con i bavaresi, grazie al pareggio dell’Allianz Arena e i 10 punti totalizzati nelle gare contro Benfica e AEK Atene. I bavaresi vanno si ritrovano sotto per 2-1 all’82’, ma riescono raddrizzare l’esito con le reti di Lewandowski e Coman, prima della rete finale di Tagliafico. L’impressione è che il Bayern stia progressivamente perdendo il suo ruolo di corazzata nello scenario europeo: a marzo, però, le cose potrebbero essere diverse.

Infine l’Hoffenheim, che conclude la sua prima esperienza in un girone di Champions League al 4° posto del gruppo F. I ragazzi di Nagelsmann danno filo da torcere a Manchester City, Lione e Shakhtar (come testimoniano i ben 11 gol realizzati) ma pagano la loro spensieratezza al momento di proteggere il proprio risultato (14 gol subiti, 3ª peggior difesa del torneo) e chiudono con 3 soli punti. Un risultato ad ogni modo preventivabile e che permette a Nagelsmann e i suoi di uscire a testa alta: i destini di allenatore e giocatore si separeranno a fine stagione (Julian si unirà al Lipsia dall’estate 2019), ma se l’Hoffenheim vivrà una seconda esperienza nell’Europa dei grandi lo farà con una consapevolezza sicuramente maggiore.

Massimiliano Trevisan

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