Chelsea, Sarri: “Futuro? Dovrò capire dove vogliono arrivare i blues”

"Hazard? Sapevo volesse andare via. Ragazzo eccezionale"

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Sarri

Dopo la finale vinta contro l’Arsenal, l’allenatore del Chelsea Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa, dove ha trattato diversi temi tra cui quello inerente al suo futuro: “La cosa più importante è il trofeo per il club, non il nome sulle maglie o il nome dell’allenatore. In gennaio e febbraio abbiamo passato un momento difficile, ma poi siamo riusciti a conquistare un posto in Champions in Premier League. Abbiamo perso una finale di coppa contro il Manchester City ai rigori. In Europa League non abbiamo perso neanche una partita e quindi penso che meritiamo di aver avuto questo successo. Sono molto felice con i miei giocatori, è cambiato qualcosa dopo febbraio. E’ nato qualcosa di diverso, qualcosa che ci ha permesso di vincere”.

E’ stato difficile preparare la partita?

“Prima della partita ero in difficoltà perché è la 64esima partita che disputiamo. E’ stato fisicamente difficile affrontare questa partita. Alla fine del primo tempo, ho chiesto ai miei giocatori di avere più coraggio, anche correndo il rischio di perdere. Volevo però una squadra più coraggiosa in campo e penso che i giocatori abbiano disputato una grande partita nella ripresa. Abbiamo giocato un ottimo calcio”.

Hazard?

“Ci vogliono due-tre mesi per conoscerlo come persona, ma quando lo conosci, è una persona strepitosa. Sapevo che lui voleva andarsene. Io rispetto la sua decisione”.

Futuro?

“Io devo parlare con il mio club. La stagione è finita un’ora fa e adesso parlerò col presidente o con Marina. Dobbiamo parlare, ovviamente. Io devo capire cosa il club può fare per me e cosa posso fare io per la società. Dopo l’incontro, nei prossimi giorni, decideremo. Stiamo parlando del niente, ho un contratto”.

Se il Chelsea decidesse di confermarla?

“Amo il livello della competizione in Premier League. Sono fortunato perché sono in uno dei migliori club inglesi e del mondo. Io, in questo momento, sono felice. Ma voglio sapere se anche il club è felice e se ha voglia di migliorare. Dobbiamo parlare come in tutti i club del mondo. E’ normale che ciò accada”.

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