Se contro il Portogallo il Messico aveva fatto bella figura, contro la Nuova Zelanda gli uomini di Osorio hanno faticato non poco per portare a casa i tre punti. Sottovaluta forse troppo la partita l’allenatore colombiano, che attua  un ampio turnover rispetto alla sfida contro il Portogallo, confermando solo Salcedo, Diego Reyes e Jimenez, sperimentando un modulo non adatto alle caratteristiche degli interpreti.

IL MESSICO TIENE PALLA MA SONO I NEOZELANDESI A RENDERSI PERICOLOSI

Il canovaccio della partita è chiaro fin da subito: il Messico tiene la palla, la Nuova Zelanda lancia lungo verso le punte. Nonostante il possesso messicano le occasioni più nitide sono per i Kiwis, che prima ci provano con un colpo di testa da calcio d’angolo di Boxall, poi sprecano un’occasione colossale con Wood, che a tu per tu con Talavera si fa ipnotizzare. Questa occasione fa infuriare Osorio, in quanto l’attaccante neozelandese ha continuato a giocare nonostante fosse tenuto in gioco da Salcedo, rimasto a terra dolorante da un contrasto precedente e costretto poi ad uscire. Tra le due occasioni degli oceanici da segnalare due tentativi in due minuti di Giovani Dos Santos: un colpo di testa mal indirizzato, anche a causa del disturbo di Peralta, poi un tiro di destro intercettato sulla linea. Sul finire di primo tempo arriva la doccia fredda per il Messico: Arajuo serve involontariamente Lewis al limite dell’area; il numero 15 neozelandese serve di prima Wood, che solo davanti al portiere non sbaglia e sigla il meritato vantaggio per la Nuova Zelanda.

NELLA RIPRESA IL MESSICO SI SVEGLIA E RIBALTA IL RISULTATO

Nella ripresa si accende il Messico, che dopo dieci minuti riesce a trovare il gol del pareggio: Aquino, uno dei migliori insieme a Damm anche nel disastroso primo tempo, se ne va sulla sinistra e appoggia a Fabian, il quale non trovando lo spazio per il tiro dal limite serve Jimenez, che si gira e scarica un bolide sul quale Marinovic non può nulla. Il gol galvanizza la Tricolor, che prima ha un’occasione con un colpo di testa di Reyes neutralizzato dal portiere, poi passa in vantaggio grazie a Peralta, abile a mettere dentro da pochi passi un suggerimento dell’incontenibile Aquino. Lo svantaggio taglia le gambe agli uomini di Hudson, che non riescono a reagire, ma anzi rischiano di subire il terzo gol: Peralta recupera palla a centrocampo e manda Damm in contropiede. L’esterno di origine tedesca arriva in area e salta due avversari, vanificando tutto con una conclusione di sinistro che si spegne alta sopra la traversa.

Negli ultimi 5 minuti di partita succede di tutto: prima Thomas colpisce un incrocio clamoroso con un bellissimo tiro a giro, poi Smith al 90′ salva sulla linea un tiro a botta sicura di Jimenez. Nell’azione successiva Reyes, dopo esseri fatto superare, commette un fallo tattico su Boxall. Il difensore neozelandese cadendo entra a forbice sui piedi di Hector Herrera, che intanto lo aveva anticipato. A questo punto interviene Thomas, che va a muso duro contro lo stesso Herrera, che invece di cercare di sedare gli animi, risponde andando faccia a faccia al centrocampista neozelandese e facendo scattare la rissa. Calmatosi la situazione, l’arbitro chiede l’intervento della VAR, che dopo tre minuti di consultazioni, comunica al direttore di gara tre ammonizioni (Reyes, Boxall ed Herrera) graziando sia il difensore neozelandese, autore di un intervento pericolosissimo, sia Thomas che Herrera, protagonisti dei falli di reazione che hanno portato alla mischia.

Tabellino

Messico (3-5-2): Talavera; Salsedo (33′ Moreno – 68′ Márquez), Araujo, Alanís (46′ Herrera); Damm, Fabián, Giovani dos Santos, D. Reyes, Aquino; Jiménez, Peralta. All.: Osorio.

Nuova Zelanda (5-3-2): Marinovic; Ingham (82′ Patterson), Boxall, Durante, Smith, Wynne; Lewis (58′ Tuiloma), McGlinchey, Thomas; Rojas (74′ Barbarouses), Wood. All.: Hudson.

Gol: 42′ Wood (NZ), 54′ Jiménez (M), 72′ Peralta (M).

Ammoniti: Thomas, Herrera, Reyes, Boxall.

Gabriele Conti

 

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