Sono Portogallo e Messico le due semifinaliste del girone A. I lusitani, dopo un avvio non troppo convincente, rifilano 4 gol alla Nuova Zelanda, che anche in questa partita non è riuscita a compensare i valori tecnici modesti con la determinazione che li ha sempre contraddistinti. I messicani invece rimontano l’iniziale vantaggio russo, con i padroni di casa che pagano la poca precisione sia nei passaggi che sotto porta e sopratutto un errore grossolano del proprio portiere, che regala il gol del vantaggio al Messico, tagliando le gambe ai padroni di casa.

PORTOGALLO – NUOVA ZELANDA

Turnover contenuto per Fernando Santos, che lascia a riposo Fonte, Cedric, William, Gomes e Nani e non rischia l’acciaccato Guerreiro. Formazione tipo invece per Hudson, che sostituisce solamente Wynne con Doyle sull’out di sinistra. I primi venti minuti di partita sono soporiferi: il Portogallo tiene palla ma non riesce a farla girare con intensità, facendo il gioco della Nuova Zelanda, che gioca come al solito cercando le punte con lanci lunghi. La sveglia la suona il capitano, il giocatore più atteso, Cristiano Ronaldo: al 26′ colpisce una traversa di testa e poi, al 33′, segna il rigore conquistato da Danilo, spiazzando Marinovic. Il gol taglia le gambe ai Kiwis, che infatti dopo 4′ subiscono il raddoppio: Eliseu crossa dalla sinistra trovando Bernardo Silva sul secondo palo, insaccando il due a zero portoghese. Nel secondo tempo arriva l’unica occasione per la Nuova Zelanda, con Wood che in scivolata impegna Rui Partiricio. Il Portogallo mantiene il controllo del gioco e negli ultimi dieci minuti trova altri due gol: all’80’ Andre Silva scarica un destro potente alle spalle di Marinovic, mentre al 91′ è Nani a trovare la gioia personale con un bel sinistro ad incrociare. Ottengono quindi il massimo risultato con il minimo sforzo i campioni d’Europa, che per la semifinale dovranno però rinunciare a Pepe il quale, diffidato, si è fatto ammonire. Esce a testa alta la Nuova Zelanda, realtà troppo più piccola rispetto alle altre per poter ambire a qualcosa di più della partecipazione, ma che comunque ha onorato fino in fondo la competizione.

Tabellino

Nuova Zelanda (3-5-2): Marinovic; Boxall, Durante (dal 74’ Smeltz), Smith; Ingham, Lewis (dal 65’ Barbarouses), McGlinchey (dal 37’ Tuiloma), Thomas, Doyle; Wood, Rojas. All. Hudson

Portogallo (4-4-2) Rui Patricio; Semedo, Pepe, Bruno Alves, Eliseu; Bernardo Silva, Danilo, J. Moutinho, Quaresma (dall’83’ Gelson Martins); Andre Silva, Cristiano Ronaldo (dal 67’ Nani). All. Santos

Arbitro: Mark Geiger

Gol: 33’ Cristiano Ronaldo (rig), 37’ Bernardo Silva, 80’ Andre Silva, 91’ Nani

RUSSIA – MESSICO

Due cambi per Cherchesov, che rispetto alla sfida con il Portogallo inserisce Bukharov e Erokhin al posto di Shishkin e Kombarov. Due cambi anche per Osorio, che inserisce Araujo al posto dell’infortunato Salcedo e punta sulla velocità di Lozano, che prende il posto di Jimenez, con il Chicarito Hernandez spostato al centro dell’attacco. Il primo tempo è totalmente di marca russa: al 12′ ci prova Zhirkov, mentre al 24′ i padroni di casa trovano il vantaggio grazie ad un bel diagonale di Samedov, dopo un palo clamoroso colpito da Smolov. Passano però 6 minuti e il Messico trova il pareggio: cross dalla sinistra, la palla arriva ad Araujo sul secondo palo, il quale, nel tentativo di sponda verso Diego Reyes, si inventa una parabola che beffa Akinfeev. Nella ripresa combina un pasticcio il portiere russo: Herrera spazza al limite della sua area alzando un campanile. La palla arriva al limite dell’area, con Akinfeev che calcola male il rimbalzo e si fa anticipare da Lonzano, che lo beffa con una palombella di testa. La Russia a questo punto, avendo bisogno di due gol, si scopre e rischia di subire il terzo gol, che arriva al 60′: Guardado mette in mezzo e trova Hector Moreno sul secondo palo. il difensore messicano segna il gol del 3-1, che in un primo momento viene convalidato dall’arbitro. Dopo un minuto però, grazie alla VAR, lo stesso direttore di gara annulla la rete, in quanto il difensore della Roma si trovava in posizione irregolare, non ravvisata dal guardalinee. L’ultima emozione della partita arriva al 68′, con il secondo giallo mostrato a Zhirkov. Escono quindi i padroni di casa della Russia, che in questa Confederation Cup hanno mostrato evidenti lacune, sopratutto in impostazione e nella fase difensiva. Passa quindi il Messico, abile a sfruttare gli episodi e gli errori degli avversari.

Messico (4-3-3): Ochoa; Araujo, D.Reyes (39’ L. Reyes), Hector Moreno, Layun; Dos Santos, Herrera, Guardado (70’ Alanis); Vela (46’ Aquino), Hernandez, Lozano. Allenatore: Osorio.

Russia (3-4-2-1): Akinfeev; Vasin, Dzhikiya, Kudryashov; Samedov, Erokhin (71’ Smolnikov), Glushakov, Bukharov (64’ Poloz); Golovin, Zhirkov, Smolov (78’ Kanunnikov). Allenatore: Cherchesov.

Reti: 24’ Samedov (R), 30’ Araujo (M), 52’ Lozano (M)

Ammoniti: Zhirkov (R), Guardado (M), Kudryashov (R), Vasin (R), Golovin (R), Alanis (M)

Espulso: 68’ Zhirkov (R)

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