Copa del Rey: prima sconfitta Barça. Il Siviglia saccheggia Madrid

Si rialza, a fatica, il Real. Il Valencia vince, ma l'Alaves lotta

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L’andata dei quarti di finale della coppa nazionale spagnola regala non poche emozioni, ed una fra tutte ha del clamoroso: il Barcellona perde il derby con l’Espanyol. Partiamo proprio dallo scontro tutto catalano.

Espanyol-Barcellona 1-0 (Melendo 88′)

I blaugrana creano molto, al solito, avvalendosi del 72% del possesso palla. Ma sono poco incisivi. Per una volta, agli uomini di Valverde manca la giusta cattiveria sotto porta, col reparto offensivo affidato al solo Messi, che si crea lo spazio in più di un’occasione, ma pecca di freddezza. E lo paleserà lui stesso, al 62′, sbagliando il rigore assegnato ai suoi per fallo su Sergi Roberto. L’Espanyol gioca, come prevedibile, di rimessa e nel finale si rende pericoloso più volte, sino al raggiungimento della marcatura. Siamo all’88esimo minuto quando Navarro si invola sulla destra. La retroguardia azulgrana si abbassa troppo a protezione della propria porta e viene tagliata fuori da un cross rasoterra, arretrato, che l’accorrente Oscar Melendo trasforma in oro. Esplode l’intero Estadio Cornellà-El Prat. Prima sconfitta per il Barça dopo 29 risultati utili consecutivi. Parola al match di ritorno.

Non è l’unico risultato sorprendente della serata: il Siviglia di Montella sembra fare della Copa del Rey il proprio habitat. E a farne le spese è stato l’Atletico di Simeone, per la prima volta sconfitto nel nuovo stadio.

ATLETICO MADRID-SIVIGLIA 1-2 (Costa 73′ (A), Navas 80′ (S), Correa 88′ (S))

Blackout al Metropolitano. L’Atletico cerca di domare il Siviglia, e per 75 minuti ci riesce, andando in rete due volte con Diego Costa: la prima marcatura, al 13′, viene annullata per fallo di Godin sull’estremo difensore andaluso, Sergio Rico. Al 73′ però è tutto regolare ed i padroni di casa passano in vantaggio. Gli ospiti non ci stanno: la voglia di rivalsa è alta dopo due sconfitte consecutive in campionato e soli 7 minuti dopo la segnatura dei Colchoneros, arriva il pareggio di Jesus Navas: cross dalla destra deviato da Hernandez, palla alle spalle di Moyà. Il portiere madrileno si preparava all’uscita proprio sul cross dell’avversario, ma la deviazione lo pone fuori posizione ed è il suo tentativo di deviare la sfera ad insaccarla in rete. Il pareggio sembra demoralizzare la squadra del Cholo, che effettivamente solo 8 minuti più tardi affronta un’incomprensione difensiva nel peggiore dei modi: il pallone viene imbucato per l’ex blucerchiato Correa, che con un delizioso tocco sotto, supera Moyà. 1-2, ed andalusi che ora sono chiamati a rialzarsi anche in campionato.

La giornata di mercoledì è stata si chiusa dal derby catalano delle 21:30, ma in contemporanea ad Atletico-Siviglia si è giocato il terzo dei quattro scontri valevoli per i quarti d’andata di Copa. Analizziamo ora il match tra uno splendente Valencia ed un rinato Alaves.

VALENCIA-ALAVES 2-1 (Sobrino 66′ (A), Guedes 73′ (V), Rodrigo 82′ (V)

A differenza di quanto pensano in molti, lo scontro tra la terza forza de LaLiga e la quartultima della classe, ha soddisfatto le attese: un bell’incontro al Mestalla di Valencia, dove va in scena un’ottima prova di cuore degli ospiti. Gli uomini di Fernandez Artuna, negli ultimi due mesi e mezzo, sono capitolati solo contro Athletic Bilbao ed Atletico Madrid, in trasferta per di più. Tant’è che trovano addirittura il vantaggio, con una prodezza dai 25 metri di Sobrino: palla sotto al sette. Gara in salita, dunque, per Zaza & Co., che trovano il pari al 73′, complice una grossa mano data dall’estremo difensore avversario: dinamica simile al pareggio del Siviglia a Madrid, ma qui il traversone di Guedes è rasoterra e teso. Sivera è spiazzato dallo strano giro della sfera, e non trattiene, infilandola in porta. La rimonta la porta a termine Rodrigo, al minuto 82, imbucato da una palla geniale di Santi Mina, che taglia la retroguardia biancazzurra, e consente al centravanti di siglare il gol vittoria.

Nella serata di ieri, va in scena l’ultimo incontro della trance d’andata, col Real Madrid impegnato in casa del Leganés. I Blancos vincono, ma non convincono: la spuntano proprio nel finale.

LEGANES-REAL MADRID 0-1 (Asensio 89′)

Un assaggio di quella che sarà la partita da recuperare per gli uomini di Zidane, saltata causa mondiale per club. Risulta strano pensare, ad oggi, che il Real sia la squadra, formalmente, più forte al mondo. Quantomeno, campione in carica d’Europa. Ben lontana sembra la finale di Cardiff, seppur da lì dà continuità al suo talento e feeling col gol Marco Asensio. Il fuoriclasse del ’96 ispira, propone, e si carica sulle spalle i madrileni, che creano qualcosa nel primo tempo. Dai suoi piedi qualche velenosa traiettoria che impensierisce la difesa di casa, sia nella prima frazione che nella ripresa. Il Real rischia, in più di un’occasione: buona prestazione di Kiko Casilla, nel complesso. Proprio allo scadere, con un tocco da centravanti puro, è la stella spagnola ad infilare il Leganes, al minuto 89. Zidane ha ancora da lavorare, probabilmente più sulla testa che sui piedi dei suoi, ma una vittoria fa sempre morale.

Luigi Romanelli

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