Cos’è successo nell’ultimo turno di Europa League e perché un drone ha creato caos in Lussemburgo

La Roma non va oltre il pareggio in Austria e la Lazio vince in rimonta. Ma il protagonista della serata è un piccolo stadio del Lussemburgo

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È andata in archivio la seconda giornata della fase a gironi di Europa League, competizione che si conferma al limite della schizofrenia tecnica. Condizione favorita dal fatto che le squadre più forte, le “big”, finiscono per prendere sotto gamba gli avversari, regalandoci risultati a sorpresa.

Che è un po’ quello che, fino al momentaneo vantaggio del Rennes, ha fatto la Lazio. Gli uomini di Inzaghi, però, preso il gol e dopo l’ingresso giocatori del calibro di Luis Alberto e Sergej, hanno rimontato il match. 2-1, con i gol del campione serbo e del solito Ciro Immobile. Possiamo fare lo stesso ragionamento anche per Roma e Manchester United, che hanno impattato rispettivamente 1-1 e 0-0. Se i giallorossi possono ritenersi soddisfatti, nonostante il gol del pareggio subito e la scialba prestazione, dopo il vantaggio siglato da Spinazzola, figlio di una buona dose di accidentalità, i Red Devils appaiono più in difficoltà. Un gol in due partite contro Astana e AZ Alkmar, non proprio due squadre definibili come “fulmini di guerra”. Appare evidente che la doppia cessione di Lukaku e Sanchez abbia creato dei problemi a chi lavora ogni giorno a Carrington. Passeggiata di salute, invece, per l’Arsenal. Dopo il tris rifilato all’Eintracht, arriva il poker in casa con il Liegi.

Ma arriviamo alla situazione più particolare della giornata, avvenuta durante la partita, altrimenti non molto interessante, tra Dudelange e Qarabag. Se avete seguito la finale della scorsa edizione dell’Europa League, non potete aver dimenticato la querelle-Mkhitaryan. Il nuovo giocatore giallorosso non partecipò allo scontro finale con il Chelsea, tenutosi il 29 maggio allo stadio Olimpico di Baku. Il perché è rintracciabile in un’antica tensione politica tra Armenia e Azerbaijan. Questi paesi hanno combattuto, tra il 1992 e il 1994, nella regione del Nagorno-Karabakh, una guerra che ha alimentato l’ostilità tra i due vicini di casa. Armeni che anche con la Turchia vivono forti tensioni, per il terribile eccidio compiuto dall’Impero ottomano tra il 1915 e il 1916, che causarono circa 1,5 milioni di morti. La fuga da morte certa ha portato migliaia di armeni nel centro Europa, dalla Francia al Lussemburgo. E immaginiamo anche nella zona di Dudelange, perché dopo il minuto 30 del primo tempo l’arbitro Beaton è stato costretto a sospendere il match, a causa di un drone con attaccato una bandiera dell’Armenia. Per i tifosi ospiti la questione è molto sentita perché una delle conseguenze di questo conflitto è che il Qarabag non ha più la sua città. La regione dove si trovava la sede e il cuore di questa società è stata sconvolta dalla guerra ed è andata distrutta dalle forze armene. Vi lasciamo solo immaginare la reazione dei supporters della squadra azera giunti in Lussemburgo. Hanno provato a distruggere il drone e invadere il campo, mentre il piccolo oggetto veniva preso a pallonate dai calciatori. La partita è ripresa soltanto dopo circa mezz’ora.

Se leggendo questo caso, non vi ritorna in mente ciò che avviene tra Serbia e Albania, vi lasciamo il video di quello che accade nel 2014, cioè (più o meno) la stessa cosa successa giovedì sera, ma senza la rissa in campo.

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