Dall’Europa con furore: i tre candidati al Most Improved Player 2017

Scopriamo chi sono i tre candidati alla vittoria del premio di Most Improved Player della stagione appena trascorsa: chi sarà a prevalere?

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È una sfida tutta europea quella per il MIP di quest’anno. Alla fine della stagione regolare infatti, i tre che si contendono il premio di giocatore ‘più migliorato’ dell’anno provengono tutti dal Vecchio Continente: Rudy Gobert dalla Francia, Nikola Jokic dalla Serbia e, per finire, Giannis Antetokounmpo dalla Grecia. Andiamo quindi a vedere quali sono i punti a favore dei tre candidati al premio, che, ricordiamolo, verrà consegnato durante una cerimonia la notte del 26 Giugno.

Rudy Gobert

Centrone di 2,16m, nazionale francese draftato nel 2013 dai Jazz, squadra in cui gioca tuttora. La sua carriera oltreoceano comincia in D-League, con i compianti Bakersfield Jam, ma già dall’anno successivo entra a roster con Utah, scalando le gerarchie e diventando il comprimario e trascinatore della franchigia, nonché idolo dei tifosi, insieme a Gordon Hayward.

Fa della difesa il suo punto di forza -non a caso difatti è candidato anche a DPOY- ma anche in attacco dà il suo contributo: e infatti quest’anno ha concluso con più di mille punti e rimbalzi e circa 200 stoppate, a dimostrazione della sua versatilità, entrando così in un ristretto circolo di soli 12 giocatori capaci di tale impresa. Secondo quintetto All-NBA per lui, ha mancato l’obiettivo All-Star Game che avrebbe ampiamente meritato, ma avrà tutto il tempo di rifarsi. Il 26 Giugno sarà il suo compleanno: che la Lega decida di fargli il regalo?

La Rudy Gobert mania ormai ha contagiato lo Utah.
Nikola Jokic

Il giovane lungo serbo ha fatto una stagione sopra ogni aspettativa, è un dato di fatto. È riuscito a prendere in mano una squadra allo sbando, a farla sua e a condurla a un passo dai Playoff da assoluto trascinatore. Già nella sua stagione da rookie aveva fatto buone cose, arrivando terzo nella classifica finale dietro agli irraggiungibili Towns e Porzingis, ma quest’anno ha fatto cose che in pochissimi avrebbero creduto possibili.

Purtroppo per lui, essendo al secondo anno nella Lega è più complicato portarsi a casa il premio, dato che solitamente si tende a preferire giocatori in NBA da almeno 3 o 4 anni, però non si sa mai dato che il miglioramento effettivamente c’è stato sia a livello statistico (16.7ppg, 9,8rpg e 4.9apg e quasi una stoppata e una rubata a partita) sia a livello mentale, psicologico e carismatico. Incognita.

Ball handling da point guard in un 2,08m, pazzesco.
Giannis Antetokounmpo

La sua storia la conosciamo tutti ormai a menadito: terzo di cinque figli, cresciuto a Sepolia (sobborgo di Atene) da genitori clandestini immigrati dalla Nigeria, è passato dal vendere calzini per guadagnarsi il pane al guidare una franchigia al primo turno di Playoff, il tutto a 23 anni ancora da compiere. Tutti sapevano che sarebbe sbocciato prima o poi, ma non così repentinamente. In un anno è passato da buon giocatore a star assoluta, restando sempre umile, lavorando sodo e concentrandosi solo ed esclusivamente sul migliorarsi sempre più per portare a Milwaukee, la città che ha creduto in lui, un titolo che non vede dai tempi di Kareem Abdul-Jabbar.

Convocato all’ASG come secondo più votato ad Est dietro al solo King James, è primo in tutte le voci statistiche principali della sua franchigia (per intenderci punti, assist, rimbalzi, stoppate e rubate) ed è decisamente il favorito alla conquista del premio: secondo quintetto All-NBA al pari di Gobert, ma ha dalla sua una maggiore incisività di cambiamento a livello statistico e l’aver partecipato all’All-Star Game. Sarà lui il vincitore?

Nulla da dichiarare. Dominante e basta.

 

Sebastiano Barban

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