El futbolista de la semana: Junior Firpo

Straripante prestazione del classe '96 Junior Firpo nella vittoria del Betis ai danni del Barcellona. Gol, assist e tanto estro proposto dallo spagnolo

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I club riposano, vanno in scena le nazionali. L’ultimo weekend calcistico ci ha regalato, quasi spinto dalla voglia di stupire prima della sosta, colpi di scena e giocate spettacolari. In Spagna il campionato è più aperto che mai. Dimenticate gli anni di dominio dei blancos e dei blaugrana. Ad oggi, la testa della classifica in Liga raccoglie 6 squadre in una manciata di punti: dal Barcellona, primo, al Real, sesto. E proprio i catalani sono caduti nell’ultimo turno, arrendendosi ad un divertente e spensierato Betis. Lo Celso, Joaquin e Pau Lopez determinanti nella vittoria degli andalusi, ma il vero protagonista tra le fila dei verdiblancos è stato Junior Firpo.

UN TERZINO COME FANTASISTA

Nato a Santo Domingo nel ’96, Héctor Junior Firpo Adamés (o anche solo Junior, come celebra la sua divisa) entra a far parte del calcio che conta dalla scorsa stagione, quando viene promosso nel Betis dalla succursale B della stessa compagine. Naturalizzato spagnolo, vanta anche una presenza con la nazionale U-21 e si mette in mostra soprattutto a partire dallo scorso gennaio. Ad agosto, date le buone prestazioni di fine stagione, viene scelto come punto fermo nel 3-4-3 (o 3-5-2) di Setién, ad occupare la corsia mancina del campo. Il vero exploit, dovuto ad un calcio offensivo e rapido proposto dal Betis, arriva proprio domenica nel match contro il Barcellona al Camp Nou. La sua gara vive al contempo sia lo svolgimento di un arduo (e stimolante) compito, pari al relegare Sergi Roberto a compiti prettamente difensivi, sia l’esternazione di estro, tecnica ed atletismo.

Junior, fondamentale nello scacchiere tattico dei suoi, va letteralmente a consumare il manto erboso sull’out mancina, aprendo peraltro le danze del match. Imbeccato da una verticalizzazione, riesce a tagliare fuori mezza retroguardia catalana, per poi infilare ter Stegen col suo piede debole. Non male, no? Le geometrie del centrocampo dei verdiblancos, da ormai diversi mesi a questa parte, sono affidate al talento dell’argentino Lo Celso. Tuttavia, possedere un esterno a tutta fascia, in grado di fungere sempre da regista laterale nei repentini scambi caratterizzanti il credo di Setién è oro colato per gli andalusi.

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MATTATORE, MARCATORE ED ASSISTMAN

Pensare che la domenica pomeriggio di Junior sia stata trascorsa ad ammutolire progressivamente il pubblico di fede blaugrana è straordinario. Dopo la marcatura della prima frazione, il ragazzo sembra tutto men che sazio: la ripresa vede i suoi subire (com’era immaginabile) la reazione rabbiosa della capolista. Setién inculca la sua visione di calcio al suo undici in maniera impeccabile, e seppur i risultati siano scarseggiati in queste prime 11 giornate, le prestazioni non sono mai mancate. Che poi, vincere proprio all’undicesima in trasferta col Barça, scusate se è poco.

Il secondo tempo consente al Betis di ripartire più frequentemente, ma il vero ingrediente vincente dei contropiedi ospiti è la superiorità numerica. Ed indovinate chi consente agli heliopolitanos di trovarsi sempre a fronteggiare la retroguardia casalinga con l’uomo in più? Sì, proprio Junior. Gli strappi della seconda frazione sono ancor più pericolosi di quelli effettuati nella prima. Il prolungato possesso del Barcellona consente di riprendere fiato, se lo si contrasta con un baricentro alto. E dal momento che ci siamo, balliamo. All’83’ Junior ingrana, per l’ennesima volta, la marcia sulla corsia ormai sguarnita e serve un pallone da spingere soltanto in rete a Canales. Che ringrazia, e fissa il momentaneo 2-4.

Il finale premia, giustamente, il Betis, che espugna un Camp Nou sconcertato da un undici ospite così coeso ed armonioso nelle manovre che hanno portato alle 4 marcature. Su tutti, però, spicca il classe ’96, capace di oscurare addirittura il ritorno in campo di un Messi capace di firmare una doppietta. Occhio a Junior, dunque. Le corsie mancine di tutti i campi, spagnoli e non, sono avvisate.

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Luigi Romanelli

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