El futbolista de la semana: Karim Benzema

Da enfant prodige a senatore del Real: Benzema si prende il palcoscenico della Liga

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L’apice in Europa, i riflettori su Cristiano prima e Modric poi. Lopetegui, il fallimento, quindi Solari e l’empatia mai instauratasi con l’intero gruppo fino al clamoroso ritorno di Zidane. Riassumendo in maniera alquanto restrittiva gli ultimi anni in casa Real Madrid, Benzema non compare. Non fatevi ingannare, Karim verrebbe citato poco anche in un’analisi più dettagliata. Eppure, il franco-algerino trascina i merengues da agosto, dopo l’addio estivo più doloroso che un tifoso della casablanca potesse sopportare: quello di Ronaldo.

RESPONSABILITA’

A molti sfugge la causa principale per la quale Benzema sia in pianta stabile un elemento imprescindibile per il Real da un decennio ormai. Alcuni additavano Florentino Perez come magnate del francese, pupillo della società stessa. No, Karim è arrivato al Real come giovane dalle enormi prospettive e non si può certo dire che le abbia deluse. Mai troppo appariscente, sempre decisivo: in campo come nello spogliatoio. Spalla perfetta di Ronaldo durante uno dei lustri più vincenti del nuovo millennio, il francese è stato in grado di farsi carico dei problemi di un gruppo spento, a tratti sazio, nella deludente annata che sta volgendo al termine. Nell’ultimo turno ha salvato ancora una volta il suo Real, ancora incapace di vincere in trasferta nella nuova gestione Zidane, distante ora 4 punti dal 2° posto occupato dall’Atletico Madrid ed ancora in lizza per scavalcare i colchoneros proprio grazie al suo centravanti.

I NUMERI

Mai troppo sotto i riflettori, almeno in ambito calcistico: Benzema di gossip, negli ultimi anni, ne ha avuti fin troppi. Sulla sua vita privata, sui suoi vizi. La nazionale persa, e la totale dedizione alla camiseta blanca. 17 le reti siglate in Liga, 4° nella classifica per il Pichichi. Uno score niente male per un ragazzo accusato di giocare a Madrid per mera volontà del presidente, insomma. Il cosiddetto lavoro sporco continua a non mancare, certo, ma la vena realizzativa sembra essersi illuminata di nuovo, tornando agli spensierati giorni di gioventù. Già, perché il ragazzo ora non è più un enfant prodige pronto a dominare l’Europa con i merengues. Non più. Karim è un uomo, capace di accollarsi le responsabilità di un intero gruppo, trascinarlo ed esaltando sé stesso ed i suoi compagni.

Luigi Romanelli

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