El futbolista de la semana: Lionel Messi

Tripletta e doppio assist per l'argentino: il marziano si prende il palcoscenico della rubrica targata LGS

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La speranza iniziale, che accompagnava la stesura dei punti cardine di questa rubrica, veniva riposta nella ricerca meticolosa di calciatori chiave del rispettivo turno di Liga preso in esame: statistiche, percentuali e quant’altro. Di conseguenza, l’augurio si rifletteva in una presenza sporadica dei calciatori più scontati, attivi in Spagna. Con un Lionel Messi formato extraterrestre, tuttavia, è difficile effettuare una scelta diversa. L’argentino è il volto della settimana per LGS.

Con il sonoro 0-5 imposto sull’ostico campo del Levante, il Barcellona continua a mantenere la testa della classifica e la medesima distanza dalle inseguitrici. Lui, Leo, si diverte a timbrare il cartellino tre volte, lasciando poi che siano Suarez e Piqué ad arrotondare il passivo. Sempre su sua assistenza, per carità. Nelle cinque reti vi è sempre, dunque, la celestiale carezza al pallone de la Pulga. E che carezze.

LE INVENZIONI

Ripartendo le cinque giocate fra marcature ed assist, partiamo da quest’ultimi. Alla mezz’ora inoltrata di gioco, Messi perfora diagonalmente la retroguardia avversaria e con un filtrante da videogioco taglia fuori i rimasugli della linea difensiva. A Suarez “basta” colpire al volo per centrare il sette dello specchio difeso da un incolpevole Olazabal. Una mente che partorisce pensieri ad altri pressoché inimmaginabili, per cui impraticabili. Il movimento del mancino che incrocia la sfera, se rivisto lentamente, quasi stona col l’andamento armonioso dell’argentino che si muove palla al piede. A velocità normale è semplicemente una meraviglia sportiva per chiunque lo osservi. Il secondo suggerimento arrivato a pochi minuti dallo scadere per Piqué è una formalità, rispetto al primo: la palla orizzontale che Coutinho serve al diez è seguita con lo sguardo dalla linea difensiva, che accenna un’uscita proprio quando questa entra nel raggio d’azione dell’argentino. Tutto inutile, Leo ha già visto il centrale spagnolo muoversi in profondità e lo serve prima ancora che gli avversari possano ipotizzare un contrasto. Da sottolineare anche la scaltrezza del difensore blaugrana che con una finta rende ancor più facile il 5° sigillo dei suoi.

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LE REALIZZAZIONI

Il cuore del match è inevitabilmente segnato dalla tripletta messa a segno dal capitano blaugrana: una tempesta scatenatasi al 43′ e terminata al 60′. Al netto, dunque, meno di venti minuti per idearla, partorirla e concretizzarla. Il primo è un grande classico de la Pulga: volata solitaria sulla destra, con difensore che accompagna e tenta di relegarlo sull’esterno. Nella sua carriera, Messi ha mostrato di avere un repertorio completo, specie nel controllo palla. «Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi.» disse Maradona di lui. Sarà forse banale la citazione, arrivati ormai ad un Leo 31enne che non ha certo bisogno di presentazioni. Eppure, è una delle più rappresentative per descrivere tecnicamente l’argentino: una facilità di corsa invidiabile, sicuramente, ma ancor più straordinaria è la frequenza di passi che Leo compie durante l’accelerazione. Diventa piuttosto improbabile anticipare un suo movimento, che viri verso la porta o che tenti di convergere verso il centro del campo. Ogni scelta che il diretto marcatore prende, rischia di essere errata: questo non accade per pochezza tecnica del difensore, piuttosto per la velocità di pensiero di Messi, accompagnata da un controllo della sfera ineguagliabile. Nel caso specifico, Leo continua a progredire fino ad incrociare col destro. Già, incrocia. Altro cavallo di battaglia del genio di Rosario, che batte di nuovo Olazabal ad inizio ripresa dal limite dell’area, stavolta col piede preferito. Jordi Alba sa che il suo capitano aspetta lì lo scarico, e lo serve a memoria: l’impatto con la sfera è sempre lo stesso, l’epilogo anche. Messi va incontro al pallone, quel tanto che basta per rendere impossibile una qualsiasi uscita della retroguardia sul suo mancino. Vidal confeziona l’ultimo suggerimento, in una classica azione catalana da capogiro, che apre la retroguardia avversaria, consentendo a centrocampisti ed attaccanti di riversarsi nel cuore dell’area di rigore. Messi stavolta si ritrova addirittura nell’area piccola, e non gli resta che appoggiare il suo hat trick in porta. La Pulga riesce ancora, dopo anni di invenzioni, giocate sovrumane e trofei in bacheca, a stupire appassionati e tifosi, negli stadi o stanzianti davanti ai televisori.

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Marianella, telecronista ed opinionista Sky, diversi anni fa fece parlare di sé per la reazione al secondo gol Thierry Henry in un Arsenal-Aston Villa. «Non so più cosa dirvi, questo è un fenomeno, eh.. non lo so. […] Qui bisogna alzarsi in piedi, tutti. Lo faccio anch’io.», queste solo alcune delle parole del telecronista. Probabilmente nella giornata di domenica, vedendo questo Messi, si sarebbe alzato in piedi ad applaudire. Senza aggiungere altro.

Luigi Romanelli

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