Fellaini: “Cina? Non sono andato per il denaro, la vedo come una nuova sfida”

Marouane Fellaini ha accettato il trasferimento in Cina, sponda Shandong Luneng. Il belga ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a dire "si"

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Il centrocampista ex Manchester United ha accettato l’offerta cinese e giocherà per lo Shandong Luneng insieme all’italiano Graziano Pellé. Il calciatore belga, dopo cinque stagioni e mezzo con i Red Devils, militerà in Chinese Super League. Fellaini ha rilasciato un’intervista a Het Nieuwsblad nella quale ha parlato dei suoi anni allo United e delle motivazioni che lo hanno spinto ad accettare la corte cinese. Ecco ciò che ha detto:

“Non è il denaro la ragione che mi ha portato qui. Ho accettato perché la vedo come una nuova sfida, questo club ha tutto. Dovreste vedere le nostre strutture mediche e tecniche, sono fantastiche. Io adoro stare qui. E poi con l’Asian Champions League dovrò giocare anche qui due partite alla settimana, dunque non riuscirò a riposarmi più di quanto non accadesse in Inghilterra, anche se ammetto che l’intensità di gioco qui è diversa. Lo Shandong era interessato a me già da anni, adesso mi sento finalmente pronto per una nuova sfida, una nuova cultura e una nuova vita. Sono troppo giovane per questa esperienza? Aspettando ancora magari sarebbe stato troppo tardi. La mia prima stagione a Manchester è stata difficile. Sono andato via, però, ricevendo tanto rispetto. Ho dato il mio meglio per questa squadra, ho giocato tante partite e segnato solo gol importanti. Ho lavorato con giocatori e manager straordinari, in uno dei più grandi club del mondo, quindi posso solo guardare al passato con un sorriso. Il miglior allenatore? Non ne ho uno preferito, davvero. Ci sono Moyes, van Gaal: ho imparato qualcosa da ogni manager che ho avuto in carriera. Se fossi rimasto con Mourinho? Non lo so, nel calcio le opportunità vanno e vengono. Avevo ancora un contratto con lo United, quindi sarei potuto restare.

Infine, Il centrocampista, ha parlato del suo futuro:

“Quando finirò il contratto, e se il fisico me lo consentirà, potrei tornare in patria“.

La Redazione

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