Formula 1, riflessioni di mezza stagione

A otto gare dal termine e con il weekend rosso di Monza alle porte proviamo a tracciare un primo bilancio della stagione 2018. Una stagione che speriamo si tinga di rosso Ferrari

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Nel weekend inizia ufficialmente la fase decisiva della stagione di Formula 1.  A otto gran premi dalla fine sarebbe una normalità fermarsi a fare le prime riflessioni. Invece no, sulle 13 gare già disputate non è complicato per nessuno dare un giudizio (giusto o sbagliato che sia). Al contrario, provare a immaginarsi un possibile finale è impossibile per chiunque.

Hamilton

TORNA LO SPETTACOLO

È probabilmente l’anno del rilancio del circus della Formula Uno.
La grande noia di qualche anno fa sembra ormai superata. Gran parte del merito va ascritto al ritorno di una Ferrari nuovamente competitiva, in grado finalmente di lottare per il titolo con le solite Mercedes.
Prima parte di stagione piena di colpi di scena, ritiri forzati, strategie vincenti e dichiarazioni al veleno.
È questa la Formula Uno che ci piace e ci fa stare incollati alla tv.

RUSH FINALE

Dopo Spa si riparte subito con “l’inferno rosso” di Monza, dove l’entusiasmo dei ferraristi è ineguagliabile in qualsiasi pista del pianeta. Sebastian Vettel arriva all’appunamento di casa rilanciato dalla grande vittoria in Belgio davanti al suo diretto avversario Lewis Hamilton. La Ferrari ha dimostrato fin qui di non avere rivali con pista asciutta. Un aspetto, quest’ultimo, che gioca a favore delle Rosse, nella speranza che il weekend non regali quella pioggia utile al pilota britannico.
Eppure la classifica generale vede Lewis in testa con Sebastian dietro a inseguire causa errori di strategia del muretto Ferrari e per l’errore alla guida (unico della stagione) dello stesso Vettel nel suo GP di casa.
Il titolo piloti è alla portata ma servirà il miglior Vettel e la miglior Ferrari per stanare un Hamilton mai domo e comunque sempre favorito.

DAL TERZO IN GIÙ

Si è parlato più di mercato piloti che di possibili outsiders. Beh, a pensarci bene non c’è stato nessuno in grado di inserirsi nel duello per il titolo. Tralasciando le seconde guide (Bottas e Raikkonen) troviamo i due piloti Red Bull; Ricciardo, il mago dei sorpassi, già separato in casa dopo il mancato rinnovo e conseguente firma con Renault. L’australiano non ha lasciato il segno in questa stagione a parte qualche gara vinta e uno stile di guida spettacolare (i nostri occhi ringraziano, nda); e poi Max Verstappen, a parere di chi scrive il miglior profilo del circus per gli anni a venire. Sì ok, mettiamoci dentro tutto, dal sorpasso spettacolare di Silverstone su Raikkonen all’esterno (per molti il più bello e difficile della stagione) al disastro di Baku col compagno di squadra; episodio che ha rappresentato l’ultima goccia nel rapporto tra la casa austriaca e Ricciardo. Nonostante tutto, però, è bene ricordare che è anche grazie alle follie sportive di un ragazzo non ancora ventenne che siamo tornati a quel tanto atteso spettacolo che mancava a tutti.

SORPRESE E DELUSIONI

Le sorprese finora non sono molte e non fanno rumore. Prendiamo per prima la Force India e la premiamo per un ottimo lavoro fatto in questi ultimi tempi sullo sviluppo della monoposto. Ricordiamo anche Charles Leclerc, giovane pilota Sauber promettente ma anche molto inesperto e fragile. Poi, per ultimo, Fernando Alonso; l’asturiano merita sempre una buona parola per quello che mette in pista contro ogni avversità alla guida di una monoposto decisamente non competitiva. Lo spagnolo, pur lamentandosi, fa emergere un carattere e una voglia di non mollare mai tali da essere da esempio per tutti. Il resto del circus rimandato a fine stagione. Perché otto gare dal termine sono abbastanza per ogni pilota e per ogni scuderia anche per salvare una stagione storta o per cancellare una buona prima parte di campionato.

Ebbene sì, otto battaglie finali sono abbastanza anche e soprattutto per sognare il ritorno del titolo iridato a Maranello. Una gioia che manca terribilmente a tutti i ferraristi. La F1 ha sempre avuto un solo colore riconoscibile da chiunque: rosso. Il colore dell’inferno, quello di questa domenica, quello di casa nostra, quello del gran premio d’Italia. In due parole,  quello dell’autodromo di Monza.

Monza

Andrea Ballestrino

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