Frosinone-Inter: Icardi e Lautaro giocheranno insieme?

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Duello tra Icardi e Lautaro: A Frosinone Martinez batterà il calcio d’inizio e Mauro sarà seduto? Possibile, ma non scontato.

Non è una contraddizione. È che nel dualismo, protagonista scontato di questo finale di stagione, intervengono in vista di domenica una serie di variabili. La prima è la forma fisica del «10»: «Sto recuperando da un infortunio, spero di sommare minuti», ha detto a una radio argentina.

Non ha i 90’, ma può giocare una buona fetta di gara: se la prima o la seconda dipende da Spalletti. Seconda variabile: la diffida che in A pende sulla sua testa da un po’. Se il tecnico ragionasse in ottica Roma, il match seguente e il più importante di questa fase (anche della Juve), possibile che si vogliano ridurre i rischi di cartellino per il «nuovo titolare».

ICARDI IN PANCHINA, SOSTITUTO DI MARTINEZ

Insomma, Icardi potrebbe giocare questa (o buona parte di questa) e poi lasciare il posto al Toro, ma con il rischio di «incasinare» di nuovo le gerarchie.

Gerarchie che ora hanno un appiglio anche nelle statistiche (le trovate a fianco): I dati su 90’ confermano che Lautaro tocca più palloni (partecipazione alla manovra), tira di più, può uscire in dribbling e nel complesso aiuta a creare più pericoli.

Loro due i confronti non li fanno: il dualismo è una questione professionale, fuori dal campo restano amici. Spesso vicini in allenamento, nei pranzi, nei ritiri, si frequentano anche fuori, confermando anche in questi mesi «strani» il rapporto creatosi in estate.

Fosse per loro, giocherebbero insieme. «Quando abbiamo giocato insieme mi sono trovato bene», dice sempre Lautaro.

ICARDI E LAUTARO INSIEME? SPALLETTI E’ DUBBIOSO

Farli coesistere è stato il primo problema di Spalletti. Ci ha pensato, Luciano, e ci ha anche provato, ma dopo un’estate a luci e ombre si è arreso all’evidenza dopo la prima di campionato.

A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, primo k.o. e primo tango stonato. Così nella prima parte di stagione il tandem Icardi-Lautaro è diventata presto una soluzione d’emergenza, per cercare di pareggiare o sbloccare una gara.

E lo sarà anche da qui alla fine: è tardi per fare esperimenti. Perché malgrado caratteristiche fisiche e tecniche diverse, Mauro e Martinez sono due centravanti, due uomini da area di rigore, due squali che hanno bisogno di sentire l’odore della porta per essere letali.

LAUTARO SUPERA DI GRAN LUNGA L’EX CAPITANO ICARDI

Lautaro era arrivato a Milano per crescere alle spalle di Icardi, ma si è capito presto che per uno così era impossibile limitarsi ad aspettare il momento. L’attesa è finita con i «capricci» di Mauro, alla vigilia della trasferta di Vienna dove poi l’Inter ha vinto, guarda un po’, con un suo rigore.

Ovviamente il rigorista indiscusso fino ad allora era stato Icardi: Lautaro quella sera contro il Rapid ha evidenziato una specie di passaggio del testimone, anticipando i tempi di un futuro estivo che sembra scritto.

Valentina Mastrogiacomo

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