Germania, Hoeneß contro Özil: “Viene dipinto più forte di quanto non sia”

Il presidente del Bayern Monaco rincara la dose: "Se Löw lo avesse visto giocare più spesso a Londra, non lo avrebbe convocato". Dura la replica della Federazione: "Mesut ha subito qualcosa di inaccettabile"

0
389

A più di un mese dalla finale del Mondiale russo, in Germania continua la diatriba intorno a Mesut Özil. Ieri è andata in scena l’ennesima pagina con le nuove dichiarazioni del presidente del Bayern Monaco Uli Hoeneß: “Viene dipinto più forte di quanto non sia”.
I virgolettati sono stati trascritti all’interno dell’articolo della Gazzetta dello Sport.

LA POLEMICA – In Germania sta circolando la voce che lo stesso Hoeneß abbia cercato di ostracizzare Özil. Il presidente del Bayern avrebbe contattato la Federazione (DFB) per non farlo partire titolare contro la Corea del Sud. Hoeneß ha evitato di commentare ma ha ribadito di non apprezzare molto il giocatore dell’Arsenal: Mesut è un prodotto ben commercializzato, viene dipinto molto più forte di quanto non sia. L’unica grande accusa che rivolgo a Löw è che se fosse andato più spesso a Londra e lo avesse visto giocare più spesso dal vivo non lo avrebbe convocato per motivi tecnici”. 

IL TEATRINO – Con Özil a casa, secondo Hoeneß, la Germania avrebbe risolto due problemi: tecnico e diplomatico. Soprattutto in seguito al caso-Erdogan che ha coinvolto i due nativi di Gelsenkirchen (Özil e Gundogan) e che ha generato tante polemiche: “Ci saremmo risparmiati tutto il teatrino“.

LE RESPONSABILITÀ – Responsabilità che Hoeneß individua anche nella Federazione: “Fatta la foto, la DFB doveva obbligare il giocatore a spiegarsi pubblicamente. Cercare di cavarsela senza chiarimenti forse è stato l’errore più grosso”. E sul rendimento degli altri giocatori non è stato più morbido:Le prestazioni non sono state sufficienti, e mi riferisco anche ai tesserati del Bayern. Salvo solo Neuer”.

LA REPLICA – Ma in contemporanea arriva anche una forte voce a difendere Özil. È proprio il presidente della DFB (la Federazione calcistica tedesca), Reinhard Grindel, che ammette l’errore di non aver difeso al tempo il trequartista dell’Arsenal. Cosa che poi l’ha portato a lasciare la Nazionale e quindi alla girandola di dichiarazioni e attacchi. Grindel fa il mea culpa ed afferma: “Dopo gli attacchi razzisti, avrei dovuto esprimermi in maniera più chiara e netta a sostegno di Özil, che ha subito qualcosa di totalmente inaccettabile. Mi dispiace che si sia sentito abbandonato dalla federazione”. Nonostante questa importante dichiarazione di scuse, sembra difficile che Özil possa rientrare nel giro della Nazionale.

Daniele Errera e Francesco Lo Fria

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here