Gethin Jenkins, una vita da pilone

Il gallese saluta il mondo della palla ovale

0
62

Minuto 80, sfida tra Cardiff Blues e Zebre che volge ormai al termine. I Blues stanno schiacciando gli emiliani tanto da realizzare un’altra meta proprio nel finale con Lee-Lo. A convertire non si presenta Shinghler, come accaduto per tutta la partita, ma un giocatore che fatica a mettere l’ovale sulla piazzola. Tutto il pubblico dell’Arms Army di Cardiff è lì tutto per lui, perché questa è la sua partita d’addio e la squadra gli dona la possibilità di andare verso i pali e gli spettatori sperano di esultare insieme a lui ancora una volta.

Sulla piazzola si presenta Gethin Jenkins, classe 1980, autentica bandiera del proprio club e della nazionale, che ha deciso di appendere le scarpe al chiodo dopo questa partita. L’ovale alla fine glielo sistemano i propri compagni di squadra e lui si prepara a prendere la rincorsa. Prima di partire osserva due volte i pali della porta e calcia nel modo più veloce possibile sperando che quel momento sia un attimo, il tiro avviene ed il risultato è un errore, nonostante la posizione comoda Jenkins dimostra al proprio pubblico ed ai fan di questo sport perché il suo ruolo sia quello di pilone.

Embed from Getty Images

Il pubblico applaude il suo idolo, il gallese viene anche salutato con rispetto dai propri avversari.

Jenkins è stato un giocatore della nazionale per ben 16 anni, è stato scelto per i British & Irish Lions per due volte, 2005 e 2013, dovendo saltare la tournée del 2013 per infortunio. Con il Galles ha vinto per tre volte il 6 Nazioni tutti e tre vinti compiendo il Grande Slam, ovvero vincendo tutte le gare. A livello di Rugby World Cup,  il miglior risultato è arrivato nel 2011 con il quarto posto.

A livello di club, per Jenkins non ci sono state le stesse gioie. Una carriera legata grosso modo ai Cardiff Blues (con una piccola parentesi in Francia al Toulon). La squadra della capitale, dall’avvento della Celtic League, non è mai stata una squadra formata per vincere, però in campo europeo sono arrivate due gioie con la vittoria della Challenge Cup, la seconda alzata lo scorso anno in finale contro Gloucester, in una partita pazzesca vinta di un solo punto.

Jenkins è stato un rivoluzionario del gioco, perché è stato il prototipo del pilone moderno di quelli che si vedono adesso che palla in mano cercano di giocarla, invece di spedirsi come treni sulla linea difensiva avversaria, anche se questa seconda opzione non disdegnava di utilizzarla.

Al rugby mancherà un giocatore del genere, un guerriero in grado di raggiungere e superare i 100 cap in nazionale, 129 totali. Soprattutto, è stato un esempio di dedizione ed impegno nei confronti di questo magnifico sport, nonostante i tanti infortuni che l’hanno colpito durante la stagione.

 

Alessandro Stuppia

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here