Giro d’Italia, Pascal Ackermann si impone sotto il diluvio a Terracina. Ritiro per Dumoulin.

La quinta tappa, corsa sotto la pioggia dall'inizio alla fine, vede la seconda vittoria di Ackermann. Costretto al ritiro Tom Dumoulin per i postumi della caduta di ieri.

0
126

Quinta tappa interamente laziale per questa centoduesima edizione del Giro d’Italia, con partenza da Frascati, dopo la bella vittoria lì ottenuta da Richard Carapaz, e arrivo a Terracina, dopo 140 km. Frazione che si presenta adatta ai velocisti, dopo un avvio insidioso con due salite (non classificate come tali per la classifica dei Gran Premi della Montagna), e unico GPM, di quarta categoria, posizionato a Sezze a poco meno di 50 km dall’arrivo. L’attesa di tutti è però rivolta a quanto deciderà di fare Tom Dumoulin, la cui prosecuzione del Giro, dopo la brutta caduta di Frascati, è in forte dubbio.

LA TAPPA

Partiamo da un dato: si è al Giro d’Italia, si è a metà maggio, ma pare di stare nel bel mezzo di una gara del Nord. Il tempo è da tregenda, fa freddo e la pioggia è praticamente incessante dalla partenza all’arrivo: condizioni certamente non favorevoli per Dumoulin, come se non bastassero le due salite all’avvio, la cui faccia prima del via non promette nulla di buono. Purtroppo, dopo pochi km, arriva la conferma; ritiro per l’olandese, il Giro perde così uno dei grandi protagonisti.

Dopo pochi km, si sviluppa il tentativo di fuga che caratterizzerà l’intera frazione: partono in cinque, si tratta di Umberto Orsini ed Enrico Barbin (Bardiani-CSF), Ivan Santaromita (Nippo Vini Fantini), Miguel Florez (Androni Sidermec) e Louis Vervaeke (Team Sunweb). I primi quattro sono membri di squadre professional, l’ultimo è invece un compagno di squadra di Dumoulin: è chiaro che l’addio del fuoriclasse olandese stravolge i piani tattici del team, la cui prosecuzione di Giro sarà ora intentata alla ricerca di una vittoria di tappa. Il gruppo lascia fare, ma non concede mai troppo spazio, tenendo i fuggitivi a un distacco che al massimo tocca i due minuti: la tappa è breve, e i velocisti non vogliono lasciarsi sfuggire quest’occasione.

Sulla salita di Sezze – il paese di Filippo Simeoni, campione italiano nel 2008, che i più ricorderanno per i rapporti non proprio idilliaci con Lance Armstrong – se ne va proprio il corridore fiammingo, mentre gli altri quattro si fanno riassorbire dal resto del plotone. Resterà in avanscoperta per un’altra ventina di km, dando comunque un bel segnale da parte dell’intero team di voglia di riscatto dopo la sfortuna capitata. Frattanto, la giuria accoglie la richiesta giuntale dai corridori, e si sceglie di neutralizzare il tempo al primo passaggio sotto la linea del traguardo, a poco meno di 10 km dal traguardo, allo scopo di evitare rischi inutili, visto il tempo davvero inclemente.

Avvenuto il primo passaggio, in effetti, gli uomini di classifica possono serenamente staccarsi e lasciare che la situazione venga gestita in toto dagli sprinter e dai loro gregari. Così avviene, fino a giungere alla volata: Gaviria, partito lungo, sembra destinato a vincere, ma Ackermann gli prende la ruota e lo fulmina negli ultimi 50 metri, beffandolo alla fine di mezza bicicletta. Terzo posto per Arnaud Démare, mentre Viviani, pur in buona posizione, non riesce a incidere. Tutto invariato in generale, domani ripartirà in rosa da Cassino, alla volta di San Giovanni Rotondo, ancora Primoz Roglic.

IL DOPOGARA

Nell’intervista tradizionale per il vincitore, Ackermann sembra ovviamente raggiante, definendosi fortunato nell’aver trovato lo spazio per riprendere la ruota di Gaviria, che poi, come ammesso dal tedesco, gli ha di fatto tirato la volata negli ultimi 200 metri, prima di esser da lui superato nel finale. Viviani, invece, torna su quanto avvenuto a Orbetello, dicendo che a norma di regolamento comprende la squalifica, ma di non aver sterzato apposta, né che abbia effettivamente preso vantaggio. Interpellato sulle speranze di ciclamino, onestamente ammette di non aver speranze, e che l’unico scopo sarà quello di provare a vincere una tappa, tra quelle che restano per le ruote veloci.

ORDINE D’ARRIVO

1 ACKERMANN Pascal BORA – hansgrohe 3:27:05
2 GAVIRIA Fernando UAE-Team Emirates  ,,
3 DÉMARE Arnaud Groupama – FDJ  ,,
4 EWAN Caleb Lotto Soudal  ,,
5 MOSCHETTI Matteo Trek – Segafredo  ,,
6 GIBBONS Ryan Team Dimension Data  ,,
7 SIMION Paolo Bardiani – CSF ,,
8 BIERMANS Jenthe Team Katusha – Alpecin ,,
9 LONARDI Giovanni Nippo Vini Fantini Faizanè ,,
10 BELLETTI Manuel Androni Giocattoli – Sidermec ,,

CLASSIFICA GENERALE

1 SLO ROGLIC Primoz TEAM JUMBO – VISMA 16h 19’ 20” 
2 GBR YATES Simon Philip MITCHELTON – SCOTT 0’ 35”
3 ITA NIBALI Vincenzo BAHRAIN – MERIDA 0’ 39”
4 COL LOPEZ MORENO Miguel Angel ASTANA PRO TEAM 0’ 44”
5 ITA ULISSI Diego UAE TEAM EMIRATES 0’ 44”
6 POL MAJKA Rafal BORA – HANSGROHE 0’ 49”
7 NED MOLLEMA Bauke TREK – SEGAFREDO 0’ 55”
8 ITA CARUSO Damiano BAHRAIN – MERIDA 0’ 56”
9 LUX JUNGELS Bob DECEUNINCK – QUICK-STEP 01’ 02”
10 ITA FORMOLO Davide BORA – HANSGROHE 01’ 06”

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here