#Giro – Terza settimana: si deciderà tutto sul terribile Mortirolo?

L'ultima settimana di giro d'Italia: la classifica è ancora molto aperta. Le salite che aspettano i corridori sono tante e dure, prima di tutte quella del Mortirolo. Analizziamo una per una le sei tappe che porteranno a Verona.

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Manca una settimana alla fine della corsa rosa edizione 102. La classifica, seppur ci siano già distacchi importanti, potrebbe subire numerosi scossoni: le salite che mancano sono ancora tante di cui alcune molto dure, come per esempio il passo del Mortirolo.

Andiamo quindi ad analizzare, una per una, le ultime sei tappe che diranno chi sarà il successore, sull’albo d’oro del giro d’Italia, di Chris Froome.

Tappa 16

Si parte domani, martedì 28 maggio, con la Lovere – Ponte di Legno di 194 km: quella che era la tappa più attesa della corsa rosa 2019, purtroppo, sarà modificata. Infatti per via delle copiose nevicate cadute nelle settimane scorse, l’organizzazione ha deciso – saggiamente – di non fare la salita del passo Gavia per rischio slavine (ai lati degli ultimi tornanti ci sono muri di neve alti fino a 10 metri). Una frazione che resta comunque impegnativa e che potrà riscrivere la classifica.

La prima asperità di giornata sarà il passo della Presolana: 4 km al 7.1% con tratti fino al 10%. Discesa fino a Dezzo di Scalve e la strada riprenderà a salire verso Croce di Salven: 9.1 km al 3.9%. Veloce discesa verso Malegno, quindi il gruppo, piuttosto che puntare direttamente a Edolo e quindi al Gavia, affronterà l’inedita salita di Cevo: un GPM di terza categoria, lungo 10.6 km al 5.9%, con un tratto iniziale fino al 10%.

A questo punto ci si dirigerà verso Edolo e si affronterà la salita di Aprica: 14 km al 3.5%, con una breve parte inziale molto impegnativa con punte fine al 15%. Discesa fino a Stazzona, svolta a destra in direzione Mazzo di Valtellina dove inizierà la salita più dura di questa edizione della corsa rosa: il passo del Mortirolo.

La salita di Marco Pantani è una delle scalate mito del ciclismo mondiale: 11.9 km al 10.9%, con tratti al 18% e con la parte centrale costantemente sopra il 12%. Su questa asperità succederà di tutto, e chi vorrà vestirsi di rosa a Verona non dovrà farsi trovare impreparato: il giro può decidersi qui.

Dalla cima del Mortirolo si scenderà fino a Vezza d’Oglio e si riprenderà a salire, per 14 km, verso l’arrivo di Ponte di Legno. Potrebbe essere una giornata epica, considerate anche le previsioni meteo avverse: una tappa d’altri tempi, una tappa che sicuramente entrerà nella storia.

Tappa 17

Il giorno dopo, mercoledì 29 maggio, la carovana rosa affronterà la Commezzadura (val di Sole) – Anterselva, frazione di 181 km. Una tappa non durissima, ma senza dubbio qualcuno pagherà gli sforzi del giorno prima. Potrebbe essere la classica “doppia tappa”, con uomini, fuori classifica, in fuga a giocarsi la vittoria della frazione e dietro i big che probabilmente aspetteranno gli ultimi km per dare battaglia.

Si parte con l’ascesa del passo della Mendola: 8.4 km al 4.5%. Si scenderà fino a Bolzano, quindi la strada salirà dolcemente per circa 50 km fino a Bressanone, dove inizierà la seconda asperità giornaliera: la salita di Elvas, lunga 3.4 km con una pendenza media del 7.6%. Sarà la volta quindi del GPM di Terento, 6.6 km al 7.6%.

Oltrepassato l’abitato di Brunico, la strada ricomincerà a salire fino ad Anterselva di Mezzo dove inizierà l’ultima ascesa che porterà all’arrivo di Anterselva: 5.5 km al 6.9%, con nella parte centrale tratti fino al 12%. Una salita certamente non impossibile, ma chi vorrà recuperare terreno perso potrebbe provare a fare la differenza.

Tappa 18

Giovedì 30 maggio il gruppo affronterà la Valdaora – Santa Maria di Sala: una tappa dove i velocisti rimasti proveranno a giocarsi le sue carte.

Lunga 222 km, i corridori troveranno a circa metà percorso l’unico GMP di giornata: l’ascesa di Pieve di Alpago, salita di quarta categoria. L’arrivo sarà posto dopo un lungo rettilineo di circa 1700 metri: una tappa come dicevamo che i, pochi, velocisti rimasti non dovranno farsi sfuggire.

Tappa 19

Il giorno dopo, venerdì 31 maggio, i corridori dovranno affrontare una tappa corta, di soli 151 km. Si partirà da Treviso e si arriverà a San Martino di Castrozza.

I GPM da affrontare saranno tre: la prima salita sarà quella del passo San Boldo, 6.3 km al 6.8%, con gli ultimi tre km molto duri con una pendenza costante superiore al 9%.

Dopo il GPM di Lamon, di quarta categoria, toccherà alla salita di San Martino di Castrozza, dove è posto l’arrivo: 13.6 km al 5.6%, con un tratto fino al 10%. Una tappa, anche in questo caso, adatta ad una fuga da lontano dove chi tra i big volesse guadagnare qualche secondo potrebbe provarci nell’ascesa finale. Noi invece pensiamo che in questa frazione non ci saranno distacchi significanti tra gli uomini di classifica, perché in molti cercheranno di risparmiarsi per il giorno dopo.

Tappa 20

Cinque GPM, di cui tre di seconda categoria e due di prima in 194 km. È il menù della tappa di sabato 1 giugno, la Feltre – Croce d’Aune-Monte Avena. Una frazione di alta montagna, con pendenze dove si può fare la differenza: chi vorrà ancora provare a ribaltare la classifica troverà terreno adatto.

Si parte, come dicevamo, da Feltre e dopo 8.5 km inizierà la prima asperità di giornata: la lunga salita di Cima di Campo, 18.7km al 5.9% con un tratto centrale del 10%.

I corridori poi affronteranno la lunga discesa fino a Telve, spezzata solo dal dentello di Bieno. Proprio a Telve inizierà un’altra lunga ascesa, quella di passo Manghen. Lunga 18.9 km e con una pendenza media del 7.6%, la si può dividere in due parti: la prima di 12.8 km con pendenze tutto sommato pedalabili; la seconda parte, lunga 6.1 km, con una pendenza media del 10% e con tratti fino al 15%. Anche se allo scollinamento mancheranno ancora 116 km, qualche big con parecchi minuti da recuperare potrebbe provarci.

Scesi dal Manghen, i corridori supereranno i famosi centri dolomitici di Cavalese e Predazzo; proprio da quest’ultima località si ricomincerà a salire verso i 1980 m di passo Rolle. Una salita non impegnativa, ma anch’essa molto lunga, di 20.6 km, con pendenza media del 4.7%.

Nuova discesa e il gruppo affronterà, quasi di seguito, le ultime due salite (tolto il GPM di quarta categoria della crono conclusiva) di questa edizione della corsa rosa: il Croce d’Aune e il Monte Avena, dove è posto l’arrivo.

La prima, il Croce d’Aune, lunga 11.1 km al 5.5%, ma con la parte finale di 3.2 km all’8.3% con punte al 16%. La seconda, il Monte Avena, lunga 6.9 km con pendenza costante al 7.3%. Due salite sicuramente non impossibili ma, essendo a fine giro, le forze residue potrebbero essere poche e qualcuno potrebbe pagare dazio.

Tappa 21

Domenica 2 giugno andrà in scena l’ultima tappa di questo giro d’Italia: la cronometro di Verona, lunga 17 km.

Una frazione, che sicuramente non può fare sfaceli, ma che potrebbe far recuperare (o perdere, dipende dal punto di vista), secondi.

La tappa è divisa in due dal GPM, di quarta categoria, di Torricelle: lungo 4.5 km con una pendenza media di 4.6%.

Siamo sul circuito dei mondiali, con, se si esclude la salita, vialoni larghi e rettilinei. Una frazione che Roglic potrebbe far sua ma non crediamo possa essere decisiva per la maglia rosa: infatti nell’ultima crono di un grande giro i tempi si livellano e le forze rimaste saranno poche.

Lo spettacolare arrivo di piazza Bra, con l’Arena di Verona a fare da sentinella, decreterà il vincitore della corsa rosa numero 102.

La Redazione

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