US Open 2018: la caduta degli dei e la rinascita di Djokovic

Gli US Open americani segnano le difficoltà di Roger Federer e Serena Williams. Rafa Nadal fa "crac", Djokovic è rinato, Del Potro ai massimi livelli

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Gli Us Open di tennis segnano da sempre il momento dei bilanci della stagione tennistica, e anche quest’anno hanno confermato tale nomea, fornendo indicazioni importanti circa il futuro della racchetta e dei suoi campioni, tanto i tre grandi favoriti (Roger Federer e Rafa Nadal al maschile, Serena Williams e Simona Halep al femminile) non sono riusciti a trionfare.

Analizzando infatti il torneo femminile, abbiamo assistito a diverse sorprese, a partire dalla clamorosa sconfitta di Simona Halep contro l’estone Kaia Kanepi, tra le rivelazioni del torneo, che si appresta a vivere un periodo di crescita, proprio come la 21enne giapponese Naomi Osaka, numero 17 del ranking WTA, e capace di trionfare a sorpresa.

Proprio l’ultimo atto ci ha lasciato segnali preoccupanti per quanto riguarda Serena Williams, dominatrice degli ultimi 15 anni, che in finale si è dimostrata nervosa e imprecisa, protestando platealmente con i giudici, palesando evidenti difficoltà. Dopo la gravidanza, la statunitense non è tornata certamente ai massimi livelli, e a quasi 37 anni potrebbe non tornare mai più a vincere come prima.

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Passando agli uomini, Roger Federer non è riuscito a rispettare i pronostici, uscendo anzitempo agli ottavi per mano dell’australiano John Millman, non esattamente irresistibile. E’ presto per dirlo, e Re Roger è più volte risorto dalle proprie ceneri, ma l’età avanza, e può davvero essere la fine di un’era.

Se lo svizzero non se la passa bene, lo stesso si può dire di Rafa Nadal, bloccato ad un passo dalla finale da un “crac” al ginocchio. Anche qui non è la prima volta, e non dovrebbe essere grave, ma il mancino maiorchino non è riuscito a confermarsi a New York, e ne avrà per un po’.

Tennis senza re quindi? Macchè! Dopo un periodo di alti e bassi, Novak Djokovic sembra essere tornato sui livelli di un tempo, così come Juan Martin Del Potro. Il serbo a 31 anni è apparso semplicemente perfetto in ogni fondamentale, dal servizio al dritto, passando per quel rovescio che lo ha portato in cima al ranking ATP per 223 settimane. Ora è nella posizione numero 3 (scavalcando proprio Del Potro), e ritrovandosi molto vicino a Federer; Nole è pronto per riprendersi lo scettro, e giocando così appare inarrestabile.

Gianni Lombardi 

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