Il caso Sarri-Granovskaia e la (quasi) estinzione dei manager all’inglese

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Il primo periodo di difficoltà di Maurizio Sarri alla guida del Chelsea è stato ulteriormente accentuato da alcune recenti vicende fuori dal campo. L’acquisto di Pulisic e la partenza di Fabregas, avvenuti entrambi per decisione della dirigenza senza troppo coinvolgimento dell’allenatore toscano, hanno fatto emergere una questione delicata come quella del ruolo del “manager” inglese sul mercato. Nel caso specifico dei Blues, il mercato è sempre più nelle mani di Marina Granovskaia secondo i giornali inglesi. L’amministratrice delegata e braccio destro di Abramovich sembra godere di un potere decisionale molto ampio sul mercato presente e futuro. La finestra di gennaio deve ancora svilupparsi e potrebbero non mancare sorprese, ma certo è che al Chelsea e in molti altri club inglesi il pieno potere sul mercato del manager con pieno potere sul mercato stia scomparendo.

Limitandosi alle prime della classe in Inghilterra, l’unico che potrebbe aver mantenuto un certo status in merito è Klopp. Per quanto riguarda il Manchester City, Guardiola non è molto intervenuto nelle campagne acquisti degli ultimi due anni, perlomeno non direttamente. Il mercato dei Citizens è infatti gestito da Begiristain e da altri membri dello staff molto legati a Guardiola, il che gioca molto da garanzia sull’esaudimento dei desideri di Pep. Diverso il discorso per Pochettino, spesso limitato nel suo raggio d’azione dalle direttive del suo chairman Daniel Levy. Unai Emery all’Arsenal non sembra avere lo stesso ruolo di manager che ricopriva Wenger, per non parlare del manager ad interim del Manchester United Solskjaer. La tendenza sembra quindi essere comune all’intero mondo calcistico inglese, con i club che stanno assumendo un profilo sempre più “aziendale” su questo aspetto.

Daniele Sanacore

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