Il Martedì di Coppa: goleade, Gollini e golpe tentati

Il secondo Martedì di Champions League non tradisce le attese e, tra risultati tennistici ed imprevedibili sorprese, regala un'altra magica notte Europea.

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Di prime volte e di sorprese, di nuovi inizi e vecchie certezze.
Il martedì di Champions League è tutto ciò. È un ritorno al passato che ha il sapore di nuovo, un retrogusto di capolavoro sfiorato con il sentore amaro dell’occasione persa.
Nel giorno del compleanno del “KingGeorge Weah per 14 minuti, a San Siro, il re è il colombiano Duvàn Zapata. Il teatro è quello giusto e l’Atalanta si veste da Prima Ballerina ma si sa, su certi palcoscenici l’esperienza la fa da padrona e la Dea, per sua sfortuna, in Europa ne ha ben poca.
Moraes e Solomon sono due stilettate dritte al cuore delle speranze neroazzurre, nascoste per 93 minuti dietro rabbia e passione, grinta e tenacia, prima di rivelarsi, infide, nel contropiede micidiale dello Shaktar Donetsk.
Fine dei giochi, non è scritto ma lo sembra. L’imminente doppio confronto con il City di Guardiola lascia adito a poche speranze così come lo “0” segnato alla casella “punti fatti”.

E parlando dei ragazzi di Noel Gallagher (non ce ne voglia Pep), non stupiscono ma colpiscono.
Il Manchester visto contro la Dinamo Zagabria non sarà uno dei più abbacinanti della stagione ma in quanto ad efficacia c’è ben poco da discutere. Sterling e Foden regolano i croati, riportandoli con i piedi per terra dopo l’inebriante successo casalingo della prima giornata.
Due goal dalla panchina, un ragazzo prodigio che è bene tenersi stretto ed un Fernandinho che, da centrale di difesa, sembra l’evoluzione fisica del Barcelloniano “esperimento-Mascherano”.

Di prime volte e di sorprese vive, senza alcun dubbio, il secondo match delle 18:55 (orario che, ancora una volta, poco convince) tra Real Madrid e Club Brugge.
Al Santiago Bernabeu va in scena il più classico dei “Davide contro Golia” se non fosse che di gigantesco i Blancos hanno solo le falle difensive. Ritmi blandi e poca cattiveria agonistica, una fase di non possesso da registrare e tanta confusione offensiva sono i principali appunti che Zidane avrà potuto annotare sul suo taccuino.
Tra un Hazard tanto fumoso quanto sterile ed un Modric orfano del suo stesso genio a salvare capra e cavoli ci hanno pensato capitan Ramos e Casemiro. Un punto in due partite, funesti presagi.
Nota di merito per Emmanuel Dennis: segnare due goal a Courtois non è da tutti. Farlo rischiando entrambe le volte di inciampare nei propri piedi è tragicomicamente raro.

L’altro volto di Madrid, invece, sorride con convinzione. Dopo il pari casalingo iniziale per i Colchoneros arrivano 3 punti importantissimi contro la Lokomotiv Mosca.
Il primo posto nel girone (in coabitazione con i ragazzi di Sarri) è frutto non solo della solita cattiveria agonistica rojiblanca ma anche di un calcio a tratti spumeggiante, non un marchio di fabbrica dell’Atletico Madrid.
A 4 punti arriva anche la Juventus, dominando in lungo ed in largo all’Allianz Stadium e passeggiando sulle ceneri di un Leverkusen pressoché inesistente. Da un De Ligt attento e battagliero ad un nuovamente giovane Higuain ecco spiegato il secco 3-0 bianconero, favorito dagli zero tiri nello specchio dei tedeschi.
Annotazione importante: nelle ultime due partite nessun goal subito. Minimo Comun Denominatore? Cuadrado terzino, quasi meglio dell’originale.

L’horror story di giornata (e forse anche dell’anno) ha luogo però a Londra dove il Bayern Monaco pasteggia amabilmente in casa del Tottenham. Un antipasto indigesto (il goal di Son all’11esimo) non rovina la cena ai bavaresi che con il gol di Kimmich e la doppietta di Lewandowski potrebbero stare tranquilli. Ma si sa, l’appetito vien mangiando ed i quattro goal di Serge Gnabry (ex gunners, peraltro) sanno più di beffa che di dessert.
Al di là della superiorità dei tedeschi i sette goal subiti stasera dovrebbero indurre i piani alti degli Spurs a riflettere. E non solo sul futuro di Pochettino ma anche sulla colpevole mancata chiusura di un ciclo che doveva avvenire in estate.

E mentre in Turchia il Paris Saint-Germain vince con uno striminzito 1-0 targato Icardi (alla prima da titolare) sul Galatasaray, nell’inferno rosso di Belgrado gli uomini di Milojevic s’impongono con un 3-1 che permette loro di agguantare il secondo posto nel girone in solitaria. Un sontuoso Marko Marin regala alla Stella Rossa due assist in sequenza che, in tre minuti, portano i padroni di casa a ribaltare una partita insperata.
Serata dolorosa, dunque, per l’Olympiacos che, se non altro, potrà fregiarsi di aver preso meno bastonate dei più acclamati colleghi Inglesi.

LGS Team of the day
Con la collaborazione di Franco Febbo e Vincenzo Grimaldi

Giulio Boccadifuoco

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