Infantino: “Nel calcio non vogliamo razzismo. Forse Mondiali 2022 a 48 squadre”

Le parole del presidente della Fifa

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Intervistato da “Sky Sport“, il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha parlato del problema razzismo nel calcio, con riferimento anche all’episodio di Koulibaly in Inter – Napoli.

Queste le parole dello svizzero: “I dirigenti sportivi abbassino i toni, perché certa aggressività che poi sfocia in razzismo o violenza a volte è anche dovuta a toni non sempre adatti di alcuni dirigenti. Servono atti concreti per fermare la violenza e il razzismo negli stadi”. Ho provato tristezza e sdegno per gli insulti razzisti rivolti da una parte dei tifosi interisti a Koulibaly nella partita di campionato del 26 dicembre scorso. Bisogna far passare il messaggio che nel calcio non vogliamo razzismo. Però bisogna farlo in modo continuo, non aspettare che succeda qualcosa, per poi reagire e dimenticare tutto. E poi si ricomincia sei mesi dopo quando c’è un altro incidente. Questi incidenti vanno condannati con la massima severità, ma devono essere uno stimolo a noi dirigenti a abbassare i toni, perché questa aggressività che sfocia in violenza e razzismo è anche un po’ dovuta a dei toni non sempre adatti di alcuni dirigenti. Bisogna lavorare tutti, far vedere che il calcio è molto aperto e tollerante, dove per razzismo e violenza non c’è posto“.

“LA VIOLENZA VA COMBATTUTA CON LEGGI DURE”

Infantino ha proseguito dicendo: “E’ inconcepibile che ancora si possa morire per una partita di calcio. Individuare e prendere i violenti e metterli dentro. Come fece la Thatcher in Inghilterra. Si vadano a cercare le persone violente, per farle uscire dal calcio, non sono migliaia, nemmeno centinaia, sono poche decine, le prendi e le metti fuori dagli stadi, e si rompe questa spirale della violenza. So che le autorità hanno cose più serie e importanti da fare, anche se non so cosa ci sia di più serio della vita di una persona ma la violenza nel calcio è un problema importante che va combattuto con leggi dure. Non capisco come si possa andare a distruggere e fare casini in uno stadio senza che succeda niente, come in una zona franca. Vengano prese queste persone, e messe dentro per un periodo. Ci vuole la collaborazione di tutti, delle società, delle autorità“.

Infine, si è parlato del mondiale 2022: “Potrebbero essere allargati da 32 a 48 squadre e svolgersi non solamente in Qatar, ma anche in atri Paesi del golfo arabo. Stiamo lavorando a questa ipotesi di ampliamento, perché la partecipazione al Mondiale per il movimento calcistico di un Paese è molto importante. Solo in Qatar sarà difficile ampliare il torneo, ma si potrebbe coinvolgere qualche paese in più che ha infrastrutture che già oggi potrebbero ospitare partite, aprendo al calcio una regione del mondo, il golfo arabo, che è una parte importante per il futuro del mondo“.

La Redazione

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