Inter vs Borussia Dortmund nervi saldi e grinta, l’Inter vince 2 a 0

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Eleganza e ferocia, gioventù e spregiudicatezza, nervi saldi e grinta. Ha messo tutto, l’Inter, nella vittoria per 2-0 sul Borussia Dortmund a San Siro.

Un successo in Champions League figlio di una grande prestazione di squadra, di un lavoro di fino, di meccanismi che iniziano a funzionare con continuità. E poi ci sono le prove dei singoli. Da esaltare, pur nel contesto di squadra. Ci sono i picchi di Lautaro Martinez, la gioventù rampante di Esposito, la maestria di Stefan De Vrij, le corse a perdifiato di Antonio Candreva.

La cronaca del match

Partiamo proprio da lui. Mica semplice non sconfinare nella retorica ripensando alla prestazione del difensore olandese. Imperturbabile e insuperabile in difesa (3 contrasti, 5 respinte, 3 intercetti, 6 possessi guadagnati), la netta impressione di una calma olimpica in ogni occasione ma, soprattutto, una classe non da tutti per quanto riguarda la gestione del pallone. Non lo scopriamo certo ora, De Vrij.

E basta anche solo tornare a Sassuolo-Inter della scorsa domenica per trovare una situazione simile a quella che ha portato al gol di Lautaro contro il Borussia Dortmund: De Vrij che conduce palla nella metà campo avversaria, alza la testa, tratteggia una traiettoria perfetta per l’attaccante di turno.

I numeri aiutano a descrivere bene l’attitudine dell’olandese nel giocare il pallone con grandissima maestria: primo per passaggi totali, 96, ma soprattutto primo per passaggi nella metà campo offensiva, ben 22. Più di Brozovic, per intenderci, che è il metronomo e architetto di tutta la manovra nerazzurra.

L’atteggiamento con cui il Borussia di Favre si è presentato a San Siro si è tradotto in un match molto bloccato: i tedeschi hanno scelto il 3-4-3, con una squadra dalle linee molto strette e corte, tanti passaggi (58% di possesso palla) ma solo due tiri nello specchio della porta (parati splendidamente da Handanovic).

In questa battaglia tattica è emersa l’incredibile vena offensiva di Lautaro Martinez. Il gol, la palla lavorata alla grande (una delle tante!) per lanciare il contropiede del 2-0 (a proposito, che tempismo quello di Brozovic nel servire l’assist!), 4 tiri, 10 duelli. Una partita totale, per nulla macchiata dal rigore sbagliato.

Antonio Candreva ha sigillato il match con la sua seconda rete stagionale. Un gol arrivato dopo una volata incredibile, lunga 80 metri, metà dei quali percorsi senza pallone. Uno sprint da velocista, concluso con la perla del pallone piazzato tra palo e portiere. La partita di Candreva è stata questo gol e molto altro: cross (4), possessi guadagnati (7), abnegazione totale.

Uno spirito che è stato trasmesso anche a Sebastiano Esposito, al suo debutto in Champions League a 17 anni e 113 giorni (secondo più giovane di sempre nella massima competizione europea, dietro a Bergomi).

Il giovane nerazzurro ha dato battaglia totale, in ogni zona del campo: il rigore se l’è procurato sfidando in duello un campione del mondo, Mats Hummels. Generazioni a confronto, 14 anni di differenza.

La sua prova è stata ottima e solida, come anche quella di Barella, ad esempio, re dei contrasti. O di Brozovic: 8 possessi guadagnati, 3 passaggi chiave, l’illuminazione per Candreva per il 2-0.

LE PAROLE DI ANTONIO CONTE

Vittoria netta, da squadra, di carattere, la prima nel Gruppo F per l’Inter di Antonio Conte, che dopo il pareggio contro lo Slavia Praga e la bellissima prestazione del Campo Nou raccoglie con merito i tre punti contro il Borussia Dortmund:

“È un successo pesante. È stata una partita molto tattica – ha commentato il tecnico nerazzurro -. Il Borussia Dortmund ha cambiato sistema di gioco perché aveva paura della nostra fase offensiva, si sono difesi a cinque, cercando di schierarsi a specchio.

Siamo stati bravi a cambiare modo di giocare e a consolidare la vittoria quando loro sono tornati al 4-2-3-1. Sono contento perché la squadra ha dimostrato una maturità importante gestendo bene i momenti della partita”.

“La nostra non era una situazione semplice, c’erano un po’ di infortuni e il rischio era di pagare questa situazione.

Invece abbiamo fatto una grande partita e sono contento per i miei calciatori perché sono queste notti che ripagano i sacrifici fatti. L’anno scorso i ragazzi hanno lavorato tanto con Luciano (Spalletti, ndr) per ottenere la qualificazione in Champions League ed è giusto provare a continuare questo percorso.

Sappiamo di non essere favoriti ma vogliamo giocarcela fino in fondo, siamo vivi. Adesso abbiamo meno di tre giorni per recuperare le energie in vista della sfida contro il Parma, che sta vivendo un ottimo momento. Purtroppo non possiamo goderci troppo questo risultato, sabato alle 18 saremo di nuovo in campo”.

Qualche parola anche per Sebastiano Esposito, che a soli 17 anni ha fatto il suo esordio nella massima competizione europea, guadagnandosi subito un rigore con una grande giocata: “L’ho detto più volte, ha solo 17 anni ma ho piena fiducia in lui.

Sa che deve tenere i piedi per terra per continuare a crescere. Mi dispiace non sia andato ai Mondiali Under 17 ma per noi ormai è un titolare a tutti gli effetti, quindi deve continuare su questa strada, volando basso”.

LAUTARO MARTINEZ

È on-fire, non lo si può negare. E nemmeno il rigore che Burki gli ha parato può cancellare quanto di buono fatto contro il Borussia Dortmund e in generale nelle ultime uscite. Lautaro Martinez ha disputato un’altra super partita.

Quinto gol nelle ultime quattro sfide e seconda rete consecutiva in Champions, dopo quella di Barcellona: l’argentino, a 22 anni e 62 giorni, è il più giovane giocatore dell’Inter a segnare in due gare di fila in Champions League a partire da Obafemi Martins (20 anni, 118 giorni), nel febbraio 2005 contro il Porto.

Numeri importanti. E il Toro, nel post-partita, ha raccontato a Inter TV le sue emozioni: “Lavoro per questo. Devo recuperare presto di partita in partita e voglio diventare grande con l’Inter. In campo faccio quello che chiede l’allenatore, cerco sempre di migliorare il feeling con i compagni”.

“Non meritavamo di perdere con il Barcellona, questa sera dovevamo vincere. Ci siamo rimessi in carreggiata e ora dobbiamo tornare a pensare al campionato perché c’è subito il Parma, sabato.

Tutti i giorni lavoriamo per migliorare, a livello fisico serve fare un grande lavoro per il mister ma lo stiamo facendo. La fiducia è fondamentale per le buone prestazioni, anche chi entra dalla panchina sa cosa deve fare e lo fa bene”.

BARELLA

Gladiatorio. Fino all’ultimo minuto di recupero Nicolò Barella ha sprigionato tutta la sua voglia e qualità sul prato di San Siro, per conservare il prezioso vantaggio nerazzurro. Una dedizione raccontata nel post-gara ai microfoni di Sky Sport:

“Abbiamo vinto restando compatti per 90′ senza concedere un centimetro al Borussia Dortmund. Dobbiamo fare sempre così perché è quello che vuole il Mister”.

“Già con il Barcellona avremmo meritato di più, oggi siamo rimasti concentrati per tutta la partita, siamo riusciti a chiuderla.

Conte mi sta aiutando tanto a gestire i momenti della partita. Stiamo facendo un percorso: a volte capita di sbagliare, ma oggi abbiamo concesso pochissimo a una squadra forte come il Borussia. È stata una bella vittoria, ce la godiamo un po’ ma poi pensiamo subito alla prossima partita”.

Il centrocampista nerazzurro a Inter TV ha aggiunto: “Abbiamo dimostrato che con il Sassuolo sono state solo disattenzioni, a volte abbiamo giocato bene e abbiamo avuto difficoltà a fare gol, oggi abbiamo fatto bene entrambe le cose.

Faccio quello che mi chiede il mister per aiutare la squadra che è la cosa più importante, oggi è arrivata la vittoria e siamo ancora più contenti.

Mi piace lottare, vincere i duelli, arrivare prima dell’avversario. Sicuramente la fiducia è una cosa importantissima da parte della società, del mister, dei compagni e io cerco di ripagarla con le prestazioni in campo”.

CANDREVA

Altra prova importante per Antonio Candreva, decisivo con il gol del 2-0 nel successo ottenuto dall’Inter contro il Borussia Dortmund nel matchday 3 di UEFA Champions League: “Abbiamo fatto una grande prova, il gol nel finale ha chiuso la partita e forse lo meritavamo un po’ prima. Ma l’importante era vincere”.

“Il percorso è lungo, ci sono tante partite da giocare. Siamo allenati da un grande Mister e le cose vengono più facili. Conte ci può dare tantissimo, siamo contenti di averlo con noi. Abbiamo sofferto quando c’era da soffrire e tenuto palla quando c’era da temporeggiare”.

“Le prestazioni con Barcellona e Juventus sono state comunque di grande livello e ci hanno dato la consapevolezza di fare bene, anche senza aver portato a casa i tre punti. Abbiamo rivisto le cose che abbiamo sbagliato e abbiamo acquisito una consapevolezza importante”.

Una battuta anche sull’esordio di Esposito a 17 anni e 113 giorni: “Sebastiano lo conosciamo, già dal ritiro si è presentato benissimo, è un grande lavoratore, ascolta, è umile. Deve fare tanta strada, quindi dobbiamo essere bravi ad aiutarlo in modo che possa continuare a lavorare così”.

ESPOSITO

La gioventù, ma anche la ferocia e la freschezza: Sebastiano Esposito ha giocato 31′ contro il Borussia Dortmund con grande voglia, procurandosi un rigore e dando un contributo importante nella vittoria nerazzurra sui tedeschi.

Esposito, che aveva debuttato in nerazzurro nella passata stagione contro l’Eintracht Francoforte in Europa League, diventando il più giovane esordiente della storia nerazzurra nelle coppe europee, va a riscrivere altre statistiche di precocità, avendo 17 anni e 113 giorni.

È il più giovane giocatore dell’Inter a giocare una partita tra Champions League e Coppa dei Campioni a partire da Giuseppe Bergomi, nel 1981 (17 anni e 72 giorni), mentre è il più giovane in assoluto in Champions League, davanti a Balotelli, Santon, Biraghi e Coutinho.

Inoltre è il secondo giocatore più giovane di questa Champions League, dietro solo ad Ansu Fati del Barcellona.

A Inter TV l’attaccante nerazzurro ha raccontato la sua partita: “È stata un’emozione fantastica: esordire a San Siro in Champions League è il sogno di ogni bambino che gioca a calcio. Sono contento per l’esordio ma soprattutto per la vittoria.

Prima di entrare il mister mi ha detto di dare tutto e giocare con la testa”.

Esposito si è procurato il rigore del potenziale 2-0: “Sono passato tra i due difensori, forse mi sono allungato un po’ il pallone ma ho messo la gamba davanti a Hummels che ha provocato il rigore. Giocare con grandi campioni è una bella emozione.

Quando il centrocampista aveva palla dovevo attaccare la profondità perché gli avversari a quel punto erano un po’ stanchi.

Ringrazio per i complimenti, devo lavorare ancora tanto. Sono contento e come ho detto cerco di non cambiare mai e restare umile, è un valore che mi ha insegnato la mia famiglia”.

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