Itzulia Basque Country 2019: il basco Ion Izagirre trionfa in casa

Il team Astana fa saltare il banco e Ion Izagirre sale sul gradino più alto del podio. Delusione in casa Bora

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Calendario UCI World Tour che prosegue con una corsa a tappe molto amata e sentita dal popolo di casa: la 59esima edizione del Itzulia Basque Country. E’ stato Ion Izagirre, idolo del pubblico locale, ad aggiudicarsi il Giro dei Paesi Baschi, partito da Zumarraga l’8 aprile e conclusosi oggi a Eibar. A completare il podio ci pensano Daniel Martin e Jakob Fuglsang.

La corsa ha regalato come sempre grandi emozioni agli appassionati ciclismo, grazie alle tante salite che hanno reso incerta la classifica finale fino agli ultimi secondi di gara. E’ stato un giro animato per tutti i giorni, eccetto l’ultimo, dalla corazzata Bora-Hansgrohe che ha vinto quattro tappe, su un totale di sei, e ha lasciato le briciole agli avversari. Purtroppo però ha mancato l’appuntamento con la vittoria nel giorno finale, quando il team di Alexandre Vinokourov ha deciso di stravolgere i piani dei tedeschi lanciando i suoi corridori all’attacco. Tattica ben studiata e che ha dato i suoi frutti: un Emmanuel Buchmann in maglia gialla rimane isolato, consegna il primato di leader a Izagirre e non riesce a salire sul podio finale, cedendo il posto a Fulgsang. Da una parte, la beffa in casa Bora, dall’altra, l’ennesimo meritato successo per l’Astana, che conquista la nona corsa a tappe di questo 2019.

NEL VIVO DELLA CORSA

Con 23 squadre alla partenza (18 WorldTour e 5 invitate tramite WildCard), il Giro dei Paesi Baschi è stato inaugurato con una cronometro individuale. La prova contro il tempo intorno alla cittadina di Zumarraga è stata breve ma insidiosa e ha visto sul gradino più alto del podio Maximilian Schachman. Al termine di una frazione influenzata dalla pioggia, il tedesco della Bora-Hansgrohe ha fatto registrare il miglior tempo lasciandosi alle spalle Daniel Martinez e il campione nazionale polacco Michal Kwiatkowski, andando così ad indossare la maglia gialla di leader.

La prima tappa in linea è apparsa subito interessante per il suo format esclusivo che comprendeva 5 km di sterrato e continui saliscendi.  Disegnata con caratteristiche simili a quelle delle Strade Bianche, è stata dominata proprio da colui che ha vinto questa classica di inizio stagione: Julian Alaphilippe. Rispettando i pronostici, il corridore della Deceuninck–QuickStep ha fatto il vuoto sull’asperità finale, superando tutti e tagliando per primo il traguardo di Gorraiz davanti a Lambrecht e a Kwiatkowski, ancora terzo. Maglia di leader conservata da Schachmann e classifica generale che ha visto l’uscita di scena di Adam Yates, vittima di un problema meccanico a 15 km dalla conclusione.

Mercoledì è stata affrontata la frazione di Sarriguren – Estibaliz, la più lunga di quelle in programma. Tappa simile alla precedente ma con epilogo diverso: ad alzare le braccia al cielo è stato uno scatenato Schachmann che ha fatto il bis, consolidando ulteriormente la propria posizione di leader. Sul muro conclusivo ha staccato tutti dalla propria ruota chiudendo la volata davanti ai nostri due italiani Ulissi ed Battaglin. Da segnalare una brutta caduta a sei chilometri dall’arrivo che ha coinvolto diversi corridori, tra cui alcuni favoriti per la vittoria di tappa e per la generale.

 Quarto giorno di gara che è partito da Vitoria-Gasteiz senza Alaphilippe e ha visto il ritiro in corsa di Kwiatkowski, coinvolti nella caduta del giorno precedente. A complicare una tappa già carica di tensione per il percorso particolarmente mosso, ci ha pensato la pioggia che ha causato un’altra maxi caduta a 7 km dal traguardo avvenuta nelle prime posizioni del gruppo. Le formazioni hanno avuto giusto il tempo di riorganizzarsi prima dell’ultimo strappo di giornata dove ci ha provato Adam Yates, subito tallonato da Jakob Fuglsang, Tadej Pogacar e Maximilian Schachmann. Dopo aver scollinato insieme, i quattro al comando hanno percorso la breve discesa giungendo così ad Arrigorriaga a disputarsi la vittoria con una volata ristretta. Lo sprint è stato regolato dal leader della generale che ha centrato il terzo successo in quattro gare.

Si giunge così alla tappa più attesa, la tappa regina. Partenza da Arrigorriaga e arrivo ad Arrate: circa 150 km e sette GPM in programma. Sebbene il team Astana abbia tentato a più riprese di far saltare il banco, a farla da padrona è stata ancora la Bora-Hansgrohe. Ad alzare il pugno al cielo è stato Emmanuel Buchmann che fa il colpaccio: tappa e maglia. Partito in sordina a circa 30 km dal traguardo, il tedesco si è lasciato alle spalle i suoi compagni di fuga ed è giunto al traguardo con un vantaggio di circa 1’15” sul terzetto composto da Ion Izagirre, Adam Yates e Jacob Fuglsang che ha provato a chiudere su di lui quando ormai era troppo tardi. Schachmann si è difeso sulla salita finale, riuscendo a conservare la terza posizione nella generale, dietro all’idolo di casa Izagirre.

Eibar-Eibar: sesta ed ultima frazione di questo Itzulia Basque Country. In questa tappa scoppiettante, il team Astana, insieme ad UAE e a Mitchelton-Scott, ha provato a riaprire i giochi fin dalle prime battute di corsa mettendo in difficoltà la maglia gialla, costretta ad inseguire per quasi tutti i 118 chilometri di  gara. Senza troppo tatticismo si sono mossi subito in cinque: Izagirre, Fuglsang, Martin, Pogacar e A. Yates. E’ proprio lui che sullo strappo conclusivo decide di partire per primo guadagnando quel tanto che basta per permettergli di tagliare il traguardo per primo. A completare il podio di giornata ci sono Martin e Fuglsang, mentre Ion Izagirre si “accontenta” della vittoria del Giro dei Paesi Baschi 2019. Vano il tentativo di rimonta di Buchmann che negli ultimi chilometri ha provato a ridurre il gap senza però riuscirci, uscendo anche dal podio della generale.

A MENTE FREDDA

Utilizzato spesso come banco di prova in vista delle classiche delle Ardenne, il Giro dei Paesi Baschi è stato disegnato anche quest’anno con un percorso molto intrigante: poca pianura, ma tante salite. Questo ha permesso a noi appassionati di godere fino all’ultimo secondo di una corsa che sembrava chiusa già dopo le prime tappe a causa della supremazia dei corridori tedeschi. Alla fine però è stata una delle squadre più in forma del momento a spuntarla, l’Astana. Con ventuno vittorie di tappa all’attivo in questo 2019, i kazaki mandano un messaggio importante ai rivali della Deceuninck–QuickStep, tagliati fuori dalle cadute, in vista delle prossime classiche del Nord. Da sottolineare anche la bellissima prestazione della Bora, che, seppur beffata nell’ultima giornata, ha mostrato di essere un team a cui prestare attenzione durante il trittico delle Ardenne. Ai due tedeschi Buchmann e Schachmann, che attualmente godono di un ottimo stato di forma, si andranno ad aggiungere nientemeno che il fuoriclasse Sagan e Davide Formolo, altri due corridori che possono fare bene nelle corse in programma. Niente da dire su Daniel Martin, che non perde mai terreno e conquista una fantastica seconda posizione proprio grazie all’attacco portato nell’ultima tappa insieme ai kazaki. Segnali importanti anche da Adam Yates, che conquista l’ultima tappa e si dimostra ormai pronto per affrontare la corsa rosa, mentre Mikel Landa è sembrato un po’ in ritardo con la preparazione. Che dire, aspettiamoci delle belle battaglie nei prossimi giorni.

TOP 7
  1. Izagirre, Ion (AST)                                 19h 24’ 9”
  2. Martin, Daniel (UAD)                                 + 0’ 29”
  3. Fuglsang, Jakob (AST)                              + 0’ 36”
  4. Buchmann, Emmanuel (BOH)                    + 0’ 43”
  5. Yates, Adam (MTS)                                   + 0’ 51”
  6. Pogacar, Tadej (UAD)                                + 1’ 36”
  7. Landa, Mikel (MOV)                                  + 2’ 56”

Alessandro Borghi

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