La stagione del Tottenham: un’altalena di emozioni

La stagione 2017-2018 si presentava colma di punti interrogativi per il Tottenham. Ma la banda di Pochettino ha saputo togliersi qualche bella soddisfazione. Tuttavia, di trofei ancora non se ne vedono...

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Durante la scorsa estate, la stagione 2017/2018 si presentava pieno di interrogativi ad Hotspur Way.

Innanzitutto, lo stadio: il Tottenham ha salutato definitivamente White Hart Lane e si vede costretto ad adottare Wembley come casa temporanea. Qualche timore c’è, visto che gli Spurs erano reduci da una stagione da imbattuti nel vecchio stadio, mentre Wembley (che ospitava i match europei) era stato teatro di brutte partite. Insomma, si era addirittura arrivati a parlare di “maledizione di Wembley”.

In aggiunta, un mercato non proprio entusiasmante aveva alimentato qualche perplessità fra i supporters. E’ stato infatti venduto al Man City Kyle Walker, ovvero il terzino destro migliore della Premier. Oltre a lui, se ne sono andate riserve come Wimmer, Janssen e N’Jie. Gli acquisti sono arrivati tutti nel finale della sessione di mercato e si tratta di giocatori interessanti, ma non proprio delle certezze. Parliamo di gente come Serge Aurier, terzino destro del PSG incompiuto, e Davinson Sanchez, giovane difensore centrale dell’Ajax nonché uno dei migliori prospetti in circolazione. A questi si aggiungono Llorente e Foyth per rimpolpare la panchina.

In mezzo a questo scenario di incertezza, inizia la stagione. Una stagione che si presume come una di transizione, in attesa di esplodere col nuovo stadio.

IL FILM DELLA STAGIONE

La prima partita vede i ragazzi di Pochettino imporsi per 2-0 a Newcastle, faticando, come di consuetudine, dal punto di vista della condizione e del gioco ma vincendo grazie a due lampi. La prima nella nuova casa di Wembley è contro il Chelsea: gli Spurs dominano ma perdono incredibilmente 2-1. Maledizione che proseguirà anche nel pareggio contro il Burnley, capace di raggiungere l’1-1 nei minuti di recupero. Nella prima notte di Champions League, la musica cambia. A Londra arriva il Borussia Dortmund ed è già una partita chiave nel girone composto anche da Real Madrid e Apoel Nicosia. I Lilywhites giocano una grande partita e trionfano 3-1 con la doppietta di Kane e Son.

 In Premier, dopo la sconfitta col Chelsea, gli Spurs tengono un buon ritmo, restando imbattuti per 2 mesi: da ricordare la vittoria 4-1 sul Liverpool. In mezzo, degli ottimi risultati in Champions: vittoria 3-0 a Nicosia e pareggio 1-1 a Madrid, gli inglesi sono al comando del gruppo alla pari delle merengues. A fine Ottobre, i primi scricchiolii: eliminazione dalla coppa di Lega perdendo 2-3 in casa e in rimonta dal West Ham e la sconfitta 1-0 ad Old Trafford contro lo United. Ma le notti europee continuano ad essere magiche: il Real Madrid cade 3-1 a Wembley, gli Spurs si assicurano quindi la qualificazione.

Una sudatissima vittoria col Crystal Palace è il preludio della crisi di Novembre: brutte sconfitte in trasferta con Arsenal e Leicester e inutili pareggi con Watford e West Brom. I Pochettino boys sembrano essersi smarriti improvvisamente. A Dicembre, la squadra riparte e ad eccezione della batosta 4-1 contro la corazzata Man City, vince le altre partite. A Gennaio 2018 prosegue la marcia degli Spurs, che chiudono il mese senza sconfitte.

Febbraio è il mese dei big match, che arriveranno tutti di fila. Si comincia con lo United che a Wembey viene annichilito e sconfitto 2-0. Segue l’incredibile trasferta ad Anfield contro il Liverpool, dove un rocambolesco finale (reti di Salah e Kane a recupero inoltrato) sancisce il 2-2. Si torna sotto l’arco di Wembley, stavolta per il North London Derby: basta una zuccata di Kane per battere 1-0 l’Arsenal. Infine, ci sono gli ottavi di Champions. L’urna è stata poco clemente coi londinesi, che hanno pescato la Juventus finalista della passata edizione. L’andata è a Torino: inizio shock con una doppietta di Higuain nei primi 10 minuti. Gli Spurs reagiscono e dominano in modo abbastanza incredibile il resto del match, riuscendo a rimontare per 2-2 grazie a Kane ed Eriksen.

Seguono tre vittorie contro Huddersfield, Crystal Palace e Rochdale (in FA Cup) prima del ritorno degli ottavi. Il Tottenham, a Wembley, continua a dominare e a schiacciare la Juve, portandosi avanti 1-0 con Son all’intervallo. Ma nel secondo tempo sono due lampi dei campioni juventini, uniti alle distrazioni della retroguardia di Pochettino, a ribaltare il match sull’1-2, firmato Higuain e Dybala. Gli Spurs si riversano in attacco, ma si devono arrendere al palo di Kane al 90’. Finisce qui, in modo crudele e immeritato, la cavalcata europea del Tottenham.

La partita successiva a Bournemouth vede Kane infortunarsi alla caviglia, ma nessun problema: i Lilywhites infilano 4 vittorie di fila. Fra queste, passa alla storia la vittoria per 3-1 a Stamford Bridge: contro il Chelsea sono Eriksen e una doppietta di Dele Alli a ribaltare la partita. E’ la prima vittoria in questo stadio da quando esiste la Premier League.

Nel finale di stagione va in panne il motore del Tottenham, che balbettando riesce comunque ad assicurarsi un ottimo 3° posto in campionato e di conseguenza la Champions League per il prossimo anno. Da dimenticare l’ennesima semifinale persa di FA Cup contro il Man United: gli Spurs durano 20 minuti, dove segnano con Alli e poi spariscono dal campo e perdono 2-1.

TIRANDO LE SOMME

E’ stata una stagione in chiaroscuro per il Tottenham, caratterizzata da un’alternanza fra gioie e dolori. Certo, viste le premesse da stagione di transizione, forse il bicchiere è più mezzo pieno che mezzo vuoto, ma resta la solita questione: il Tottenham appare come una squadra incompiuta e incapace di potare un trofeo in bacheca. Il rammarico è soprattutto per l’FA Cup, che mai come quest’anno sembrava alla portata, ma la squadra è arrivata scarica sul più bello. Comunque un terzo posto (terzo miglior attacco, terza miglior difesa) in una Premier ricca di ottime squadre non è affatto male. Inoltre, una campagna europea ricca di soddisfazioni, che con un pizzico di fortuna in più sarebbe potuta durare più a lungo.

Bisogna vedere se questo digiuno non manderà in effervescenza qualche giocatore, come già successo con Walker. Pochettino dovrà essere bravo a consolidare il suo gruppo e respingere le offerte degli altri club: intanto, già è calda la questione per il rinnovo di Alderweireld. Perlomeno, lo stesso Pochettino ha rifiutato il Real Madrid (!) e insieme a Harry Kane hanno prolungato il contratto. La prossima stagione, la prima nel nuovo stadio, deve essere quella della consacrazione di un progetto.

I GIOCATORI

Il numero 1 Hugo Lloris non ha vissuto una delle sue migliori stagioni: pur avendo compiuto grandi parate, il numero degli errori stagionali è aumentato. Il capitano non si discute, ma ci si aspetta più sicurezza. Il terzino destro è stato il gran problema della stagione: Kieran Trippier è andato meglio, con un ottimo aiuto in attacco ma qualche lacuna in difesa, mentre Serge Aurier è stato un disastro avendo commesso numerosi errori e dimostrando più volte un bassissimo QI calcistico. In generale, nessuno dei due ha saputo raccogliere l’eredità di Walker.

I difensori centrali sono andati meglio. Ottima stagione di Jan Vertonghen, una delle sue migliori, è stato una garanzia. Può migliorare Davinson Sanchez, qualche buon colpo ma troppi errori pacchiani. Bene Alderweireld fino all’infortunio di Dicembre che in sostanza ha messo fine alla sua stagione. Non valutabile Foyth. Fra i terzini sinistri bene Ben Davies, che è cresciuto in maniera esponenziale durante questa annata. Tempi duri per Danny Rose, spesso lontano dal campo per problemi fisici e familiari: quando è tornato sembrava il lontano parente del Rose che conosciamo.

In mediana, a singhiozzo Wanyama, a lungo out per infortunio, ricordiamo il suo bellissimo gol ad Anfield. Grande stagione invece per Eric Dier, ulteriormente migliorato, e soprattutto per Mousa Dembelè, ormai uno dei migliori centrocampisti al mondo. Il modo in cui “dirige il traffico” in mezzo al campo è fondamentale per il Tottenham. Qualche buona partita anche per il giovane Winks. Sulla trequarti, c’è da registrare la prima stagione sofferta per Dele Alli, autore più volte di partite incolori ma a tratti capace anche di grandi giocate (all’attivo 9 gol e 10 assist).

Stagione strepitosa per Christian Eriksen, mai così in gran spolvero: per lui tanti colpi da campione e un’importante produzione da regista offensivo (10 gol e 10 assist). Ottima annata anche per Son, che si conferma una delle armi offensive più importanti, grazie alla sua velocità e il suo tiro (12 gol). Durante l’inverno è tornato Erik Lamela, dopo il lungo infortunio, e ha fatto vedere qualche colpo dei suoi: lo aspettiamo al top per fine Agosto. Poco incisivo Lucas, arrivato a Gennaio senza lasciare il segno.

Sensazionale, come sempre, Harry Kane: 30 gol in campionato. Ormai l’uragano è inarrestabile e si è consacrato come uno dei migliori attaccanti al mondo: fenomenale! In ombra Llorente, poco adatto al gioco degli Spurs: per lui 1 gol in campionato e 3 in coppa.

Riccardo Andreoli

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