Real Sociedad
I baschi volano in testa alla classifica (fonte: Marca)

Fermi tutti, ci vuole molta calma per spiegare cosa stia accadendo in Liga. Tredici squadre in cinque punti, dal Barcellona al Valencia, per il titolo dopo dodici giornate, quasi un terzo di campionato; solo la Bundesliga tra i cinque principali campionati europei si avvicina, con nove squadre in cinque punti ma in Germania le gare giocate sono dieci. Ci possono essere diverse chiavi di lettura, tra chi sostiene che la Liga sia scesa di livello e a confortare questa tesi ci sono i soli ventidue punti del terzetto di testa Barcellona-Real Madrid-Real Sociedad, non si registrava un dato così da circa 70 anni; dall’altra parte invece si parla di competitività e spettacolo allo stato puro dove chiunque ha la possibilità di comandare ad ogni giornata, sei le squadre che si sono scambiate in testa alla classifica finora: Real Madrid, Barcellona, Siviglia, Granada, Athletic Bilbao e Atlético Madrid.

BARCELLONA, MAL DI TRASFERTA

Per capire come si è arrivati a questa situazione bisogna partire da sabato, giorno in cui il calendario fa scendere in campo le tre big causa impegni in Champions League; un 2 novembre che entrerà negli annali perché non capita spesso che Barcellona, Real Madrid e Atlético non vincano nella stessa giornata. I primi a scendere in campo sono i campioni in carica al Ciutat de Valencia, campo in cui i blaugrana sono già caduti nel 2019, precisamente il 10 gennaio scorso; la storia si ripete nonostante il vantaggio del solito Messi. Clamorosa la rimonta del Levante che dal 61’ al 68’ infila la palla tre volte alle spalle di Ter Stegen.

Sette minuti d’inferno che confermano quanta fatica facciano gli uomini di Valverde in trasferta con appena sette punti raccolti mentre al Camp Nou hanno fatto bottino pieno; oltre al danno la beffa poi sia perché il 2-1 lo segna Borja Mayoral, madridista nel cuore che aveva già colpito a gennaio sia perché il tecnico basco perde Luis Suarez per almeno tre settimane, lesione al soleo della gamba destra. Scricchiola sempre di più la panchina di “El Txingurri” che molto probabilmente è alla sua ultima stagione al Camp Nou; i media spagnoli caldeggiano l’ipotesi Ronald Koeman, eroe locale che avrebbe una clausola per liberarsi dalla nazionale olandese in caso di chiamata del presidente Bartomeu, ma solo dopo Euro 2020.

SIMEONE MISTER X, REAL MADRID A SECCO

Nel tardo pomeriggio al Ramòn Sànchez Pizjuàn va in scena il big match di giornata tra Siviglia e Atlético con “El Mudo” Vazquez e Morata (in gol per la quarta partita consecutiva) che fissano il punteggio sull’1-1; si tratta del sesto pareggio nelle ultime otto partite per la banda di Simeone che vanifica un calcio di rigore con Diego Costa, eccezionale Vaclik nella risposta. I rojiblancos mantengono la miglior difesa della Liga insieme all’Athletic Bilbao ma è il reparto avanzato che preoccupa con appena 12 reti, il peggior dato tra le prime nove in classifica; il solo Morata non può sostenere tutto il peso visto che storicamente non è un bomber da 25-30 gol a stagione, c’è bisogno di ritrovare il miglior Diego Costa e soprattutto Joao Felix che ora è fermo per infortunio; per ora si può dire che la partenza di Griezmann sta pesando come un macigno.

In serata dunque il Bernabéu si veste a festa, appresi i passi falsi delle dirette concorrenti, ma anche i Blancos steccano e non vanno oltre lo 0-0 contro un Betis tutt’ altro che in forma; la squadra di Zidane ci ha provato eccome a vincerla visti i 22 tiri totali ma davanti si è trovata un super Joel Robles. Il Real mantiene l’imbattibilità in casa ma perde un’importantissima occasione per andare in testa in solitaria.

REAL SOCIEDAD ALL’ASSALTO

Le attenzioni si spostano tutte sul posticipo serale che al Nuevo Estadio de Los Càrmenes vede scontrarsi il Granada e la Real Sociedad, in palio a sorpresa c’è il primo posto. I padroni di casa sognano in grande perché potrebbero ritrovare la vetta per la seconda volta ma invece incappano nel secondo k.o. consecutivo, dopo il 3-1 nell’ infrasettimanale subito dal Getafe; la doppietta dell’ex Girona Portu lancia i “Txuri-Urdin” che si infilano tra le corazzate Barcellona e Real Madrid. I ragazzi di Alguacil presentano tanta qualità dalla metà campo in su e questo consente di esprimere un gioco spumeggiante grazie ai vari Odegaard, Oyarzabal, Januzaj, William José e Isak; la sconfitta comunque non scalfisce il percorso di Roberto Soldado e compagni che ricordiamo da neopromossi sono a meno uno dalla vetta.

OSASUNA E REAL VALLADOLID, PIACEVOLI SORPRESE

A proposito di sorprese non ci si può dimenticare dell’Osasuna, altra neopromossa che nel silenzio generale è nel gruppone; pesantissimi i quattro gol rifilati all’Alavés con un Chimy Avila che non si ferma più. Così come il Real Valladolid di Ronaldo il Fenomeno che non ha pietà di un Maiorca in difficoltà, stessa situazione del Celta Vigo che complici i soli nove punti e il terzultimo posto ha esonerato Fran Escribà e pensa alla suggestione Santiago Solari. Il Valencia è l’ultima del treno di testa nella Liga, una squadra che ha poca costanza ma resiste grazie soprattutto al proprio capitano Dani Parejo che ha raggiunto nella sfida contro l’Espanyol le 350 presenze con i “pipistrelli” corredate con una rete, la sesta in questo campionato.

GETAFE, SOGNARE NON COSTA NULLA

Se bisogna indicare una sorpresa finale l’istinto però dice Getafe: c’erano dubbi su come la squadra di Bordalàs avrebbe affrontato il doppio impegno campionato-Europa League ma gli azulones hanno confermato di essere solidi e cinici come l’anno scorso, quando persero la qualificazione in Champions League solo all’ ultima giornata. Meno tre dai ventidue punti del terzetto di testa Barcellona-Real Madrid-Real Sociedad e passaggio virtuale ai sedicesimi di Europa League. In una stagione in cui nessuno sembra voler comandare, sognare non costa nulla; Claudio Ranieri e il Leicester insegnano.

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