Luciano gioca tutte le sue carte «Inter, ora conta la Champions»

"Quando ci incontreremo con la società, non dovremo avere rimorsi"

0
49

Luciano Spalletti sente la gamba giusta per indirizzare la partita a suo favore. Conta il possesso e una lettura tattica della faccenda.

E l’Inter ora è sua. Lo racconta un contratto fino al 2021, lo raccontano certi movimenti di mercato e pure certi suoi messaggi neppure troppo oscuri, perché in quel «c’è chi si propone, c’è chi tratta» detto in conferenza non si fa fatica a individuare la sagoma di Antonio Conte, a più riprese accostato alla panchina dell’Inter nelle ultime settimane.

LE PAROLE DI SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

E perché in un altro paio di passaggi si capisce chiaramente la sua voglia/forza di rivendicare quanto fatto fin qui.

Questo, ad esempio: «Con la società mi sono incontrato, abbiamo deciso che non dobbiamo avere rimorsi in vista del finale di campionato – ha detto il tecnico –. Il resto verrà in conseguenza di questi ultimi risultati. Ora testa solo al baule, al forziere che è la Champions, il tesoro, l’obiettivo di tutti».

E ancora: «Quello che trascuriamo oggi non potrà essere recuperato domani. Ci sono diversi obiettivi, dentro l’obiettivo Champions. La qualificazione ha più risposte».

Come a dire: non si riconduca il mio lavoro a un semplice piazzamento in classifica, ma si analizzi come si è arrivati in fondo, attraverso quale percorso e quali ostacoli sarà stata eventualmente raggiunta l’Europa.

QUOTA 72

Per carità, certo che contano i numeri. Il terzo posto, fino a prova contraria, darebbe automaticamente la certezza di aver migliorato la posizione della stagione scorsa.

E magari lì a fianco c’è pure un altro obiettivo: inseguire la stessa quota di un anno fa, i 72 punti raggiunti all’ultimo tuffo all’Olimpico. Per ripetersi a Spalletti servono 5 vittorie nelle prossime 7 partite, a partire da Frosinone: traguardo ambizioso, ma non impossibile, un modo ulteriore per certificare la «gamba giusta» di cui sopra.

SPALLETTI SI SENTE RAFFORZATO GRAZIE A NAINGGOLAN

Spalletti sente di essere uscito rafforzato da 4 mesi in cui all’Inter è accaduto di tutto, dal caso Nainggolan fino a quello Icardi.

E certamente in una valutazione complessiva non può non entrare anche l’aspetto economico, ovvero quei 25 milioni di euro lordi che costerebbe all’Inter un esonero.

SCENARIO CHAMPIONS LEAGUE

Ma il discorso va persino oltre. Perché se è vero che il club uscirà dal primo luglio dal settlement agreement, è altrettanto vero che sarebbe un’illusione per i tifosi dipingere uno scenario in cui l’Inter sarà in grado già dal prossimo anno di lanciare un attacco alla pari alla Juve.

Si ragiona in termini economici, poi è ovvio che il campo potrà smentire tutto, semmai mostrare un’accelerata improvvisa.

Ma Steven Zhang, formalmente e informalmente, ha sempre parlato di progetto vincente (al netto del discorso coppe, ovvio) su base pluriennale.

Alla società servono ancora mesi di avvicinamento al vertice, anche in considerazione di un fair play finanziario che comunque continuerà a porre dei paletti sugli investimenti.

Ecco perché un tecnico in grado di proseguire il processo di crescita impostato nelle ultime due stagioni sarebbe la scelta forse più razionale.

È su questo che in fondo si ragiona all’Inter, in queste settimane. C’è chi è portato a intravedere dietro questi pensieri la figura di Maurizio Sarri, il cui addio al Chelsea però è tutt’altro che scontato.

Ma si sbaglierebbe nel tagliare fuori dai discorsi chi quel processo l’ha portato avanti, nelle ultime due stagioni

 

 

Valentina Mastrogiacomo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here