Il manuale del fallimento

Il Borussia Dortmund riscrive la (propria) storia, in senso negativo. I giallo neri crollano a Madrid e vengono "relegati" ai sedicesimi di Europa League.

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Fallimento. Fallimento è la parola adatta per descrivere, in maniera chiara, limpida e soprattutto concisa, l’attuale situazione del Borussia Dortmund. I giallo neri hanno fallito su tutta la linea e non ci sono attenuanti. Non vanno fatti figli e figliastri, qui si tratta di un fallimento di massa. Collettivo, che parte dai “piani alti” (il pesce puzza sempre dalla testa e non va dimenticato) per finire alla guida tecnica ed ad un groviglio di giocatori inadatti. Il Borussia Dortmund non necessita di un miglioramento ma di una rifondazione che dev’essere totale. I rami secchi vanno potati. Nessuno escluso.

LE SCELTE DEI DUE TECNICI.

Il Real Madrid, già sicuro del primo posto e con infime possibilità di sfilare il primato del girone al Tottenham, schiera in campo un undici imbottito di riserve. Formazione (quasi) tipo per il Borussia Dortmund, a cui basta una sconfitta dell’APOEL a Wembley contro gli spurs per essere certo di giocare quantomeno i sedicesimi di Europa League.

REAL MADRID (4-3-3): Navas; Nacho, Ramos, Varane, Hernandez; Isco, Casemiro, Kovacic; Vazquez, Mayoral, Ronaldo. Allenatore: Zinedine Zidane.

BORUSSIA DORTMUND (3-4-2-1): Burki; Sokratis, Subotic, Schmelzer; Bartra, Sahin, Dahoud, Guerreiro; Pulisic, Kagawa; Aubameyang. Allenatore: Peter Bosz.

SEMPRE LA STESSA STORIA.

Il Borussia Dortmund non ha molto da chiedere a questo girone. Le possibilità di accedere agli ottavi di finale della Champions League sono nulle ed è impensabile che una squadra reduce da una vittoria nelle ultime undici partite possa in qualche modo impensierire i campioni d’Europa in carica. D’altro canto, un risultato positivo dell’APOEL in casa del Tottenham è piuttosto utopistico e questo mette i giallo neri in una posizione di relativa tranquillità. Non ci aspettavamo nulla da questa partita, dunque. Tanto, potrebbe davvero andare peggio di così? La risposta che abbiamo avuto è stata: evidentemente si. Non c’è davvero limite al peggio, il Borussia Dortmund ne è la lapalissiana e straziante dimostrazione. Pronti, via e superiorità del Real Madrid schiacciante anche con 5/11 di riserve in campo. Mayoral apre le marcature con un gran colpo di testa, approfittando (ma guarda un po’) di uno svarione della retroguardia dei tedeschi. Ronaldo suggella il match sul due a zero dopo appena dodici minuti con un destro a giro meraviglioso che si stampa sotto l’incrocio dei pali. Partita virtualmente già chiusa e non siamo nemmeno al quarto d’ora. Ennesima figuraccia, ennesima partita persa ancor prima di scendere in campo. Io cambio canale, davvero non ce la faccio più.

La prodezza balistica di CR7. (2-0)
L’ILLUSIONE CHE PRECEDE IL DRAMMA.

La partita, nonostante il doppio vantaggio merengues, è viva e ricca di occasioni da ambo le parti. Frutto di due squadre che, avendo poco da chiedere al proprio girone, giocano a viso aperto. Il Borussia Dortmund avrebbe anche le possibilità per riaprirla ma, come spesso le accade, denota una preoccupante mancanza di cinismo. Il solito Aubameyang si divora la palla dell’1-2 qualche minuto dopo il raddoppio dei padroni di casa, non chiudendo abbastanza il diagonale col destro. Oramai non fa più notizia, ci siamo abituati. Così come non fa più notizia la prestazione mostruosa di Cristiano Ronaldo: il futuro pallone d’Oro, con la sua 112esima marcatura nella massima competizione europea, stabilisce l’ennesimo record. E’ il primo giocatore della storia ad andare a segno in tutte e sei le partite del proprio girone. Ti da, da solo, un motivo per continuare a guardare la partita. Tuttavia, il Borussia Dortmund ha un sussulto. Un moto d’orgoglio che, fra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo, ristabilisce l’inaspettata parità al Bernabeu. Una doppietta di Aubameyang, a cavallo fra il 43esimo ed il 49esimo, potrebbe permettere ai giallo neri di salvare quantomeno la faccia. E invece non sarà così. Dopo una buona mezz’ora di calma piatta, con le due squadre che gestiscono un pareggio che, ad onor del vero, non fa schifo a nessuno, condizionata esclusivamente dalla girandola di cambi dei due allenatori, il Real Madrid alza improvvisamente la pressione e trova il (meritato) goal del vantaggio con il piazzato di Lucas Vazquez. L’ultimo squillo dei giallo neri è un’occasione mancata da Kagawa a tre dalla fine. Davvero troppo poco. 

La delusione sul volto dei Die Wespen a fine partita.
LA TRISTE CRONACA DI UN FALLIMENTO ANNUNCIATO.

Da salvare in questo scempio c’è solamente l’immancabile sostegno dei tantissimi supporters giunti da Dortmund per sostenere la squadra. Per il resto: un vero disastro. Da un allenatore talmente inadeguato e spaesato da indurre tenerezza, da una società che è pienamente cosciente della situazione ma che decide ugualmente di non porre rimedio, ad un ammasso di giocatori mediocri e sopravvalutati spacciati per campioni. Di questi marrani non se ne salva nessuno. Il Borussia Dortmund ottiene una stentata qualificazione ai sedicesimi di Europa League, un “premio di consolazione” accettato nemmeno troppo euforicamente dai tifosi dei Die Schwarzgelben. La situazione è drammatica e sotto gli occhi di tutti. Dopo un avvio fortuito, frutto di una combinazione di temporanee situazioni favorevoli, le inadeguatezze di tecnico, giocatori e società sono venute alla luce. Una sola vittoria nelle ultime dodici partite in tutte le competizioni, quattro pareggi e ben sette sconfitte. L’ultimo successo dei tedeschi è stato registrato in DFB Pokal, contro i semi-dilettanti del Magdeburg. Se si vuole ritrovare l’ultima vittoria dei giallo neri contro un avversario lontanamente decente, bisogna risalire al match di Bundesliga del 30 Settembre in casa dell’Ausburg. Più di due mesi fa, per l’appunto. Sembra passata un’eternità. Sembra un incubo, ma è la dura realtà.

Gli unici esenti da colpe.
AI LIMITI DELL’IRREVERSIBILE. 

La stagione del Borussia Dortmund è ad un punto di non ritorno. Il cammino in Champions League è stato umiliante e quello in Bundesliga è deprimente. Perfino il sesto posto attuale, in coabitazione con Ausburg e Francoforte, è in bilico considerando il solo punto che divide il Leverkusen (che attualmente occupa l’ultimo posto utile per non andare in Europa) dai giallo neri. La società ha rinnovato la fiducia a Bosz, dichiarando che l’obiettivo dichiarato (rientrare nei primi quattro posti, ndr) è ancora ampiamente alla portata. Un’iniezione di fiducia per il tecnico olandese ma che, al di la delle dichiarazioni di facciata, è già un separato in casa al Borussia Dortmund. Scaricato dalla squadra e dalla sua stessa società, che però non vuole mettere mano al portafogli per ovviare ad una situazione drammatica, Bosz è rimasto completamente solo. Un condannato a morte che aspetta solo che gli venga inflitta la sua pena. Un “morto che cammina” il cui destino è già segnato da tempo. L’esperimento di Zorc e Watzke è fallito miseramente, così come la loro ridicola politica societaria. Ora è necessario mandare un segnale all’ambiente e fare il possibile affinchè la stagione non vada del tutto in malora. C’è un quarto posto da conquistare ed un’Europa League da onorare, ma è impossibile farlo in queste condizioni. Guardare le partite del Dortmund è una tortura, un film drammatico di cui conosci già il finale prima ancora di iniziarlo. E’ chiara anche l’intenzione della società di non voler assumere un “traghettatore”, e registrarlo inutilmente sul libro paga, per sei mesi e poi “silurarlo” a fine stagione, quando dovrà essere ingaggiato il tecnico che aprirà il nuovo ciclo. Scelta più o meno condivisibile, ma il rischio di dover buttare (letteralmente) una stagione aleggia con insistenza già da diverse settimane. Il mio auspicio è che qualcuno possa svegliarsi, prima che la situazione diventi irreparabile.

Peter Bosz è il primo allenatore nella storia del Borussia Dortmund ad aver concluso il girone di Champions League senza vincere nemmeno una partita. Sorridi, Peter. Alla fine sei entrato nella storia del club, cosa importa se lo hai fatto dalla parte sbagliata? Alla fin fine non c’è nemmeno da disperarsi troppo, sarai ricordato (probabilmente) come uno dei peggiori allenatori della storia recente (e non) del Borussia Dortmund. Dovresti esserne onorato! Comunque no, non voglio dare unicamente la colpa a te. Sarebbe un errore troppo banale da commettere per uno come me. Io voglio soltanto che questo martirio finisca al più presto, conto le partite che mancano da qui a Maggio. E una volta che questo (ennesimo) incubo sarà finito, dovrete fare le valigie. Tutti. Dal primo all’ultimo.

                                                                                                  Palleschi Terzoli Marco

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