3 Gennaio: tanti auguri a Michael Schumacher, il “Kaiser” della Formula 1

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Compie oggi 50 anni il pilota più vincente della storia della Formula 1, nonché l’icona più rappresentativa della Ferrari dominante di inizio millennio: Michael Schumacher. Il tedesco di Kerpen ha lasciato un’impronta enorme in questo sport, come si evince semplicemente dai numeri: pilota con più Mondiali vinti (7), più gare vinte (91) e più giri veloci (77) e, fino al recente sorpasso di Hamilton, leader anche nelle Pole Position (68).

Sebbene i numeri contino quasi tutto in Formula 1, il ricordo di Schumi è uno dei più positivi che si possono associare agli sportivi, soprattutto qui in Italia: ciò è ovviamente dovuto ai suoi 10 anni in Ferrari, nei quali ha saputo portare a casa ben 5 Mondiali consecutivi (2000-2004). Qualunque tifoso, pensando alla Ferrari, non può non pensare a quella squadra: Schumacher, Todt, Brawn, Barrichello. Quanti trionfi!

UN INIZIO NON FACILE, POI UNA CARRIERA DA LEGGENDA

Eppure l’inizio non era stato dei più facili. Schumacher arriva in Ferrari nel 1996, fresco giovane vincitore di due Mondiali con la Benetton. E’ chiaramente uno dei piloti più talentuosi ma anche uno dei più caldi e, a volte, antisportivi. Un carattere forte il suo, che già nella sua stagione d’esordio subì una lunga ramanzina da parte di Ayrton Senna. Anche nel 1994, nella gara finale, Schumi restò coinvolto in uno degli episodi più controversi di sempre: mentre il suo rivale Damon Hill cercava di superarlo, il tedesco gli girò addosso (in modo probabilmente volontario), provocando così il ritiro di entrambi e vincendo il titolo.

Ma torniamo alla Ferrari. La squadra era in un periodo altalenante, non vince il titolo dal 1979 e non compete realmente da tempo. La squadra è totalmente nuova e c’è voglia di tornare in alto. La macchina non è però competitiva e Schumi si deve accontentare di tre vittorie e lampi di pura classe: memorabile la vittoria sotto il diluvio in Spagna, da vero rain master. Nel 1997 è in testa al mondiale all’ultima gara, 1 punto avanti la Williams di Jacques Villenueve e si ripete la stessa scena del 1994: stavolta, però, si ritira solo Schumacher e Villenueve conquista così il titolo. Per questo gesto, il tedesco fu squalificato dal campionato. Da qui in poi, il suo comportamento migliorerà e la Rossa pure…

SCHUMACHER CONTRO HAKKINEN

Siamo nel 1998, il primo anno della leggendaria trilogia Schumacher contro Hakkinen. Ferrari contro McLaren. Che pilota, il finlandese volante! La loro rivalità, sana e piena di rispetto e stima, è una delle più memorabili nella storia. Nel 98 la battaglia è tiratissima, ma Hakkinen la spunta all’ultima gara, quando Schumi fu costretto a partire dal fondo prima di ritirarsi. Nel 1999 ci fu il bruttissimo incidente di Silverstone, dove il Kaiser si fratturò tibia e perone. Stagione compromessa per lui, ma sbucò l’altro ferrarista Eddie Irvine nella corsa al titolo. Ancora una volta, Hakkinen si assicurò il titolo nell’ultima gara di Suzuka. Nel 2000 assistiamo ad un’altra stagione combattutissima, piena di gare indimenticabili (la magia di Hakkinen a Spa). Ma stavolta Suzuka sorride alla Rossa: Schumacher ce l’ha fatta, dopo 21 anni riporta il titolo a Maranello!

Le successive 4 stagioni vedranno il tedesco dominare in lungo e in largo, regalare praticamente solo gioie al popolo ferrarista. Nessuno fu in grado di ostacolarlo: la Rossa era troppo forte e Hakkinen si ritirò nel 2001. L’unica stagione un po’ tirata fu quella del 2003, quando Montoya e soprattutto Raikkonen fecero sudare il titolo al Kaiser. Nel 2005 la Ferrari perde competitività e nel 2006 Schumacher, alla sua ultima stagione, si gioca il titolo col giovane Fernando Alonso: una rottura del motore consegnerà il titolo allo spagnolo, ma quanto lottò Schumi!

UN’EREDITA’ PESANTE

Un’eredità pesantissima la sua, che guardando ad oggi nessuno fu in grado di cogliere. Solo Kimi Raikkonen nel 2007 riuscì a vincere il mondiale in modo carambolesco. Vittoria che si rivelò un colpo di reni di un team a fine ciclo e che, come ben sappiamo, annaspa ancora dietro agli avversari. Finora, neanche piloti del calibro di Alonso e Vettel sono riusciti a riportare il titolo a Maranello.

Per questo Schumacher è stato il miglior pilota della storia della Ferrari: un gigante. Un pilota dalle qualità impressionanti: costanza, velocità, precisione nonostante una guida molto grintosa, capacità di spingere la vettura oltre ai limiti, un mago del bagnato. Un perfezionista: non tralasciava nessun dettaglio e cercava sempre di migliorarsi. Lui stesso si definiva poco talentuoso e che solo il duro lavoro gli ha permesso di raggiungere il successo. Una grande personalità.

Purtroppo oggi il Kaiser è ancora convalescente dopo il beffardo incidente sugli sci di 5 anni fa, che ha messo a serio rischio la sua vita. La moglie Corinna ha voluto rassicurare i tifosi dicendo che “il periodo di cure prosegue” e ringraziando per il supporto. Ma la privacy è sacra e null’altro si sa di lui, perciò non ha senso dire niente se non fargli un caloroso augurio.

Buon compleanno Schumi!

#keepfightingMichael

Riccardo Andreoli 

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