Mondiale per Club, Pachuca-Wydad Casablanca 1-0. Messicani in semifinale con il Gremio

Per la squadra di Alonso a segno Guzman al 112°. Wydad combattivo ma in 10 uomini dal 69°

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Messico contro Marocco. Il primo quarto di finale del Mondiale per Club mette davanti i vincitori della CONCACAF e quelli della CAF Champions League, il Pachuca contro il Wydad Casablanca. Dopo la vittoria dell’Al Jazira nella partita d’esordio, la palla si sposta nello stadio che vide trionfare l’Inter contro il Mazembe nel 2010, lo Sheikh Zayed. Tante sono le storie curiose che questa competizione internazionale riesce a regalare ogni volta ma quella di Oscar Perez, giocatore del Pachuca, è veramente particolare. Una vita passata nel campionato messicano, 44 anni d’età, 1 metro e 72 centimetri d’altezza. Ruolo? portiere ovviamente. In patria è una sorta di leggenda, tanto da aver raggiunto anche le 52 presenze nella Selecciòn. A difendere i pali oggi c’è proprio lui. Nel 4-2-3-1 costruito da Alonso, la difesa è formata da Herrera, Martinez, Murillo e Garcia. I due mediani sono Aguirre e Hernandez mentre Urretaviscaya, Guzman e una vecchia conoscenza del calcio italiano, Keisuke Honda, assistono l’unica punta Sagal. I marocchini rispondono con il modulo ad albero di natale con Laaroubi in porta. Noussir gioca a destra, Atouchi a sinistra e Comara e Hachimi al centro. I tre di centrocampo sono Nakach, Saidi ed El Karti, l’eroe della finale contro l’Al Alhy. Khadrouf e Bencharki sono i due trequartisti mentre il centravanti è Aoulad.

IL PACHUCA DOMINA MA NON FINALIZZA

Quasi 8000 chilometri separano Casablanca dagli Emirati Arabi ma questo non ha fermato i tifosi del Wydad, tra i più caldi del Nordafrica, che sono accorsi in massa per sostenere la propria squadra. Sulle ali di questo entusiasmo, sono i marocchini che, almeno all’inizio, cercano di fare la partita. Questa pressione dura circa 10 minuti, il tempo che ci mette il Pachuca a far valere la sua superiorità tecnica e a cominciare a rendersi pericoloso. Al 13° Urretaviscaya sbaglia la misura del passaggio per Sagal che sarebbe stato da solo davanti al portiere. Dopo 6 minuti sempre l’uruguaiano scappa sulla destra ma il suo cross è bloccato da Comara. Il difensore senegalese al 40° è protagonista del primo utilizzo del Var nella competizione con l’arbitro che decide, giustamente, di ammonirlo dopo un duro fallo a centrocampo. Prima del termine dei primi 45 minuti Urretaviscaya calcia una punizione da circa 35 metri e Laaroubi la respinge di pugno.

Pachuca

Nella seconda frazione la pressione del Pachuca si fa sempre più insistente. Il primo a provarci è Honda che sfrutta un rinvio sbagliato di Laaroubi ma il suo sinistro finisce fuori di pochissimo. Quattro minuti dopo Herrera la mette alta con un colpo di testa. Al 62° arriva la prima azione per il Wydad con El Haddad, appena entrato, che  cerca un cross ma calcia con l’esterno e il pallone termina sulla parte alta della traversa. Al 69° le cose vanno di male in peggio per i marocchini con Nakach che viene espulso per doppia ammonizione a causa di un bruttissimo fallo al limite dell’area. Ci prova Guzman al volo ma il portiere è attento e blocca. Allo scadere il colpo di testa di Jara finisce solo sull’esterno della rete. La partita va ai supplementari.

UN COLPO DI TESTA DI GUZMAN MANDA IL PACHUCA IN SEMIFINALE

All’extra time il copione resta lo stesso con i centroamericani che vanno vicini al gol con un tiro deviato di Urretaviscaya che finisce fuori di poco e con una punizione di Honda piuttosto centrale e bloccata da Laaroubi. Nel secondo tempo supplementare, prima il Wydad va vicino al clamoroso vantaggio con un tiro sull’esterno della rete di Hajhouj ma poi il Pachuca riesce a sfondare sulla destra e colpisce. Hernandez mette una splendida palla per il solito Urretaviscaya che arriva sul fondo e crossa per la testa di Guzman che batte il portiere e fa 1-0. I messicani vincono e si qualificano per la semifinale dove incontreranno i campioni della Libertadores, i brasiliani del Gremio.

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