Napoli, tutto questo è un (mezzo) miracolo

Ottava vittoria consecutiva del Napoli, che riesce a tenere a distanza la Juventus (nonostante tutto)

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Napoli

Immaginate di tifare una squadra che in 3 anni ha lottato (e sta lottando) per ben due volte per lo scudetto, sommateci il fatto che la stessa, almeno da due anni, non fa un mercato di rilievo, aggiungendo solo quei piccoli tasselli che completano una rosa scarna, seppur ben definita, ed avrete un quadro di una società ed un allenatore che stanno riuscendo in un autentico miracolo sportivo.

Tenere dietro la Juventus non è mai facile, farlo con una rosa contata e falcidiata da sfortunatissimi infortuni è un’autentica utopia: alzi la mano chi avrebbe immaginato un Napoli da record in estate. Si critica De Laurentiis ogni anno per quel che potrebbe fare (e non fa) in sede di mercato, ma a conti fatti ha sempre ragione lui.

Tre competizioni era impossibile disputarle, giocare ogni tre giorni con una panchina pressochè nulla sarebbe stata un’impresa fantascientifica e non stupirebbe una precoce eliminazione anche dall’Europa League, dopo quelle in Champions e Coppa Italia, anche perchè lo scudetto è l’obiettivo principale e l’unico modo per avere chance contro la corazzata Juventina è concentrarsi solo su una competizione, approfittando del fatto che i bianconeri sono impegnati su più fronti.

Sarri ha costruito un gruppo di guerrieri, basti vedere quante partite sono state recuperate da una situazione di svantaggio. Questo Napoli è un diesel: parte lento, soffre, ma alla lunga schiaccia gli avversari, i biancocelesti nel secondo tempo sono stati letteralmente surclassati e solo la sfortuna ha impedito al Napoli un punteggio tennistico.

Ottava vittoria consecutiva in campionato, miglior difesa e primo posto solitario, nonostante gli infortuni di due giocatori fondamentali come Milik e Ghoulam, quest’ultimo sfortunatissimo nel rompersi la rotula del ginocchio e dire addio ad una stagione che aveva cominciato alla grande. Primi, nonostante come terzini ci sono due ragazzi che non sono all’altezza, primi, nonostante una panchina non competitiva ed un undici imprescindibile ai fini della vittoria finale.

Primi, nonostante la Juventus vanti tre squadre ed un calciomercato iper stellare, nonostante in passato abbia privato dei partenopei del giocatore simbolo e nonostante la vittoria di misura al San Paolo, firmata proprio dal Pipita. Se ancora non si può parlare di miracolo, dato che il torneo non volge ancora al traguardo, le 24 giornate da capolista lo sono a metà, perchè nulla lasciava presagire una simile resistenza a dispetto delle tante difficoltà incontrate. Chapeau.

Antonio Borsa

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