NBA Draft Lottery 2018: ecco com’è andata

Ai Suns la prima scelta. Sorridono i Kings che ottengono la seconda chiamata precedendo gli Hawks. Grizzlies e Mavericks i delusi

0
333

Il dado è tratto, o meglio: la pallina è tratta. La NBA Draft Lottery ha dato il suo responso: la prima scelta assoluta va ai Phoenix Suns. Per la franchigia dell’Arizona, che si presentava alla lotteria come la favorita per accaparrarsi la scelta numero 1, si tratterà della prima chiamata assoluta della sua storia.

Se la prima chiamata ha rispettato i pronostici, non si può dire lo stesso della seconda. Ad aggiudicarsela sono stati infatti i Sacramento Kings che  avevano solo il 18.3% di ottenere una Top3 Pick contro il 42.6% di Atlanta Hawks e Dallas Mavericks che hanno ottenuto rispettivamente la terza e la quinta chiamata. Perdono 2 posizioni, rispetto alle percentuali, anche i Memphis Grizzlies che chiameranno con la quarta chiamata. Previsioni che non sono state rispettate nemmeno da Orlando Magic e Chicago Bulls visto che entrambe perdono una posizione. Tutto regolare invece nelle posizioni dalla 8 alla 14, dove l’ordine di chiamata della Lottery non ha subito variazioni.

SUNS: AYTON O DONCIC, QUESTO È IL DILEMMA

Manca poco più di un mese al Draft e per il GM Ryan McDonough e il suo front office non saranno giorni semplici. Gli uomini dei Suns sono infatti di fronte ad un dilemma, sicuramente bellissimo, ma pur sempre un dilemma. Quello legato alla loro prima scelta.

“Chi prendere tra DeAndre Ayton e Luka Doncic?”

Due giovani talenti, due ruoli completamente diversi. Ruoli in cui i Suns sono estremamente carenti. Dopo l’ingaggio di Igor Kokoskov come prossimo capo allenatore le quotazioni di Luka Doncic, prodigio del Real Madrid che sotto il coach serbo ha vinto gli Europei con la nazionale slovena, erano salite alle stelle. D’altro canto però DeAndre Ayton è praticamente uno di casa. Il lungo infatti ha passato il suo unico anno al college ad Arizona University che ha sede a Tucson, ad un tiro di schioppo da Phoenix.

Alla sera del Draft mancano 36 giorni. Saranno 36 giorni di valutazioni, colloqui e riunioni tecniche per McDonough e i suoi uomini perché la loro decisione influenzerà, in un modo o nell’altro, il futuro della franchigia per i prossimi anni. In Arizona intanto hanno già iniziato ad incrociare le dita.

Gherardo Dardanelli

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here