NBA, i Thunder (senza Westbrook) impotenti alla corte di Curry e Durant

Kevin Durant e i Golden State Warriors battono i THunder nel match d'apertura della Western Conference

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All’Oracle Arena va in scena il match di spicco di questa prima giornata di Regular Season che vede fronteggiarsi i campioni di Golden State contro la squadra che la stagione passata ha deluso maggiormente, i Thunder di Oklahoma City, che scendono sul parquet senza il suo capitano, nonché trascinatore, Russell Westbrook. Il playmaker ha saltato tutta la preseason a causa dell’ennesimo problema al ginocchio, sottoponendosi al quarto intervento in 5 anni. Oltre al numero 0, una grande assenza è la guardia Andrè Roberson che sarà disponibile solo da dicembre. Ai Warriors, invece, mancano Lee, Cousins e Livingston che in una partita cosi’ incerta potevano essere un buon rincalzo per far rifiatare.

Steph Curry, come da consuetudine, apre le marcature con una bella tripla, seguito da un tap-in del grande ex Kevin Durant. Patterson con una tripla e un libero riporta OKC a -3 ma Klay Thompson con una bomba porta il punteggio sul 10-4. Schroder segna i suoi primi punti in maglia Thunder, ma Curry e compagni non sbagliano un colpo e il playmaker con un gioco da 3 porta i suoi a +7 prima del time-out chiamato da Donovan. Schroder mette dentro una tripla dopo un buon lavoro di sfondamento di Paul George e i Thunder sono di nuovo lì, dopo i liberi trasformati da Adams. Curry dopo 10 minuti è già a quota 9 punti ed OKC sembra incapace di contrastare le sue discese, tanto che dopo i 2 liberi trasformati da Schroder, scende in attacco e sforna un assist al bacio per Durant che non fallisce una tripla facile facile, 26-19. Subito dopo, Curry vola in doppia cifra con una tripla che fa esplodere l’Oracle. Prima della sirena, mettono dentro un 4-0 che li fa ben sperare per il secondo quarto.

Sul 31-23 inizia il periodo, dove Cook trasforma una tripla a dir poco incredibile e Golden State vola a +12. Klay Thompson fa 2 su 2 dalla lunetta e i Warriors vanno a 39 mentre OKC fa fatica a trovare la via per il canestro, visti i continui errori in fase di realizzazione e rimane a 29. Una bella tripla di Grant riporta i Thunder a 7 subito dopo Adams mette dentro il suo nono punto ed è -5 a 7 minuti dalla sirena di fine primo tempo. Curry rientra per far rifiatare Thompson e dopo 5 secondi dal suo ingresso trasforma la tripla del 46-37. Un fallo antisportivo di George porta in lunetta Curry che non sbaglia e cosi’ nemmeno Durant che fanno volare Golden State a +14 a 3 minuti dalla sirena. Schroder va in doppia cifra e cerca di non far affondare definitivamente Oklahoma che si trova sotto 53-41. Abrines non ci sta e scaturisce una tripla replicato però dal contropiede di Curry che riporta i Warriors a +10. Con un continuo batti e ribatti di tiri da fuori che però non hanno gran fortuna, termina il primo tempo sul punteggio di 57-47.

Il secondo tempo si apre con Oklahoma in fase straordinaria che mette a segno un 9-2 pazzesco che li riporta a 3 in pochi minuti dove sale in cattedra finalmente Paul George che ne fa 9. Golden State è incredibilmente allo sbando più completo (strano, visti i terzi quarti della scorsa stagione) ed Oklahoma City, animata da furore agonistico, registra in 4 minuti un 22-9 che spezza l’egemonia vista fino a quel momento. Time-out Steve Kerr. Inaspettata a dir poco questa reazione degli uomini di Donovan (George 11 punti solo in questo inizio terzo quarto e da uno Schroder a dir poco fantastico con 19 punti complessivi), che per la prima volta nel match sono sopra con il punteggio. Da un-10 che sembrava incolmabile, ora la compagine in maglia blu si trova sopra di 3 lunghezze sul 69-66. Disappunto di coach Kerr. Ma è tutt’altro che finita ed infatti dopo il time-out i Warriors ritornano sopra grazie ancora al solito Curry che mette a segno il suo 25esimo punto. Paul George torna sul taccuino degli analisti con il 21esimo punto che regala il pareggio ai Thunder (75-75), ma poco dopo Durant e Jones riportano GDW a 79. Abrines a 20 secondi dal termine infila la tripla del -2, ma prima della sirena Durant mette dentro il punto del 83-79.

Felton con un 2 su 2 dalla lunetta apre l’ultimo quarto e Diallo lo segue mettendo il 2 dopo i punti di Thompson. Grant ristabilisce la parità sul 87-87 in un match che dal terzo quarto è sempre più incerto e da cui ci si può aspettare di tutto. Adams rientra e segna subito i 2 dopo le incursioni di Golden State, ma Looney e Curry riportano gli Warriors sopra sul 95-89. Looney schiaccia in testa ad Adams dopo un tiro di Durant e Golden State è di nuovo a +6. George non ci sta e scaglia quindi la bomba del -3 che fan sperare OKC. Schroder non si ferma e dimostra di essere il rincalzo giusto di Westbrook, mettendo a segno fino ad ora 21 punti (4°best scorer del match) e con Adams firma il -2. Tuttavia l’errore più grande nella pallacanestro moderna è credere che Golden State non possa mordere anche nel finale e infatti Curry non sbaglia subito dopo un gioco da 3 che riporta i Warriors a +5 a 2 minuti dal termine. Il tedesco di OKC fallisce il tiro da 3 che permette così un possesso a GSW che sfruttano e a 24 secondi esatti dal termine i Thunder sono sotto di 7. Durant fa 2 su 2 dalla lunetta e cosi’ anche George prima del fischio definitivo che recita 108-100.

Buona prova di OKC e soprattutto di Schroder e George che però non possono niente contro la compagine di Kerr che ad eccezione dell’inizio di terzo quarto sono sempre stati avanti e superiori. Best scorer è Curry con 32 punti non che MVP del match, confermandosi come ogni anno stella assoluta dell’NBA.

 

Enea Bacciocchi

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