NBA, TOP & WORST Eastern Conference #4

Toronto macchina da Regular perfetta, quanto pesa l’assenza di Porzingis per i Knicks, LeBron che fa LeBron, sicuri che Griffin stia aiutando?

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TOP 3 PLAYERS
POSIZIONE N.3: ANDRE DRUMMOND

 

Il miglior rimbalzista della lega ad oggi, nonché primo giocatore a raggiungere i 1000 rimbalzi catturati in questa stagione. Nominato anche “Player of the Week”, in questo mese sta tenendo un assurdo 17.2 rimbalzi a partita condito da 5 rimbalzi offensivi per gara. Contro Miami fa 23 punti con 20 rimbalzi (con un +/- di +16 in una partita vinta dai Pistons di soli 4 punti) mentre contro Brooklyn ne cattura 27 segnando pure 17 punti nonostante un pessimo 5/17 dal campo. Nonostante ciò i suoi Pistons sono noni a 5 vittorie di differenza dai Bucks, ottavi, lasciando uno spiraglio pressoché minimo per una loro presenza ai Playoffs di quest’anno.

POSIZIONE N.2: DEMAR DEROZAN

 

I Raptors sono primi ad Est e lui è il leader di questa squadra. Come era già stato detto il mese scorso sta iniziando ad avere una nuova dimensione anche come tiratore da tre. Chiaramente le percentuali realizzative non sono eccelse, però DeRozan sta avendo la sua miglior stagione da 3 (la migliore come 3P% sarebbe quella 2015-16 ma si prendeva esattamente la metà dei tiri di adesso) e questo non può che essere un significativo passo avanti per un giocatore che fino ad anno scorso era assolutamente battezzabile. A inizio febbraio contro Portland aveva segnato 35 punti con un ottimo 6/10 da tre mentre pochi giorni fa contro Detroit aveva messo a referto 42 punti tirando con il 57.1 dal campo.

POSIZIONE N.1: LEBRON JAMES

“Non ho mai giocato ad un livello così alto nella mia carriera”. Così definisce il suo momento LeBron. Player of the Month di febbraio con tripla doppia di media e canestri surreali nel finale di partita contro Denver sono solo gioielli che arricchiscono una corona già preziosissima. 29.2 punti a partita in questo lasso di tempo tirando con il 45.2% da tre punti. 8 partite su 14 giocate in cui ha realizzato più di 30 punti. Nonostante il suo minutaggio molto elevato sono numeri impressionanti, anche se ormai non lo sembrano più a causa dell’abitudine. Unica pecca la percentuale ai liberi, dove rispetto a inizio stagione è peggiorato un po’, tornando in media con le annate precedenti. Nonostante Cleveland debba ancora trovare il giusto equilibrio (causa anche infortuni), sicuramente il passo in avanti però c’è stato.

WORST 3 PLAYERS
POSIZIONE N.3: D’ANGELO RUSSELL

 

Arrivato con buone aspettative, Russell sta forse leggermente deludendo un po’ in una Brooklyn che, nonostante non abbia la sua pick per questo Draft, fatica a vincere. D’Angelo sta avendo la sua peggior stagione al tiro da 3, con un decremento di ben 5 punti percentili rispetto agli anni scorsi. In questo mese oltretutto ha abbassato pure le sue percentuali dal campo. Ancora troppo incostante per un giocatore del suo talento e col suo usage (30%), capace di segnare più di 20 punti ma anche di metterne 3 o 4, come è successo contro i Bucks o contro i Pistons. Sicuramente è lui il punto di ripartenza dei Nets, però ci si aspetta sicuramente di più.

POSIZIONE N.2: EMMANUEL MUDIAY

 

Che Mudiay fosse uscito dai radar dei giovani campioni era cosa già nota. L’ex settima scelta del Draft 2015 è approdata a New York anche se le cose non sembrano cambiate. Discreto impiego in campo ma pessima resa. 37.2% e 17.6% sono rispettivamente le percentuali dal campo e da 3 punti che sta tenendo in questo ultimo mese (True Shooting % da quando è a New York di 41.6). Da quando è ai Knicks anche il suo Net Rating è peggiorato drasticamente, arrivando a registrare un -20.2 davvero pessimo. Non ci resta che vedere se il tempo farà sbocciare il giocatore africano o se rimarrà, come etichettato da tanti, un “bust”.

POSIZIONE N.1: BLAKE GRIFFIN

 

Sicuramente una scelta controversa quella di mettere un ex-All Star da 20 punti a partita come peggiore del mese. In parte la colpa non è nemmeno la sua. Arrivato dai Clippers in un non-sistema come quello dei Pistons, dove l’altro lungo della squadra (Drummond) ama avere anche lui i suoi possessi in post. Due lunghi che offensivamente sono quasi uno il doppione dell’altro, fatti salvi i tiri da 3 e dal mid range che Griffin si prende.

Un lungo come lui e con se sue doti atletiche dovrebbe prendere una marea di rimbalzi, ma vuoi per la presenza di Drummond (simile a quando aveva DeAndre Jordan a Los Angeles), ne cattura “soltanto” 6/7 a partita. L’esperimento delle “Twin Towers” simil Pelicans non sta funzionando: questo anche perché Griffin è un giocatore che paralizza il gioco tenendo la palla in mano per molto tempo. Inoltre, nonostante rispetto a inizio carriera sia migliorato parecchio, si prende troppe triple (5.4 per gara) rispetto alla sua percentuale realizzativa. Per questi motivi, e per come i Pistons non siano nemmeno vicinissimi alla zona Playoff, mettere Griffin fra i peggiori non è un’eresia sportiva.

BEST TEAM: TORONTO RAPTORS (48-17)

Sesta miglior difesa della lega per punti concessi, settima per Opponent’s 3P%, quarta come punti realizzati per partita e settima come assist per gara. I Toronto Raptors sono a tutti gli effetti una macchina da Regular Season perfetta. Nell’ultimo mese hanno perso una sola partita (contro i Bucks di Antetokounmpo) vincendo invece tutte le altre. Fra gli avversari affrontati e sconfitti spiccano fra tutti i Rockets di Harden e D’Antoni, primi a Ovest, i Celtics di Kyrie Irving e Brad Stevens (secondi proprio dietro ai Raptors) e i Blazers di Lillard, clamorosamente terzi ad Ovest.

La squadra gira bene e i giocatori si trovano ottimamente, ma soprattutto coach Casey è riuscito a trovare un metodo di gioco perfetto per i giocatori che conceda loro la possibilità di essere la squadra col terzo miglior record assoluto della lega senza pagare la loro carenza nel reparto lunghi, autrice del 16esimo posto come rimbalzi per squadra. La vera notizia però sarà vedere se questi Raptors sapranno dimostrarsi una macchina perfetta pure ai Playoff o se si sgretoleranno come gli anni scorsi arrivando al massimo alle Eastern Conference Finals.

WORST TEAM: NEW YORK KNICKS (24-42)

Che I Knicks fossero una squadra ancora da costruire era cosa nota. Nelle ultime 14 partite però è arrivata soltanto una vittoria, contro gli Orlando Magic ultimi ad Est. Sicuramente pesa come un macigno l’assenza di Kristaps Porzingis, che nella partita del 7 febbraio contro i Bucks si è infortunato dopo una schiacciata atterrando sul piede di Antetokounmpo e rompendosi i legamenti del ginocchio sinistro. Al momento del suo infortunio i Knicks erano a -4 vittorie dalla zona Playoffs mentre adesso 11esimi e a -11. Sfumato il sogno Playoffs e sfumato tutto quello che era di questa squadra.

La serie di 6 sconfitte consecutive ancora aperta non è un buon segno per coach Jeff Hornacek, segno che non è ancora riuscito a rimettere in piedi una squadra, al momento 21esima per punti segnati e 18esima per punti concessi a partita. Ntilikina non sembra voler esplodere, Mudiay sta avendo un pessimo impatto difensivo e se il reparto guardie è iper affollato, quello lunghi è semivuoto dopo l’infortunio di Porzingis. Fra gennaio e febbraio-marzo il Net Rating di squadra è calato a picchio, scendendo da un non ottimo -3.6 al -16.6 attuale. La prospettiva non sembra poter migliorare nemmeno in estate, dove i Knicks saranno molto probabilmente costretti a mettersi da parte visti i 98 milioni di Salary Cap garantiti che si ritrovano.

FONTE DATI: Basketball Reference, NBA Stats

                                                                                                                                      Matteo Cavina

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