NBA, verso i playoff : Milwaukee Bucks, punti di forza e debolezze

Milwaukee arriva ai playoff da testa di serie con un record di 60-22: a cosa possono davvero ambire Giannis Antetokounmpo e i suoi compagni?

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Ad inizio anno si prospettavano ottimisticamente per i Bucks una stagione tra il terzo e il quinto posto nella Conference, ma anche coloro che prevedevano rosee aspettative si sono piacevolmente sbagliati.

I Cervi hanno appena concluso una delle migliori stagioni regolari della loro storia ultra cinquantennale, con un record di 60 vittorie e 22 sconfitte, primi in tutta la Lega.

I punti di forza dei Bucks, aldilà delle solite solite affermazioni circostanziali sul fatto di avere un giocatore che concorre per l’MVP come Giannis Antetokounmpo o un allenatore del calibro di Mike Budenholzer capace di dare un assetto tattico ad una squadra che l’anno scorso peccava di continuità (quest’anno i Bucks hanno perso due partite di fila solo a marzo, per il resto sono state sconfitte sporadiche), sono innumerevoli. Milwaukee gioca in modo corale, con tutto il quintetto titolare in doppia cifra di punti. La panca è una delle più profonde dell’intera NBA, completa in ogni ruolo di almeno un giocatore che possa fare la differenza entrando in campo a partita in corso. A questo si aggiunge che molti dei giocatori  di Milwaukee siano capaci di ricoprire due o anche tre ruoli diversi, dando una vastità di possibili quintetti su parquet davvero disarmante per gli avversari.

I Bucks sono una squadra ostica, molto ben organizzata che fa del tiro da fuori, del gioco in post basso e delle penetrazioni i suoi punti di forza offensivamente. Per quanto riguarda la difesa sono primi per defensive rating, privilegiando la marcatura a uomo.

Si sa però che il basket che si gioca in RS non è quello che si gioca ai Playoffs: Milwaukee infatti pur contando su una serie di armi offensive e difensive non indifferenti ha dei limiti più o meno evidenti che in una serie al meglio di sette, specialmente contro squadre più esperte e rodate, possono comprometterne il cammino fino alle Finals.

I Cervi si presentano alle griglie di partenza con parecchi infortunati, primi tra tutti per ordine di importanza Brogdon, Mirotic e Snell.

Inoltre, i Bucks durante la stagione sono stati spesso poco incisivi a difendere sui lunghi avversari: molto spesso infatti Lopez, un po’ lento di piedi, aspetta dentro lasciando la facoltà di tirare da fuori ai centri che marca. Se la serata è storta questi sono punti pesanti.

L’altro problema, più mentale che altro, deriva invece dai blackout che caratterizzano la squadra in certi frangenti di partita (molto spesso o nella prima frazione o all’inizio del quarto periodo) in cui si subiscono una vagonata di punti. Occorrerà che i Bucks tengano un ritmo costante per tutte le gare di playoff se vogliono arrivare distanti, specialmente nella prima serie contro Detroit, considerando che in stagione Milwaukee praticamente metà delle sconfitte sono arrivate contro squadre che non si sono qualificate ai playoffs. Il mindset in questo caso non è importante, è l’unica cosa che conta.

PRONOSTICO

Per una volta i Bucks arrivano al tabellone ad eliminazione per vincere e non per partecipare.

I tifosi adorerebbero ovviamente che arrivassero a giocarsi le Finals contro Golden State (perché vabbé, si sa come vanno le cose di là), ma per rimanere coerenti con quanto prospettato ad inizio stagione ci si accontenterebbe anche di un secondo turno considerando che la squadra è ancora in crescita.

Verosimilmente, slegando i sentimenti dalle opinioni, sembra che questi Bucks abbiano le carte in regola per poter effettivamente arrivare alle Finals, ma che sarà molto dura considerando che Toronto ha un roster competitivo come quello di Milwaukee ma più rodato sul piano playoff. Facendo una media di quanto detto prima, i Cervi conosceranno il loro destino in finale di Conference contro i Raptors, ma vedremo chi la spunterà.

 

Sebastiano Barban

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